Sono tra gli animali simbolo dell’Artico e, oggi, corrono un grave pericolo a causa della crisi climatica: oggi si celebra la Giornata Internazionale dell’orso polare, utile per sensibilizzare sullo stato di conservazione di questa specie.
Una data scelta non a caso: in questo periodo le mamme si ritirano, insieme ai loro cuccioli, all’interno delle loro tane. Un simbolo di protezione e sicurezza, quindi, per una specie che stando alle ultime stime è a rischio estinzione.
Stando ai dati diffusi dal WWF, la popolazione di orsi polari nelle regioni artiche conta circa 26mila individui. I cambiamenti climatici stanno infatti rendendo particolarmente complessa la vita di questi animali. Le temperature salgono, i ghiacci si sciolgono, e l’orso polare è costretto a cambiare le proprie abitudini e perfino il suo aspetto fisiologico.
I cambiamenti climatici e il pericolo per gli orsi polari
A causa dei cambiamenti climatici, nelle zone artiche la banchisa congela più tardi in autunno e si scioglie prima in primavera. Con la diminuzione della banchisa, gli orsi – che si nutrono principalmente di foche, giovani trichechi e alcune specie ittiche – faticano a trovare cibo. Sono costretti quindi a spostamenti sempre più lunghi e più probanti in mare aperto, estenuanti anche per provetti nuotatori come loro.
Secondo il WWF “non tutti gli orsi polari riescono a seguire abbastanza in fretta il limite del ghiaccio, rischiando di rimanere bloccati sulla terraferma. Meno tempo trascorrono sulla banchisa e minori saranno le riserve di grasso. Per questo motivo, molte orse che aspettano i cuccioli, madri e cuccioli non sopravvivono all’estate”.

Senza ghiaccio, senza cibo, questa specie è oggi a forte rischio estinzione e, per quanto sulle agende di politica e istituzioni si alluda ad azioni rapide contro i cambiamenti climatici, viene fatto ancora troppo poco.
Tutti noi, però, possiamo fare la nostra parte per incidere il meno possibile, con le nostre abitudini, sul Pianeta e sul destino di altre specie che, purtroppo, rischiano di sparire per mano dell’uomo: passare a un’alimentazione vegetale è quanto mai urgente e necessario per limitare il riscaldamento globale e la distruzione di interi ecosistemi. Non c’è tempo da perdere.
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