Ostificio Prealpino Aurora Minetti

Da Bergamo al mondo: l’Ostificio Prealpino e l’arte segreta della croccantezza

Tre generazioni, una visione condivisa e un legame profondo con il territorio: l’Ostificio Prealpino è più di un’azienda. È un racconto familiare fatto di mani operose, sguardi lungimiranti e valori che resistono al tempo

Fondata nel 1938 a Bergamo, in pieno cuore prealpino, Ostificio Prealpino è una realtà ha saputo accompagnare la crescita della gelateria artigianale italiana e internazionale con la stessa cura di un artigiano e la stessa coerenza di chi non dimentica mai da dove viene.

Oggi a guidarla è Aurora Minetti, nipote del fondatore e figlia di Arnaldo Minetti – figura chiave della storia recente dell’azienda, a cui si deve il consolidamento e l’espansione dell’Ostificio in anni decisivi. Arnaldo è stato non solo custode rigoroso della tradizione, ma anche abile innovatore silenzioso: con discrezione e fiducia ha saputo accompagnare Aurora nel suo percorso, lasciandole spazio, responsabilità e, soprattutto, l’esempio.

Abbiamo chiesto ad Aurora di raccontarci questo viaggio, fatto di memoria e futuro, di sfide e conquiste, ma soprattutto di coerenza. Perché è proprio da questa parola che inizia – e continua – la storia dell’Ostificio Prealpino.

Ostificio Prealpino
Da sinistra: Diego Zanoli; Arnaldo Minetti; Aurora Minetti.

Oggi Ostificio Prealpino è una realtà solida e riconosciuta a livello internazionale, ma il cuore è sempre rimasto lì, dove tutto è cominciato, tra le mani di chi lavora con passione e lo sguardo di chi immagina il domani.

Abbiamo intervistato la Presidente Aurora Minetti per farci raccontare questo viaggio tra passato, presente e futuro. Ne è emerso un ritratto autentico, fatto di ricordi d’infanzia, valori condivisi e sogni che non smettono di crescere.

L’intervista ad Aurora Minetti

Aurora Minetti

VEGANOK: Ostificio Prealpino ha una lunga storia familiare. Se dovessi raccontare con una sola immagine cos’era l’Ostificio nei tuoi ricordi d’infanzia, quale sarebbe?

Aurora Minetti: Una bomboniera, un luogo in cui a prevalere erano i profumi che sapevano di buono, le operaie che mi facevano le coccole, il nonno Cecco che produceva il gelato mentre provava le basi e i coni, che di nascosto rubavo per mangiarmeli a merenda ancora caldi…

VEGANOK: Da terza generazione alla guida di un’azienda storica, com’è stato per te raccogliere il testimone? Cosa hai voluto portare con te e cosa, invece, innovare?

Aurora Minetti: Il passaggio è stato fatto nel tempo, senza troppi strattoni, seppur non vi nascondo ce ne siano stati. Per fortuna in tutto ciò ho avuto il privilegio di avere un papà che ha capito fin da subito quando era il momento di passare la mano e che negli anni ha cercato sempre di responsabilizzarmi, assegnandomi aree di autonomia sempre più grandi, vigilate dal suo occhio e dalla sua esperienza silenziosamente e con grande discrezione.

Il testimone è per me accorpabile in un’unica parola: coerenza. Ovvero, dare coerenza ai valori che hanno connotato la storia di Ostificio dal 1938, quando al timone c’era ancora mio nonno, e poi mio padre. Significa avere a cuore la nostra storia, le nostre radici, l’importanza di mettere al centro certamente il prodotto, ma parimenti le persone che lo producono e che concorrono quotidianamente a rendere la nostra una attività virtuosa e foriera di bontà.

Per innovare ho cercato in primis di portare in azienda una maggiore attenzione alla scelta delle materie prime in funzione del macrotema chiamato delle sensibilità alimentari, imponendo un cambio importante di direzione. Dal certificare tutti i nostri prodotti Vegan, all’avere enti certificatori esterni dedicati, o ancora nell’investire in un altro polo produttivo, a Firenze, per sviluppare una fabbrica di produzione di cono e cialde interamente dedicata al senza glutine.

Inoltre, ho promosso l’attivazione di una serie di progetti al cui centro vi è l’inclusione sociale, attraverso una convenzione stipulata, e di anno in anno aggiornata in base anche alle esigenze del territorio, con l’Assessorato alle politiche sociali del Comune di Bergamo. Convinta che il luogo di lavoro possa essere anche una magnifica occasione di senso, dove potersi mettere in gioco e valorizzare le potenzialità inespresse che ognuno di noi porta con sé, spesso senza neppure conoscerle.

cialde vegan Ostificio Prealpino

VEGANOK: L’azienda nasce nel 1938. Un periodo complesso, ma evidentemente fertile per chi aveva una visione. Qual è, secondo te, il segreto che ha permesso a Ostificio Prealpino di attraversare decenni così diversi tra loro?

Aurora Minetti: La coerenza, la costanza, la tenacia, la correttezza, la qualità, le relazioni e, non in ultimo, l’amore e la passione per il proprio lavoro, e quindi anche per il territorio. Mio nonno, così come mio padre e io oggi amiamo ciò che facciamo! Ma sappiamo anche che perché questo incredibile sogno possa continuare a vivere è necessario che tutte le parti che ne garantiscono l’esistenza siano soddisfatte e orgogliose di esserci. Quindi, al centro dei nostri obiettivi riteniamo fondamentale dare concretezza alla reciprocità. Così funzionava nel 1938 e così vorrei continuasse a funzionare negli anni a venire.

VEGANOK: I vostri coni e le vostre cialde sono frutto di una lavorazione ancora artigianale. Cosa significa oggi, nel 2025, difendere e portare avanti questa artigianalità?

Aurora Minetti: Seppur divenuti oggi una realtà a connotazione industriale, Ostificio Prealpino vanta di una lavorazione che ha mantenuto intatte le caratteristiche di quando la fabbrica era ancora artigiana: ricettazioni differenziate per tipologia di coni e cialde, moltissima manualità nei passaggi, operai impegnati su una o al massimo due macchine, miscele dedicate a specifiche produzioni in private label, fornitori amici con cui confrontarsi e crescere insieme, dipendenti e collaboratori anche. Insomma, uno spazio, una comunità di buone pratiche in cui sperimentare bontà e gentilezza, nei prodotti, nei luoghi, nelle relazioni.

produzione cialde gelato

VEGANOK: La scelta di proporre anche una linea vegana è un esempio di ascolto dei tempi. Com’è nata e cosa rappresenta per voi?

Aurora Minetti: È stata la più naturale conseguenza di come già abitualmente producevamo: sorridendo mi verrebbe da dirvi che in realtà Ostificio era già vegano dal 1938! E allora perché non comunicarlo a gran voce e valorizzare quanto di buono avevamo già. Non in ultimo, il risvolto ambientale, oggi non a corollario delle scelte imprenditoriali, ma alla base di ogni scelta. Imprescindibile, per noi e se vogliamo dare un futuro ai nostri figli.

VEGANOK: Se pensi al futuro dell’azienda, c’è un sogno che custodisci e che speri di realizzare nei prossimi anni?

Aurora Minetti: Certo! Ne ho più di uno, forte di una delle frasi a cui sono più affezionata di mio padre: “ricordatevi di tenere sempre i piedi per terra e la testa tra le nuvole”.

Ostificio Prealpino cialde gelato

L’Ostificio Prealpino è, oggi come ieri, una storia familiare che si nutre di passione, territorio e relazioni. Una realtà che ha fatto dell’eccellenza la propria norma quotidiana, e della croccantezza una forma d’arte che non conosce confini.


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