L’adozione del semaforo Nutriscore come modello di etichettatura armonizzato per l’UE sui cibi rappresenta una preoccupazione per la salute pubblica: ad affermarlo è la nuova campagna di Safe Food Advocacy Europe (SAFE), organizzazione senza scopo di lucro – di cui VEGANOK fa parte per la creazione di uno standard vegan condiviso a livello europeo – che si occupa della protezione e rappresentanza dei consumatori dell’UE nel settore alimentare.
L’etichetta in questione, di cui tanto si è parlato negli ultimi anni, consiste in un logo a cinque colori – dal verde al rosso – e cinque lettere – da A a E – da apporre nella parte anteriore delle confezioni. Il sistema attribuisce un colore e una lettera a ogni prodotto in base al contenuto di zuccheri, grassi saturi, sale e calorie (nutrienti da limitare) e di fibre, frutta e verdura, e proteine (nutrienti positivi). Il problema, però, è che questo tipo di etichettatura presenta delle criticità che non possono essere ignorate: in base a un’analisi condotta da SAFE, i risultati del Nutriscore sono troppo spesso molto più favorevoli di quelli di altri sistemi del genere quando si tratta di prodotti ultra-lavorati o ad alto contenuto di zuccheri.
Ma non è tutto: questo sistema – teoricamente pensato per guidare i consumatori verso scelte alimentari più sane – non tiene conto delle evidenze scientifiche più aggiornate, che considerano i prodotti di origine animale come i più dannosi per la salute.
Alimentazione e salute: un link che non può essere ignorato
Come riporta SAFE citando le evidenze scientifiche più aggiornate, la cattiva alimentazione è strettamente collegata all’insorgenza di malattie non trasmissibili come obesità, diabete e cancro; queste ultime causano ogni anno, nel mondo, quasi 1 milione di morti e 16 milioni di anni di vita in salute persi complessivamente.
In particolare sono le diete non salutari – che comportano l’assunzione di alimenti ad alto contenuto di grassi, calorie e zuccheri – insieme alla mancanza di regolare attività fisica, la causa principale di questo enorme problema. Alla luce di ciò, quindi, si capisce come un’etichettatura creata ad hoc per guidare i consumatori in acquisti migliori dal punto di vista nutrizionale sia auspicabile, tanto che questo sistema è già applicato su base volontaria in 7 Stati membri dell’UE.

Perché l’etichetta Nutri-Score non è adatta al suo scopo?
Ma cosa rende il semaforo Nutri-Score di fatto inefficace? Per prima cosa, dall’analisi condotta da SAFE, è emerso che i risultati del Nutri-Score sono spesso molto più favorevoli di quelli di altri sistemi in relazione a prodotti ultra-lavorati o ad alto contenuto di zuccheri. Per fare un esempio, un marchio di cereali biologici valutato “B” secondo Nutriscore, ha invece ottenuto il punteggio peggiore secondo i sistemi NOVA e Siga, in quanto alimento ultra-processato da limitare. Gli stessi risultati sono stati ottenuti per il cacao in polvere, classificato come “B” da Nutri-Score, ma che secondo gli standard messicani aveva anche un’etichetta di avvertimento per eccesso di calorie e per il contenuto di zucchero.
Il tutto perché il sistema Nutri-Score assegna un punteggio ai prodotti alimentari utilizzando un calcolo che considera la quantità di nutrienti da privilegiare (fibre, proteine, contenuto di frutta o verdura) da sottrarre alla somma dei nutrienti da limitare (zuccheri semplici, acidi grassi saturi, sale). Così facendo, però, vengono applicate regole sconosciute ai consumatori, che acquistano un prodotto valutato come nutrizionalmente preferibile senza tenere conto degli ingredienti potenzialmente dannosi. A questo, come già detto, va aggiunto che il sistema non tiene conto della questione degli alimenti di origine animale, che possono ottenere un “semaforo verde” in etichetta pur essendo ormai conclamata la loro pericolosità per la salute.
“Le regole d’uso di Nutri-Score ingannano i consumatori. – si legge nella campagna SAFE – Per prodotti come patatine, carne impanata o pesce, per esempio, il Nutri-Score viene calcolato prima della preparazione e di solito dà punteggi A o B, anche se i consumatori cucinano questi prodotti con una certa quantità di grassi. Se si tenesse conto dell’intero processo, il punteggio finale sarebbe diverso”. La richiesta è dunque di una revisione chiara e immediata del sistema a beneficio della salute dei consumatori.
Per saperne di più, leggi la campagna di SAFE Towards better FOPNL for consumers Campaign.

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