Dopo mesi di dibattiti e allarmi da parte del mondo scientifico e delle associazioni ambientaliste, il Parlamento Europeo ha votato a favore della proposta della Commissione Europea per ridurre il livello di protezione del lupo, riaprendo così, di fatto, la strada alla caccia al lupo in Europa.
La specie, fino a oggi classificata come “rigorosamente protetta” dalla Direttiva Habitat dell’UE, viene ora declassata a “protetta”, in seguito a una lunga catena di passaggi istituzionali iniziata con la richiesta avanzata dalla Commissione Europea e accolta a dicembre dalla Convenzione di Berna. Il Consiglio dell’Unione aveva già espresso parere favorevole, e con il voto odierno, l’iter si chiude formalmente.

Una decisione contro la scienza
Il mese scorso ne avevamo già parlato con la Dottoressa Joanna Swabe, Direttrice delle Relazioni Istituzionali di Humane World for Animals Europe. Durante un’intervista esclusiva, la Dott.ssa Swabe aveva affermato: “Negli ultimi anni, le lobby degli allevamenti e della caccia hanno fatto pressioni costanti per ridurre le rigide tutele legali del lupo, nonostante non vi siano prove scientifiche che giustifichino una simile decisione. Queste lobby hanno costruito una narrazione che presenta il lupo come una minaccia crescente per gli agricoltori e l’allevamento tradizionale“.
Il messaggio lanciato da Bruxelles è allarmante: le norme a tutela della biodiversità possono essere rinegoziate, anche a scapito delle evidenze scientifiche. Lo stato di conservazione del lupo, ricordano le organizzazioni ambientaliste, è tutt’altro che favorevole: sei delle sette regioni biogeografiche dell’UE non garantiscono condizioni sufficienti alla sopravvivenza stabile della specie. Inoltre, non esistono prove che la caccia sia uno strumento efficace per ridurre i conflitti con l’agricoltura o per riequilibrare la fauna selvatica.
Anche Léa Badoz, Responsabile del Programma Fauna Selvatica di Eurogroup for Animals, non nasconde la sua amarezza: “Un tempo, l’UE era orgogliosa di essere leader nella protezione della natura. Oggi vediamo specie fondamentali come il lupo sacrificate per interessi politici a breve termine che non porteranno beneficio a nessuno. Ora gli Stati membri devono assumersi le proprie responsabilità e agire correttamente“.

Lupi, ecosistemi e responsabilità nazionali
Il lupo è una specie chiave per la salute degli ecosistemi. La sua presenza contribuisce al controllo delle popolazioni di erbivori, al mantenimento dell’equilibrio naturale e alla rigenerazione delle foreste. Sminuirne il valore ecologico, riducendolo a “problema politico”, significa minare i fondamenti stessi della conservazione ambientale.
Eppure, una possibilità resta: gli Stati membri possono decidere di mantenere la specie tra quelle rigorosamente protette. Un’opzione fortemente caldeggiata dalle associazioni animaliste, che richiama l’obbligo giuridico di garantire uno “stato di conservazione favorevole” per il lupo, indipendentemente dalla scelta europea.
Ma in Italia, la strada sembra già tracciata. L’Assemblea della Camera dei Deputati e le Commissioni Agricoltura di Camera e Senato hanno già votato a favore del declassamento. Se il ddl Montagna passerà nella sua forma attuale, il cambiamento sarà automatico anche sul piano nazionale.
Un’accelerazione che mette a rischio il futuro
A destare particolare preoccupazione è anche il metodo scelto per far passare la proposta: il Parlamento ha infatti adottato una procedura d’urgenza, accorciando i tempi del dibattito e bypassando la procedura legislativa ordinaria. Una mossa che solleva dubbi sulla trasparenza e sull’effettiva democraticità del processo decisionale.
Autorizzare la caccia al lupo come fosse una questione urgente significa, di fatto, normalizzare l’erosione delle tutele ambientali. Ed è questo, forse, l’aspetto più inquietante dell’intera vicenda: il precedente che si crea, e il segnale che si manda.
Se davvero vogliamo proteggere la natura europea, non possiamo permetterci di fare passi indietro. La convivenza con la fauna selvatica è una sfida culturale, non un problema da risolvere con il fucile.

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