Ci sono premi che celebrano un prodotto, e altri che riconoscono una visione. Quello consegnato a Flavia Morelli, Direttrice del SIGEP – The Italian Exhibition Group, durante il VEGANOK EXPO al MIG, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Un VEGANOK Award simbolico, assegnato perché nell’ultimo decennio il SIGEP è stato la prima grande fiera italiana a dare spazio al vegan quando non era ancora una parola chiave nei piani strategici delle grandi fiere, quando parlare di vegetale significava spesso muoversi controcorrente.
Dieci anni fa, quando il vegan non era “strategico”
Oggi il vegan è ovunque. Nei report di mercato, nei panel, nei claim di prodotto, nei programmi fieristici. Ma dieci anni fa non era così.
Nel suo percorso recente, il SIGEP è stato la prima grande fiera italiana del food professionale a dare spazio al mondo vegan in modo visibile, strutturato e continuativo, come parte integrante del racconto del settore.
Una scelta che, all’epoca, non era affatto scontata poiché il vegetale non veniva ancora percepito come un mercato maturo, né come un ambito su cui investire.
Eppure, proprio in quegli anni, il SIGEP ha deciso di aprire le porte a un cambiamento che stava già prendendo forma, anche se non era ancora evidente ai più.
Dare spazio significa dare legittimità
Il valore di questa scelta non sta solo nell’aver “ospitato” il vegan, ma nell’averlo legittimato.
In una fiera che rappresenta da sempre il cuore della gelateria, della pasticceria e del foodservice italiano, dare spazio al vegetale ha significato mandare un messaggio chiaro al settore: questa non è una moda, è un’evoluzione da osservare con attenzione.
Nel tempo, quello spazio è cresciuto. Sono cresciute le aziende presenti, i contenuti, i prodotti, l’interesse dei professionisti. E con loro è cresciuta anche la qualità delle proposte vegetali, oggi sempre più tecniche, credibili e competitive.

Il VEGANOK Award consegnato a Flavia Morelli riconosce proprio questo, ovvero la capacità di leggere il cambiamento prima che diventi consenso, e di assumersi la responsabilità di accompagnarlo.
È un premio a un modo di fare sistema, a una visione che non ha aspettato che un “trend” diventasse sicuro per essere accolto, ma lo ha osservato e studiato dandogli spazio quando ancora era in fase di costruzione.
Ed è anche per questo che questo riconoscimento trova una continuità naturale con quanto accaduto al MIG 2025, dove il gelato vegetale ha avuto per la prima volta un’area dedicata e riconosciuta: un altro segnale di un settore che oggi è pronto, perché qualcuno ha iniziato a crederci molto prima.

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