riforma governo caccia

La natura sotto attacco: il Governo prepara una riforma che consegna la fauna ai cacciatori

Verso un disegno di legge che stravolge il concetto di conservazione: caccia più estesa, meno regole e maggiori rischi per natura e cittadini

Dopo il voto europeo che ha indebolito la protezione del lupo, arriva dall’Italia un altro allarme che scuote il mondo ambientalista: la nuova riforma del governo sulla caccia. Il Governo di Giorgia Meloni si appresta, infatti, a presentare in Consiglio dei Ministri un disegno di legge che, secondo le principali associazioni italiane per la protezione della fauna, rischia di cancellare decenni di tutele ambientali, rappresentando il peggior attacco mai inflitto alla fauna selvatica nel nostro Paese. Ma possiamo ancora fermarlo, firmando il Referendum per rendere illegale la caccia in Italia.

tutela fauna selvatica

Una riforma a misura di lobby

Secondo quanto trapelato, il disegno di legge mira a trasformare la caccia da attività ricreativa in pratica che “concorre alla tutela della biodiversità”, ignorando gli impatti ben documentati della caccia sulla conservazione della fauna. Il provvedimento prevede:

  • L’estensione delle aree cacciabili, anche in territori demaniali come spiagge, foreste e zone dunali;

  • L’obbligo per le Regioni di ridurre le aree protette se considerate “eccessive”, con potere sostitutivo del Ministero dell’Agricoltura;

  • L’aumento delle specie cacciabili, stabilito dalla politica e non dalla scienza;

  • La possibilità di cacciare su terreni innevati e anche dopo il tramonto, aumentando i rischi per l’incolumità pubblica;

  • La riapertura degli impianti di cattura per richiami vivi, ampliando il numero di specie catturabili da 7 a 47, favorendo il bracconaggio e il traffico di animali poiché diventerebbe praticamente impossibile effettuare dei controlli;

  • L’abolizione di limiti alla costruzione di nuovi appostamenti fissi e la liberalizzazione della caccia nelle aree private;

  • Gare di caccia ammesse anche durante il periodo di nidificazione e senza limiti di orario;

  • Licenze di caccia rilasciabili anche a cittadini stranieri, senza obbligo di formazione sulle norme italiane;

  • Sanzioni fino a 900 euro per chi protesta contro le uccisioni di animali durante le attività di controllo, mentre resta invariato l’apparato sanzionatorio per il bracconaggio e il traffico di animali selvatici.

Una lista lunga e allarmante, che secondo le associazioni animaliste va ben oltre la revisione normativa – si tratterebbe di una vera e propria “privatizzazione della natura”, che consegna il patrimonio faunistico nelle mani di pochi, mettendo a rischio non solo l’equilibrio degli ecosistemi, ma anche la sicurezza e il diritto dei cittadini a fruire liberamente dei territori naturali.

riforma caccia

Una deriva pericolosa e antiscientifica

Il disegno di legge arriva in un momento delicato, in cui già si discute della legittimità e delle conseguenze del declassamento del lupo voluto a livello europeo. La direzione intrapresa dal Governo italiano sembra seguire la stessa logica: assecondare gli interessi di una minoranza organizzata, ignorando i dati scientifici, le direttive comunitarie e la volontà della maggioranza dei cittadini, che sempre più spesso si dichiara contraria alla caccia e favorevole alla tutela della fauna.

Un appello alla mobilitazione

Il punto più critico, secondo ambientalisti e giuristi, è la privatizzazione implicita della fauna selvatica: non più bene comune da tutelare, ma risorsa da sfruttare in base agli interessi di pochi. Un modello che va contro i principi sanciti dalla Costituzione italiana, che riconosce la natura come patrimonio da salvaguardare per le generazioni future.

Come affermano le associazioni animaliste italiane, chi voterà questa riforma del governo sulla caccia sarà responsabile di uno scempio senza precedenti. Oltre a rappresentare un attacco agli animali, si tratta di un attacco aperto alla cultura, al turismo sostenibile, alla sicurezza dei cittadini, al diritto di vivere e camminare nella natura senza temere un colpo di fucile.

È per questo motivo che VEGANOK si unisce alla voce delle associazioni per chiedere a tutte le forze politiche di opposizione di mobilitarsi e ai parlamentari della maggioranza di fermare il disegno di legge prima che arrivi in Aula. Un invito che si estende anche a tutta la società civile – comitati, ricercatori, imprese, escursionisti, cittadini.

Firma il Referendum per rendere illegale la caccia in Italia.

Leggi anche: Lupi nel mirino: la proposta dell’UE per ridurre la tutela dei lupi. Ne parliamo con la Dott.ssa Swabe


Scegli i prodotti certificati VEGANOK e sostieni così la libera informazione!

Leggi altri articoli