L’81% degli studenti universitari sceglie un’opzione vegan in mensa, quando è presente come predefinita: a rivelarlo è uno studio – anzi, un “esperimento” unico nel suo genere – condotto da Sodexo, che si occupa di servizi di ristorazione per le imprese, in collaborazione con il think tank Better Food Foundation e la Food for Climate League.
Il tutto si è svolto all’interno di tre campus universitari diversi – la Tulane University di New Orleans, la Lehigh University di Bethlehem, e il Rensselaer Polytechnic Institute di Troy – e ha dimostrato a chiare lettere qual è la strada da percorrere quando si parla di climate change e riduzione delle emissioni legate all’alimentazione nelle mense pubbliche: impostare di defalut opzioni 100% plant-based.
L’esperimento ha previsto la proposta di otto coppie di piatti (uno a base di carne e uno a base vegetale) durante 35 pause pranzo nelle università, alternando “giorni di controllo” nei quali sono stati serviti sia i piatti onnivori che quelli plant-based, a giorni in cui l’opzione vegan era quella di default, presentata come unica. In queste giornate, in ogni caso, gli studenti avevano la possibilità di richiedere pasti a base di carne, qualora lo desiderassero.

E i risultati parlano chiaro: ben l’81% degli studenti ha scelto i piatti a base vegetale quando erano disponibili come opzione predefinita, contro il 31% che li sceglievano regolarmente quando presentati come opzione insieme a quella onnivora. Il tutto, con un notevole vantaggio ambientale, che si è tradotto con una riduzione del 24% delle emissioni di gas serra legate al cibo nel periodo di studio.
Questi dati supportano quindi l’idea – nonché alcune ricerche del passato – che sostiene l’efficacia di proporre come unico un modello alimentare sostenibile nelle mense pubbliche, che possa essere impiegato efficacemente per spingere le persone a mangiare più cibi a base vegetale. Una ricerca che può agevolare notevolmente Sodexo, al lavoro per convertire il 50% della sua offerta alimentare in vegetale entro il 2025 per abbattere le emissioni.
“Questo studio conferma ciò che abbiamo visto più volte, ovvero che gli studenti della Gen-Z non solo sono aperti ai pasti a base vegetale, ma apprezzano anche i luoghi che centrano la propria offerta sui pasti vegan- dichiara Jennifer Channin, dirigente della Better Food Foundation – Questi risultati ci danno la speranza che il sistema alimentare plant-based di cui il nostro mondo ha bisogno, sia più facile da realizzare di quanto pensassimo“.
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