Gufo New York

Flaco, il gufo scappato da uno zoo di New York è un inno alla libertà

Un gufo fuggito dal Central Park Zoo di New York ha conquistato la libertà dopo 13 anni in cattività: Flaco è il simbolo della necessità di dire basta alla detenzione degli animali in queste strutture.

Quella di Flaco sembra la storia uscita da un cartone animato, quella di un gufo reale alla ricerca della libertà: in realtà, Flaco è fuggito dal Central Park Zoo di New York e, nonostante i diversi tentativi di recuperarlo, rimane il libertà. Ma non è tutto: a dispetto delle preoccupazioni iniziali, si sta dimostrando in grado di procurarsi il cibo in autonomia, nonostante sia vissuto in cattività per 13 anni.

E proprio questa sua attitudine alla caccia sta valendo a Flaco la possibilità di rimanere in libertà: dal giorno della fuga dal suo recinto (che era stato vandalizzato) e con la certezza che sia in grado di sopravvivere in autonomia, i tentativi di recuperarlo si stanno via via diradando.

La nostra principale preoccupazione è sempre stata per il benessere del gufo reale. – si legge in una dichiarazione dello zoo – Le nostre osservazioni indicano che sembra trovarsi a suo agio nell’area del parco in cui ha cacciato e non vogliamo fare nulla per incoraggiarlo a lasciare questo sito“.

Nonostante queste premesse, l’intenzione sembrerebbe comunque quella di riportare Flaco in cattività: “Il gufo potrebbe non possedere tutte le capacità e la resistenza necessarie per la vita in natura, quindi riportarlo sano e salvo a casa è nell’interesse di tuttidichiara al New York Times Richard Simon, direttore dell’unità per la fauna selvatica presso il dipartimento dei parchi di New York City. Questo, secondo gli esperti, ha a che fare soprattutto con la possibilità che Flaco venga a contatto (e si scontri) con altri volatili presenti nel parco, o con l’eventualità che possa urtare dei veicoli in corsa o ingerire bocconi avvelenati disseminati nel parco.

Tantissime persone ormai sperano che Flaco possa riuscire a rimanere in libertà, anche se resta un’eventualità remota. Inutile dire che è quello che anche noi auguriamo a questo gufo, perché crediamo che sia l’ora di dire basta al pensiero specista che ci arroga il diritto di considerare gli animali non umani come nostra proprietà, sulla Terra semplicemente per sfamare, vestire o intrattenere l’essere umano.

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