Molino Chiavazza riceve il VEGANOK Award “10 anni insieme” al Tuttofood 2026

Lo storico molino piemontese di Casalgrasso (Cuneo), attivo dal 1955 e oggi alla terza generazione della famiglia Chiavazza, ha ricevuto il riconoscimento per un decennio di certificazione VEGANOK. Filippo Chiavazza racconta perché la certificazione vegan è un asset strategico non solo sul mercato italiano, ma anche sui mercati internazionali, dove il riconoscimento del brand VEGANOK funziona come garanzia trasversale.

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Il Molino Chiavazza è uno dei più importanti impianti molitori italiani, con sede a Casalgrasso, in provincia di Cuneo. L’attività familiare risale al 1936, ma è il 1955 l’anno della svolta industriale, quando trasformano il vecchio molino a palmenti in un impianto a rulli meccanici. Oggi l’azienda è alla terza generazione ed è cresciuta fino a tre stabilimenti produttivi tra Casalgrasso, Pancalieri e Carmagnola, con una capacità di quattrocento tonnellate di grano macinato al giorno.

Il catalogo conta centovinticinque referenze: farine di grano tenero, semole di grano duro, farine speciali (farro, riso, ceci, khorasan, mais), polente, preparati per dolci della linea Dolce Mondo Antico, preparati per pane della linea Forno di Casa Mia, lieviti e una linea Senza Glutine. Il fatturato si distribuisce equamente tra Ho.Re.Ca, industria e grande distribuzione, con un export al quattordici per cento verso Australia, Nuova Zelanda ed Est Europa. I cereali raggiungono lo stabilimento di Carmagnola via treno elettrico sulla linea ferroviaria Torino-Savona.

La certificazione VEGANOK accompagna le farine e le referenze Molino Chiavazza ormai da un decennio. Per un’azienda molitoria che lavora una materia prima vegetale, la certificazione vegan è un investimento volontario in trasparenza e riconoscibilità, che estende la garanzia dall’ingrediente all’intero processo produttivo.

Al Tuttofood 2026, Filippo Chiavazza ha ricevuto il VEGANOK Award “10 anni insieme” dalle mani di Renata Balducci, presidente di AssoVegan.

Nelle sue parole durante la cerimonia, Filippo Chiavazza ha messo a fuoco un aspetto della certificazione che raramente emerge nelle conversazioni italiane: la dimensione internazionale. Il vegan, ha detto, è un trend fortemente in crescita non solo nel mercato italiano ed europeo, ma anche a livello internazionale. E ha aggiunto un punto specifico: in certi paesi, dove entrano in gioco anche questioni religiose legate all’alimentazione, un brand come VEGANOK diventa un riconoscimento che va mostrato. È un’osservazione che dice molto sul valore della certificazione per un’azienda che esporta in mercati come Australia, Nuova Zelanda ed Est Europa: in quei contesti, la garanzia vegan funziona come standard trasversale, capace di rispondere contemporaneamente a esigenze etiche, religiose e salutistiche di pubblici diversi.

Dieci anni di certificazione VEGANOK sulle farine piemontesi di un molino che macina quattrocento tonnellate di grano al giorno e le distribuisce su tre canali e diversi mercati internazionali. Un percorso che, dalle parole di Filippo Chiavazza, è destinato a durare altri dieci anni.

 

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