Chi lavora nella produzione alimentare lo sa, fare prodotti di qualità non basta più. Oggi bisogna chiedersi anche come vengono realizzati, da dove arrivano gli ingredienti, che impatto hanno le scelte quotidiane, a chi si rivolge davvero quello che mettiamo sul mercato.
All’Ostificio Prealpino — azienda bergamasca con oltre 87 anni di storia nella produzione di coni e cialde per gelateria — questa riflessione non è arrivata per caso. È maturata nel tempo, e ha portato a decisioni precise.
Come quella di certificare un’intera linea di prodotti con VEGANOK, selezionare le materie prime con cura, riqualificare uno stabilimento storico di Firenze per la produzione Senza Glutine. Ma anche ridurre gli sprechi, ottimizzare i consumi, scegliere fornitori con cui esista un dialogo reale. Questo perché ogni fase della produzione ha un peso.

Un laboratorio in cui tecnologia e mani esperte si intrecciano
Il cuore produttivo dell’azienda è la sala impasti. Non è solo il luogo in cui tutto comincia, è il punto di contatto tra esperienza umana e automazione intelligente. Le ricette non sono standardizzate, ma adattate. Le farine sono selezionate con cura. I macchinari lavorano con efficienza, ma sempre sotto il controllo di chi conosce a fondo ogni passaggio.
È qui che prende forma l’alchimia che distingue i coni di Ostificio Prealpino: prodotti industriali, sì, ma con dentro ancora il savoir faire e l’artigianalità di chi li lavora.

La stessa logica si ritrova nella sala produzione, dove i lotti vengono suddivisi per tipologia, così da garantire coerenza e personalizzazione. Ogni linea, infatti, segue tempi, impasti e cotture differenti.
Dall’impasto alla confezione: un ciclo che si chiude bene
Anche la sala confezionamento segue questa logica. Ogni fase, dalla scelta dei materiali al confezionamento finale, viene studiata per essere flessibile e il più possibile sostenibile. I materiali si aggiornano, gli imballaggi cambiano, le esigenze del mercato si anticipano, ma ciò che non cambia è l’idea di fondo: fare le cose bene, con cura e senza sprechi inutili. Per esempio, eliminando l’uso dello scotch per la chiusura dei cartoni, sostituendolo con nastro in carta riciclata.

L’importanza di una produzione inclusiva
Una parte importante del lavoro dell’azienda riguarda chi, per allergie, intolleranze o scelte personali, non può consumare tutto. Per loro la Presidente di Ostificio Prealpino, Aurora Minetti, ha deciso di certificare con VEGANOK un’intera linea di prodotti e creare anche uno stabilimento dedicato al senza glutine, a Firenze. Una scelta coraggiosa, che implica organizzazione, competenze specifiche e linee dedicate, come affermato dalla stessa Minetti in un’intervista esclusiva rilasciata alla nostra redazione:
Per innovare ho cercato in primis di portare in azienda una maggiore attenzione alla scelta delle materie prime in funzione del macrotema chiamato delle sensibilità alimentari, imponendo un cambio importante di direzione.”
Anche in questo caso, la decisione di Ostificio Prealpino è ammirevole: permettere a più persone di gustare un gelato senza rinunciare alla qualità e al gusto.

Piccoli gesti, grande impatto
All’Ostificio Prealpino, la sostenibilità si costruisce così: con scelte concrete, cura per i dettagli e un impegno che si rinnova a ogni impasto. È un modo coraggioso di fare la differenza, che si riconosce nella qualità di un prodotto e nella fiducia di chi lo sceglie.
Come ha tenuto a sottolineare Minetti, la scelta di proporre una linea vegana “è stata la più naturale conseguenza di come già abitualmente producevamo. […] E allora perché non comunicarlo a gran voce e valorizzare quanto di buono avevamo già. Non in ultimo, il risvolto ambientale, oggi non a corollario delle scelte imprenditoriali, ma alla base di ogni scelta. Imprescindibile, per noi e se vogliamo dare un futuro ai nostri figli“.

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