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Il Vegan Chef Emanuele Rengo porta le pietanze VEGANOK alla Festa del Rinascimento di Acquasparta

Alla Taverna di Porta Vecchia, il menù si apre a pietanze vegan grazie al lavoro di Emanuele Rengo e Rea Picchiarati del Vis à Vis di Orvieto, ristorante vegan accreditato VEGANOK.

Lo Chef Emanuele Rengo porta la cucina VEGANOK alla festa del Rinascimento di Acquasparta.

La Festa del Rinascimento di Acquasparta è uno degli appuntamenti di rievocazione storica più suggestivi dell’Umbria.
Dal 6 al 21 giugno 2026, il borgo torna idealmente al Seicento per celebrare l’arrivo in città del Principe Federico Cesi II, detto “il Linceo”, e della sua sposa Artemisia Colonna, avvenuto nel 1614.

La manifestazione rievoca i festeggiamenti organizzati all’epoca dalla comunità, trasformando il centro storico in un grande scenario vivo, fatto di cortei in costume, tamburini, teatro di strada, spettacoli, sfide tra contrade e momenti di convivialità.

Le tre contrade cittadine, San Cristoforo, Porta Vecchia e Il Ghetto, si sfidano in giochi e gare di abilità per aggiudicarsi simbolicamente le chiavi della città, in un clima di partecipazione collettiva che coinvolge l’intero borgo.

Ma la Festa del Rinascimento non è soltanto rievocazione. La figura di Federico Cesi occupa infatti un ruolo centrale anche sul piano culturale e scientifico: fondatore nel 1603 dell’Accademia dei Lincei, considerata la prima accademia scientifica al mondo, Cesi fu anche amico di Galileo Galilei. Per questo la manifestazione unisce storia, cultura e riflessione, affrontando temi legati al rapporto tra scienza, fede, conoscenza e visione del mondo.

All’interno di questo contesto, le taverne delle contrade rappresentano uno dei cuori pulsanti della festa. Sono luoghi di incontro, accoglienza e tradizione gastronomica, dove il pubblico può degustare piatti ispirati alla cucina rinascimentale e alla tradizione umbra.

 

Ed è proprio in questo scenario che, quest’anno, arriva una novità significativa: la presenza di pietanze vegan VEGANOK all’interno del menù della Taverna di Porta Vecchia.

Una scelta importante, resa possibile grazie alla sapiente mano del Vegan Chef Emanuele Rengo, chef membro della VEGANOK Academy, e grazie al lavoro organizzativo e alla grande iniziativa di Rea Picchiarati. Emanuele e Rea sono l’anima del Vis à Vis di Orvieto, ristorante vegan certificato VEGANOK: una realtà che porta avanti una cucina vegetale curata, consapevole e capace di unire gusto, accoglienza, professionalità e identità etica.

La Taverna di Porta Vecchia ha scelto così di aprire il proprio menù anche a proposte vegetali, offrendo a chi segue un’alimentazione vegan la possibilità di vivere pienamente l’esperienza della festa, sedendosi a tavola insieme agli altri e condividendo lo stesso clima di convivialità.

Il menù di Emanuele Rengo alla festa del Rinascimento di Acquasparta

Quello del 2026 è il quarto anno in cui la Taverna di Porta Vecchia inserisce pietanze vegetali in carta, con un antipasto, un secondo e un dolce disponibili tutte le sere. Questa edizione segna però anche un passaggio ulteriore: è il primo anno in cui le proposte sono presenti in carta come pietanze dichiaratamente VEGANOK.

Inoltre, per la prima volta, Emanuele Rengo e Rea Picchiarati sono stati presenti direttamente per due serate speciali, i due martedì della festa, proponendo due primi piatti dedicati.

Il valore di questa scelta va oltre la semplice presenza di alcuni piatti senza ingredienti di origine animale. Significa portare la cucina vegan dentro un contesto popolare, storico e fortemente identitario, dimostrando che la tradizione può dialogare con il presente senza perdere autenticità.

La cucina vegetale, quando è pensata con competenza, gusto e rispetto del contesto, non sottrae nulla alla tradizione: al contrario, può ampliarne la capacità di accoglienza, rendendola più inclusiva e più vicina alla sensibilità contemporanea.

La Contrada Porta Vecchia, i cui colori sono il giallo e il blu, prende il nome dalla porta più antica del paese, quella che immette nel centro storico. È una delle realtà più vive della manifestazione, capace di costruire negli anni un’identità forte, partecipata e riconoscibile.

Grazie all’organizzazione interna dei contradaioli, Porta Vecchia ha saputo creare gruppi di lavoro dedicati ai diversi settori della festa, con l’intento di curare ogni aspetto della manifestazione: dal corteo storico al teatro, dai tamburini alla taverna.

Il gruppo teatrale di Porta Vecchia anima da anni la serata della contrada, con risultati spesso molto apprezzati dal pubblico e dalla giuria. Numeroso e variegato, il gruppo ha saputo rinnovarsi nel tempo, collaborando con registi e lavorando con impegno anche sull’allestimento scenico, coreografico e sugli apparati teatrali. Attualmente è guidato da Graziano Sirci.

Anche il corteo storico rappresenta un momento centrale per la contrada: un numeroso gruppo di figuranti partecipa ogni anno cercando di migliorare la cura degli abiti, degli accessori e di tutti quegli elementi capaci di far rivivere al meglio lo spirito del periodo storico di riferimento.

Il gruppo dei tamburini di Porta Vecchia accoglie da anni adulti e bambini, riportando il pubblico indietro nel tempo con musicalità di ispirazione rinascimentale. La grande partecipazione ha portato anche alla nascita dei “Piccoli Tamburini” di Porta Vecchia, permettendo anche ai più piccoli di avvicinarsi alla tradizione divertendosi.

Non mancano poi i protagonisti delle prove di forza, destrezza e agilità, impegnati nei giochi tradizionali della manifestazione, sempre competitivi ma animati da spirito leale e rispettoso.

La Contrada Porta Vecchia ha conquistato importanti vittorie nel corso degli anni, risultando vincitrice nel 2006 e nel 2010, e imponendosi poi per quattro edizioni consecutive dal 2014 al 2017. Ma al di là dei successi, il vero cuore della contrada resta il suo spirito allegro, goliardico e profondamente comunitario.

È questo clima che si respira ogni sera all’interno della Taverna di Porta Vecchia, situata nella splendida cornice di Palazzo Mimmi, sul corso principale di Acquasparta. Un luogo in cui cibo, bevande, accoglienza e allegria diventano parte integrante dell’esperienza della festa.

Dentro la Taverna, il clima è davvero straordinario: grandi, piccoli e piccolissimi sono impegnati con entusiasmo, ognuno secondo le proprie possibilità, per contribuire al successo della contrada e portare a casa un risultato da condividere sotto la bandiera gialla e blu di Porta Vecchia.

In questo scenario, la presenza di pietanze vegan identificate VEGANOK rappresenta un segnale concreto: la convivialità può essere davvero aperta a tutti. Anche chi sceglie di non consumare ingredienti di origine animale può partecipare alla festa, vivere il borgo, respirare l’atmosfera delle contrade e sentirsi parte della comunità.

Il contributo di Emanuele Rengo va esattamente in questa direzione: portare una cucina vegetale curata, professionale e coerente all’interno di un contesto tradizionale, senza forzature e senza separazioni. La sua esperienza come Vegan Chef, consente di proporre piatti capaci di unire gusto, qualità e valori, unici e straordinari.

Accanto a lui, il ruolo di Rea Picchiarati è stato fondamentale per trasformare un’idea in una presenza reale all’interno della festa, grazie al proprio sentire.

La Taverna di Porta Vecchia dimostra così che anche nelle feste popolari, nelle rievocazioni storiche e negli eventi territoriali più legati all’identità locale, la cucina vegan può trovare spazio in modo serio, piacevole e perfettamente integrato.

Non una proposta marginale, non un’alternativa separata, ma una presenza dentro la festa, dentro la taverna, dentro la vita della comunità.

Ed è forse proprio questo il messaggio più bello: la tradizione non è qualcosa di immobile. È viva quando sa raccontare il passato, ma anche ascoltare il presente. È forte quando riesce a custodire la propria identità, aprendosi però a nuove sensibilità.

Alla Festa del Rinascimento di Acquasparta, la Taverna di Porta Vecchia porta così in tavola non solo pietanze vegan VEGANOK, ma anche un’idea di accoglienza più ampia, moderna e inclusiva.

Un piccolo grande esempio di come la cultura, la storia e la cucina possano incontrarsi nel segno del rispetto della vita in ogni sua forma.


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