impatto ambientale croissant

Qual è l’impatto ambientale di un Croissant?

Un cornetto può pesare sul clima più di quanto immagini: con ingredienti vegetali la sua impronta climatica può scendere fino al 57%

Roma, 9 febbraio 2026La colazione al bar con “cappuccio” e brioche, o “cornetto”, è uno dei gesti più comuni della quotidianità italiana, ma dietro quel rito semplice c’è un impatto ambientale concreto. Secondo l’analisi dell’Osservatorio VEGANOK, centro dedicato ai trend del mercato vegano e plant-based, la differenza tra un cornetto tradizionale e uno formulato con ingredienti 100% vegetali è decisamente rilevante.

L’Osservatorio VEGANOK sottolinea che l’impatto ambientale maggiore nei prodotti da forno è imputabile agli ingredienti, non alla logistica o alla cottura in forno. Le analisi comparate sulla filiera, dalla produzione delle materie prime fino alla realizzazione del prodotto, indicano un dato ricorrente: oltre l’80–90% dell’impatto totale di un cornetto è legato agli ingredienti agricoli. In particolare, burro, latte e uova risultano le componenti più “pesanti” sul piano ambientale.

I numeri: croissant tradizionale vs vegano

Il confronto tra un cornetto classico e una versione 100% vegetale evidenzia una differenza strutturale nell’impatto climatico: un cornetto tradizionale da 70–80 grammi genera mediamente circa 360 grammi di CO₂ equivalente, mentre la versione vegana si attesta intorno ai 155 grammi di CO₂ equivalente. Oltre 200 g di CO₂ equivalente risparmiati per singolo cornetto, pari a una riduzione fino al 57%.

Su scala quotidiana l’impatto diventa ancora più evidente, una pasticceria che produce 500 cornetti al giorno potrebbe arrivare a risparmiare oltre 100 kg di CO₂ equivalente al giorno, cioè circa 30 tonnellate di CO₂ all’anno.

Quando si parla di sostenibilità in ambito alimentare, la strada più immediata è intervenire sugli ingredienti: ridurre o eliminare burro, latte e uova può abbattere in modo significativo l’impatto climatico di un prodotto di largo consumo”, commenta Alessandro Tulli, Sales Manager di VEGANOK. “Ma perché questa scelta sia davvero riconoscibile dal pubblico, serve un sigillo verificabile. Oggi le persone chiedono trasparenza e prove, non slogan; ed è per questo che sempre più aziende scelgono VEGANOK, la certificazione vegana internazionale, per dimostrare in modo trasparente la conformità e distinguersi dai claim generici.

La pasticceria vegetale non promette zero impatto, ma qualcosa di più realistico: un impatto molto più efficiente, poiché rivisitare le ricette tradizionali con ingredienti vegetali significa ridurre in modo significativo emissioni, consumo di acqua e uso di suolo.

Per i consumatori, il messaggio è chiaro: sostituire il cornetto tradizionale con quello vegano per ridurre in modo significativo l’impatto della colazione, senza rinunciare al rituale del bar.
Per il settore bakery, i consumatori chiedono a bar, pasticcerie e produttori, più prodotti da forno vegani, che a livello imprenditoriale diventano anche una scelta strategica, oltre che etica, vista la crescente domanda di prodotti più sostenibili.

 

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