Ci sono alimenti che diamo per scontati, così radicati nella cultura da sembrare intoccabili. Il latte è uno di questi. Cresciamo con l’idea che sia “buono”, “sano”, quasi indispensabile. Eppure, durante il VEGANOK EXPO al MIG 2025 tenutosi lo scorso dicembre a Longarone, Stefano Momentè, chef accreditato VEGANOK, scrittore, giornalista e formatore, ha presentato il suo nuovo libro “Bianco Veleno. Il volto nascosto di latte e formaggi” in un dialogo con Renata Balducci, Presidente di AssoVegan – Associazione Vegani Italiani Onlus.
Un progetto editoriale accreditato da VEGANOK, in quanto ne rappresenta gli ideali di non violenza e rispetto per la vita che da sempre guidano il percorso personale e professionale dell’autore.
Un libro che nasce dall’esperienza, prima ancora che dallo studio
Momentè non arriva a questo libro per provocazione gratuita. Come racconta chiaramente durante l’intervista, Bianco Veleno nasce da un vissuto personale.
Cresciuto in una famiglia contadina, il latte per lui era “cibo sacro”. Pane e latte la sera, litri e litri consumati senza mai metterli in discussione. Poi, col tempo, le connessioni. Non solo etiche ma anche salutistiche, ambientali e legate alla sostenibilità.
Racconta episodi precisi costellati di bronchiti asmatiche, problemi respiratori e allergie. Sintomi che allora non avevano un nome, ma che oggi, studiando e incrociando dati, assumono un significato diverso. È un corpo che parla, e che chiede di essere ascoltato.
Perché “Bianco Veleno”

Il titolo è diretto, quasi disturbante. E lo è volutamente.
Momentè spiega che il latte viene percepito come nutrimento, ma che in realtà non è un alimento adatto all’essere umano adulto. È un cibo pensato per far crescere rapidamente un vitello, non per accompagnare la vita di una persona per decenni.
Nel libro si parla di ormoni, farmaci, allevamenti intensivi, ma anche di fisiologia: della lattasi, l’enzima che permette di digerire il lattosio e che, nella maggior parte degli esseri umani, diminuisce dopo lo svezzamento. Un dato spesso ignorato o trasformato in “patologia”, quando in realtà, come ricorda Momentè, il 70% della popolazione mondiale risulta essere intollerante al lattosio. La normalità, semmai, è il contrario.
Un libro emotivo, ma con basi solide
Rispetto ad altri suoi lavori, Momentè ha scelto un approccio diverso per quest’opera. Bianco Veleno è scritto con un piglio emotivo, quasi narrativo. Non a caso parla di un libro “da leggere come un romanzo”.
Ma dietro c’è un lavoro imponente basato su oltre 200 fonti, tra studi scientifici, articoli giornalistici e testimonianze dirette.
Il racconto personale diventa quindi una porta d’ingresso, non un punto di arrivo.
L’intento di Momentè è quello di portare alla luce ciò che raramente viene raccontato, anche perché la filiera lattiero-casearia è una delle più forti dal punto di vista economico. E quando il peso economico è così rilevante, far passare certe informazioni diventa difficile.
Dieci anni per arrivare a questo libro
Bianco Veleno non è un’operazione editoriale veloce. Momentè racconta di aver iniziato a scriverlo circa dieci anni fa e che ne fa un testo messo da parte, ripreso, riscritto, cancellato e ricostruito più volte.
Un lavoro lungo, che ha dovuto inseguire anche l’evoluzione delle conoscenze scientifiche e del dibattito pubblico. Fino alla decisione di pubblicarlo perché, come lascia intendere, il momento era maturo.

Dove trovarlo
Il libro è disponibile online sulle principali piattaforme e in libreria, ed è distribuito in tutta Italia, rendendolo facilmente reperibile anche nelle librerie indipendenti, per chi preferisce sfogliarlo dal vivo prima di abbandonarsi alle riflessioni che derivano dalle sue domande scomode.

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