World Beer Day 2021: in Italia, la birra guida la ripresa dei consumi fuori casa

Oggi si celebra nel mondo la Giornata della Birra, la bevanda più nota e consumata a livello globale: in Italia la stagione estiva coincide con un aumento dei consumi di questa bevanda, e gli esperti ritengono che trainerà la ripresa nei prossimi mesi.

Come ogni primo venerdì di agosto fin dal 2007, oggi si celebra la Giornata Internazionale della Birra, una delle bevande più antiche che il mondo abbia mai conosciuto. Dopo un calo generale dei consumi, l’estate 2021 porta con sé per l’Italia la ripartenza dei consumi fuori casa; tra i protagonisti indiscussi del fenomeno, proprio la bevanda “socializzante” per eccellenza. Secondo uno studio commissionato da Osservatorio Birra all’Istituto Piepoli, la birra è stata la bevanda più consumata nei mesi delle riaperture di bar, pub e ristoranti, con il 61% delle preferenze, battendo perfino il vino (38%) e il caffè (43%).

Lo studio, dal titolo “Il nuovo fuori casa degli italiani”, parla del desiderio di tornare a socializzare, magari davanti a una birra con gli amici: non a caso, gli esperti ritengono che proprio attorno a questa bevanda e alla convivialità che rappresenta, si possa incentrare la nuova normalità fuori casa, fatta di un ritorno – prudente ma generalizzato – ai luoghi di aggregazione. Il fatto che la birra possa fare da traino per la ripresa dei consumi non è un’idea che riguarda solo gli amanti di questa bevanda – il 16% dei quali la considera addirittura imprescindibile in luoghi come ristoranti, pizzerie, pub, bar – ma è confermato anche dagli addetti ai lavori.

Nel settore Ho.Re.Ca., il 60% dei gestori di locali come pub, bar e ristoranti, afferma che la birra ha un ruolo centrale nella propria offerta e, di questi, il 22% sostiene che nel 2021 sarà sempre più richiesta. Più della metà degli intervistati conferma che “l’arrivo dell’estate segna l’aumento del consumo di birre”, che si accompagna a una maggiore cultura di prodotto: aumentano sia i clienti attenti al suo servizio (25%) che la richiesta di birre speciali (22%).

Estate 2021: vacanze da “beer lover”

Se la birra è stata la bevanda più consumata durante il lockdown, creando convivialità nonostante le restrizioni, secondo gli esperti sarà la protagonista indiscussa anche delle vacanze degli italiani. A causa delle misure di contenimento legate alla pandemia, anche il 2021 per gli italiani sarà all’insegna del turismo di prossimità, legato anche al fenomeno del “travel eating”. Secondo i dati raccolti da BVA Doxa e diffusi da AssoBirra proprio in occasione del World Beer Day, il 60% degli amanti della birra sono interessati a vacanze alla scoperta di eventi a tema birra e ben l’88% vorrebbero in Italia un evento ricorrente per celebrarla. Emerge che, finora, il 62% degli intervistati ha optato almeno una volta per viaggi con finalità enogastronomiche per gustare birra
e cibi locali; di questi, ben il 72% ha selezionato la meta proprio sulla base della presenza di eventi locali con degustazione di birra.

Se con l’arrivo della bella stagione i consumi di birra sono cresciuti del 15% rispetto a marzo di quest’anno, non bisogna dimenticare il ruolo fondamentale di questa bevanda per l’economia italiana, che va ben oltre il periodo estivo. La birra è infatti una ricchezza per il tessuto economico italiano, con circa 900 imprese e oltre 115.000 occupati lungo tutta la filiera. Nel 2019, il valore del mercato della birra ha raggiunto i 9,5 miliardi di euro, ma il 2020 ha rappresentato inevitabilmente un momento di crisi per il settore. Per i prossimi mesi è previsto un aumento non solo dei consumi, ma anche della produzione nazionale, che nel 2019 ha raggiunto quasi 18 milioni di ettolitri.

La birra è vegana?

Forse non tutti lo sanno, ma un drink – alcolico o meno – può contenere derivati animali e chi ha scelto uno stile di vita vegan deve tenerne conto. Per quanto riguarda la birra (e il vino), bisogna fare attenzione soprattutto ai prodotti usati per la chiarificazione, che possono essere di origine animale. Questo processo, infatti, viene spesso effettuato utilizzando coadiuvanti tecnologici come caseine, gelatine animali, sangue di bue e altre sostanze più specifiche incompatibili con la scelta vegan.

Bisogna sottolineare che questi agenti chiarificanti non fanno parte degli ingredienti, ma sono invece definiti “coadiuvanti tecnologici”; è per questo che tale procedura non esclude il vino dagli alimenti utilizzabili dai vegani.

Per approfondire questo argomento: Vino e birra vegan: cosa significa? Facciamo chiarezza

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Sauro Martella
Fondatore VEGANOK

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