Eurispes 2023 veg

Eurispes 2023: la scelta vegan è fatta per restare! Italiani contrari a caccia, vivisezione e allevamenti intensivi

I dati Eurispes 2023 fotografano un'Italia attenta all'etica e alla sostenibilità: stabile la popolazione veg, nel nostro Paese è no per vivisezione, caccia e allevamenti intensivi per la maggioranza delle persone.

Sono stati pubblicati oggi i dati Eurispes 2023, che fotografano la situazione economica e sociale in Italia, con un focus particolare sui consumi: parlando di scelta veg, la situazione risulta stabile rispetto allo scorso anno, con un 6,6% della popolazione che attualmente si dichiara vegetariano e vegano.

Dati che – è giusto sottolinearlo – sono frutto di sondaggi e questionari che coinvolgono solo per una piccola fetta della popolazione. È probabile quindi che il numero delle persone che sceglie un’alimentazione plant-based sia sottostimato e, stando ai dati di vendita dei prodotti vegan e al numero crescente di referenze 100% vegetali che vediamo emergere e certifichiamo, a nostro parere è più di una possibilità.

Ancora una volta, sono i giovani a guidare il cambiamento: sono soprattutto i giovanissimi (18-24 anni) a scegliere una dieta vegetariana (8,3%), mentre la maggior adesione all’alimentazione vegana si riscontra nella fascia di età che racchiude i 25-34enni (3%).

Con un’analisi accurata anche delle complicazioni che si riscontrano nel nostro Paese quando si sceglie un’alimentazione a base vegetale, dai dati Eurispes emerge che la difficoltà maggiore sembra presentarsi quando si mangia in aereo, treno, nave e viaggiando in autostrada (59,7%). Seguono, per situazioni di difficoltà: mangiare a cerimonie, feste ed eventi (56%); mangiare al ristorante e al bar (50,7%) e mangiare a mensa durante il lavoro (50%). La maggioranza dei vegetariani e vegani (56%) non trova invece difficoltà a fare la spesa vicino casa.

Etica e sostenibilità tra allevamenti, caccia e carne sintetica

Come sempre, il Rapporto Eurispes indaga su più questioni relative ad argomenti di interesse pubblico, tra le quali anche temi etici come vivisezione, caccia e problematiche relative al nostro rapporto con gli animali non umani. Dai dati emerge che la sperimentazione sugli animali è inaccettabile per quasi 8 italiani su 10 (76,9%), mentre la caccia è uno “sport” a cui si dichiara contrario il 69% della popolazione. Su quest’ultima, in particolare, esprimono dissenso il 74% dei ragazzi tra i 18 e i 24anni, il 73,3% dei 25-34enni, il 69,3% degli over 64, e il 66,8% sia dei 35-44enni che dei 45-64enni.

Un discorso analogo è quello relativo all’uso delle pellicce, che trova però dissenso da parte di tutte le fasce di età, con un 73,9% degli italiani che si dichiara contrario al loro impiego; relativamente al coinvolgimento degli animali nei circhi, invece, è considerato inaccettabile dal 75,6% degli italiani. Anche gli allevamenti intensivi sono un argomento che suscita dissenso nel nostro Paese, con un 72,7% degli italiani a dichiararsi contrario.

Tra gli argomenti trattati anche l’avvento della carne sintetica, che pur avendo ricevuto il divieto ufficiale nel nostro Paese, risulta invece interessante per i consumatori italiani: ben un rispondente su quattro sarebbe disposto a mangiarla, modificando le proprie abitudini alimentari, in favore di una maggiore sostenibilità ambientale e per evitare l’abbattimento di animali. I più curiosi e aperti in questo senso sono risultati i giovanissimi (18-24 anni), più propensi a mangiarla (32,5%).

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