Stefano Momentè al VEGANOK EXPO: la cucina vegetale è diventata un linguaggio condiviso

Dalla nicchia alla quotidianità: cosa è cambiato davvero nella cucina vegan degli ultimi dieci anni

Al VEGANOK EXPO al MIG 2025 Stefano Momentè, chef accreditato VEGANOK, autore, divulgatore e fondatore di Altrocibo Academy, ha offerto una lettura lucida dell’evoluzione della cucina vegetale in Italia.

Un intervento che ha messo a fuoco un dato di fatto: oggi il vegan non è più solo un insieme di scelte individuali, ma un linguaggio gastronomico riconoscibile, praticato e compreso anche da chi non si definisce vegano.

Cosa è cambiato rispetto a dieci anni fa

Secondo Momentè, la differenza più evidente rispetto al passato è la ricerca.
Negli ultimi anni, anche grandi aziende e gruppi internazionali hanno investito nello sviluppo di prodotti vegetali, alzando il livello tecnico dell’offerta.

Questo ha avuto un effetto diretto sui consumi, poiché il cibo vegetale non è più destinato solo ai vegani dichiarati. I dati mostrano, infatti, che una famiglia italiana su due acquista regolarmente prodotti vegani, e circa il 70% li ha inseriti almeno una volta nella spesa abituale.

Vegano non significa “per vegani”

Uno dei punti chiave del talk riguarda il superamento delle etichette.
Momentè ha sottolineato come molte preparazioni vegetali esistano da sempre, ben prima che si iniziasse a parlare di cucina vegana. Piatti della tradizione italiana e internazionale sono già, di fatto, vegetali.

Il problema nasce quando si aggiunge l’etichetta. La parola “vegano”, secondo Momentè, continua a generare resistenze, anche quando il piatto è familiare.

Il pregiudizio si smonta assaggiando

Stefano Momentè al VEGANOK EXPO

Alla domanda su quale sia il pregiudizio più duro a morire, la risposta è stata: l’idea che la cucina vegana sia fatta di rinunce.

Come si supera? In cucina. Facendo assaggiare, magari senza nemmeno dichiarare che il piatto è vegano. Perché, come ha ricordato Momentè, il pregiudizio vive nella testa, non nel palato.

Il metodo: gusto, estetica, valore nutrizionale

Nel suo intervento, Momentè ha ribadito quello che è anche il pilastro del lavoro svolto nella sua accademia: un piatto vegetale deve rispettare tre criteri fondamentali.

  1. Deve essere buono
  2. Deve essere bello da vedere
  3. Deve essere nutrizionalmente valido

È qui che la cucina vegetale diventa linguaggio universale, quando non chiede giustificazioni e non si presenta come alternativa, ma come cucina fatta bene.

Il talk è stato anche l’occasione per presentare il nuovo libro di MomentèBianco Veleno, un saggio accreditato VEGANOK che scardina molti miti legati al latte animale, analizzando dati scientifici ignorati o minimizzati, interessi economici che hanno plasmato per decenni la narrativa alimentare, implicazioni etiche e ambientali spesso escluse dal dibattito pubblico.


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