Lo avrai certamente notato anche tu: ormai sono diverse le catene di fast food che offrono opzioni vegan: in tutto il mondo grandi nomi come Starbucks, McDonald’s e Burger King propongono cibi plant-based, dando ascolto alle richieste dei consumatori.
Le scelte alimentari stanno cambiando, e vegetariani e vegani sono sempre di più, così come coloro che scelgono una dieta flexitariana: anche i fast food si stanno evolvendo, adattando o creando ricette per soddisfare le esigenze di chi per scelta non vuole mangiare carne, ma adora panini multistrato e panature croccanti. Ma perché è importante tutto questo?
Introdurre nuovi piatti vegetali è una decisione forte, per vari motivi: non solo consente di ridurre l’impatto ambientale della ristorazione di massa con piatti più sostenibili, ma legittima anche le alternative plant-based agli occhi dei consumatori onnivori. Arricchire i menu di proposte variegate e capaci di soddisfare le diverse scelte alimentari unisce le persone e, un morso dopo l’altro, è un modo per far conoscere gusti e sapori in grado di ridurre, se non eliminare, pregiudizi e preconcetti che purtroppo, ruotano ancora intorno alla scelta vegan.
Uno tra tutti? L’idea che essere vegani significa mangiare solo cibi sani.

Fast food e opzioni vegan
La svolta più vegan e sostenibile delle catene di fast food è un fenomeno in grande crescita: nel 2019 KFC, il famosissimo fast food che ha fatto del pollo fritto il suo marchio di fabbrica, ha collaborato con Beyond Meat e ha introdotto ad Atlanta il Beyond Fried Chicken, “pollo” vegan che non è pollo. Molto presto, alla lista dei panini ne ha aggiunto uno con la cotoletta vegetale. Risultati? Le vendite di Beyond Fried Chicken sono state maggiori della versione onnivora.
Tra i Fast Food più famosi, sicuramente Burger King ha osato di più per quanto riguarda panini, prodotti e ricette vegan. Il primo panino vegetale che hanno proposto è stato l’Impossible Whopper (lanciato in America) e, il secondo è stato il Rebel Whopper (lanciato in Europa). Entrambi i panini sono la versione vegana della loro ricetta di punta. E il successo non si è fatto attendere: L’Impossible Whopper aumenta del 18,5% il numero di visitatori di Burger King
Poi sono stati lanciati nuggets e hamburger vegetali e, per il lancio del Vegan Royale (il vegan Chicken Royal), è stato aperto temporaneamente in Germania un locale che proponeva solo ricette vegetali. A seguire, e grazie al meritato successo dell’iniziativa tedesca, è stato aperto Flagship a Londra e anche in questo caso nessuno dei piatti del menu conteneva ingredienti di origine animale.
McDonald’s e i tentativi di diventare più vegan
Nella storia di McDonald’s sono stati molteplici i tentativi di portare nel menu piatti veggie: prima in Norvegia con i Vegan Nuggets, in Svizzera con le alternative vegetariane ai panini al pollo e poi in Germania con il Vegan Big Mac, per poi lanciare, infine, in Inghilterra e in Irlanda il MacPlant, che, presto, dovrebbe essere distribuito in tutti i locali. Anche in Italia, in ristoranti selezionati, avevano lanciato una proposta vegetariana, ritirata, però, a pochi mesi dal lancio.
Alla lista si aggiungono anche: Chipotle Mexican Grill, Taco Bell, Subway, Ikea (con il suo Hot Dog e Polpettine vegetali) e ovviamente Starbucks: tra i primi bar a offrire latte vegetale e, poi, a proporre snack e dolci vegan.

E l’Italia?
Le catene di fast food nel nostro Paese fanno fatica a mantenere sul lungo periodo le proposte vegane. L’Italia, si sa, è la patria della dieta mediterranea, che presenta nella sua varietà numerosissime proposte già vegan. Inoltre, sono moltissimi i locali vegani e anche i Fast Food cruelty-free presenti sul territorio. Allora perché le catene che all’estero aumentano le vendite con le alternative prive di derivati animali quando le propongono qui si trasformano in un vero flop?
ra le possibili risposte, una potrebbe essere l’insieme di pregiudizi che fanno sentire a disagio chi vuole provare, assaggiare qualcosa di diverso da ciò che ci si aspetta in un certo luogo. Eppure, la soluzione rimane sempre una: varietà per rendere la cultura gastronomica (anche quella fast e junk) sempre più inclusiva.
Favorire l’integrazione di opzioni vegan nei fast food può aiutare non solo a normalizzare questa idea, ma anche veicolare più facilmente che la scelta vegan non sia ghettizzante e limitante, sia socialmente che parlando di piaceri della tavola. Ricordiamo, infatti, che chi segue una dieta plant-based non lo fa in prima battuta per una questione salutistica: la scelta vegan è etica e come tale condanna la sostanza di un hamburger, non il sapore o l’idea di mangiarlo in compagnia.
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