Una guardia reale inglese, che ha preferito rimanere anonima, ha chiesto ufficialmente al Ministero della Difesa britannico di modernizzare le uniformi dei militari, partendo dagli enormi copricapi neri calati fin sopra gli occhi che sono forse il simbolo più iconico delle guardie. Peccato che si tratti di berrettoni progettati nel XIX secolo per far sembrare i soldati più alti e temibili e realizzati ancora oggi in pelle d’orso.
Una questione controversa di cui, oltremanica, si discute già da tempo: negli anni non sono mancati gli appelli alla Regina Elisabetta perché prendesse una posizione netta contro l’impiego – anacronistico e crudele – di questi copricapi, sostituendoli con alternative etiche e più sostenibili. Ultimo, in ordine di tempo, è stato l’appello che all’inizio dello scorso anno ha visto la partecipazione dell’attore Simon Pegg a una campagna PETA, per chiedere l’abolizione della pelle di orso dalle divise della Queen’s Guard.
“Questi cappelli vanno contro i principi della guardia reale inglese”
Oggi si torna a parlare dell’argomento, ma questa volta sollevato addirittura da un membro della guardia reale stessa: “Questi cappelli sono un simbolo iconico del Regno Unito, la mia casa – ha dichiarato – che sono orgoglioso di servire come guardia reale. Di recente, tuttavia, ho scoperto che i maestosi orsi che vivono liberi in Canada vengono ancora uccisi per “sport” e che la loro pelliccia viene utilizzata per realizzare i nostri berretti. All’improvviso, l’immagine dell’uniforme è offuscata e indossarla sembra crudele e disumano, il che contraddice i miei doveri di guardia reale. Essere un soldato britannico dovrebbe significare proteggere e salvare gli altri, tutti”.
A questo si aggiunge che in passato, in risposta alle proteste degli animalisti, il Governo inglese avrebbe sostenuto di recuperare la pelle di orso attraverso un programma regolamentato di abbattimento degli orsi, “necessario” per equilibrarne la popolazione sui territori canadesi; peccato che, secondo PETA, non sia mai esistito un programma del genere in Canada. Insomma, uno scivolone dietro l’altro per il Regno Unito, che in passato avrebbe perfino accettato di provare un materiale alternativo, cruelty-free e sostenibile, per i berrettoni delle guardie reali, senza poi arrivare mai a concretizzare questa decisione.
“Ho visto un berretto fatto con questa pelliccia sintetica. Sembra straordinariamente simile ai cappelli che indossiamo da oltre 200 anni, per non parlare del fatto che è sia impermeabile che più leggero! – aggiunge la guardia – Non ho dubbi che i miei compagni approverebbero il passaggio a questo nuovo copricapo“. E ha concluso sottolineando che non è la vera pelliccia, il prodotto di uno sport sanguinario, di cui le guardie reali, così fiere di servire il Paese, vadano orgogliose: “Se è disponibile una pelliccia sintetica di qualità superiore, non c’è nessun motivo logico per non accettarla“.
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