Chi garantisce quel bollino vegan?
Prendi una confezione dal magazzino. Cerca il bollino vegan, la V, la grafica.
Ora immagina la domanda: chi lo garantisce? Non un consumatore curioso. Un buyer che sta rivedendo l’assortimento. Un concorrente che ha deciso di segnalare. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
Se la risposta è “lo ha disegnato la nostra agenzia”, continua a leggere.
Dal 27 settembre 2026 la Direttiva (UE) 2024/825, recepita in Italia con il D.Lgs. 30/2026, è pienamente applicabile. Restano due mesi. Uno dei due è agosto, con stampatori chiusi e fornitori in ferie.
Il numero
Fino a 10 milioni di euro di sanzione amministrativa pecuniaria, massimale innalzato in Italia dal D.Lgs. 26/2023. Fino al 4% del fatturato annuo nei casi transfrontalieri.
“Cifre da multinazionale, non riguardano un’azienda come la mia.”
L’importo viene modulato su gravità, durata, recidiva e condizioni economiche dell’impresa. La soglia alta serve a colpire i grandi, non a proteggere i piccoli.
E la multa è la voce meno grave. Restano la correzione urgente di packaging e materiali, il ricondizionamento dei prodotti già distribuiti, le rettifiche a tue spese, la conversazione con la distribuzione che ti ha inserito fidandosi di quel claim.
Il dettaglio che cambia il tuo calendario
Nessuna deroga per lo stock: dal 27 settembre le regole valgono anche per i prodotti già a scaffale.
Ma le FAQ della Commissione di giugno 2026 aggiungono un principio: le autorità potranno tenere conto degli sforzi ragionevoli, proporzionati e documentati compiuti per conformarsi.
Perché uno sforzo sia valutabile, deve avere una data. Muoversi a luglio produce documenti di luglio. Muoversi a ottobre produce documenti che dimostrano soltanto il ritardo.
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Il primo passo costa zero
Valutazione preliminare di documentazione e materiali, digitale incluso: quali claim reggono, quali vanno specificati, quali vanno rimossi.
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