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Europa: scatta lo stop alla plastica monouso, ma l’Italia ammorbidisce il divieto

L'Europa mette ufficialmente al bando la plastica monouso, ma l'Italia trova il modo per aggirare la normativa: il nostro Paese consentirà ancora la produzione e la vendita di oggetti monouso in plastica biodegradabile.

È ufficiale, da oggi l’Unione Europea mette al bando la plastica monouso. Addio quindi a cannucce, cotton fioc, piatti e posate, palette da cocktail, bastoncini dei palloncini, contenitori per alimenti e bevande in polistirolo. Anche bastoni per palloncini, ami e fili da pesca rientrano ufficialmente tra gli oggetti vietati in nome della sostenibilità ambientale.

Entra dunque in vigore il decreto legislativo 196/21, che attua la Direttiva europea Sup (Single Use Plastic), approvata nel 2019 dall’UE e recepita dai singoli Stati con leggi nazionali, per regolare e quindi bandire l’immissione di plastica usa e getta su tutto il territorio europeo. L’Italia, però, decide di aggirare la normativa: il nostro Paese consentirà ancora la produzione e la vendita di oggetti monouso in plastica biodegradabile, che secondo la normativa comunitaria dovrebbero essere vietati al pari di quelli in plastica tradizionale. Alla base di questa decisione, ovviamente, i forti interessi economici, che rendono l’Italia uno dei maggiori produttori e utilizzatori di plastica in Europa.

Un provvedimento preso a metà e perfino in ritardo, perché la norma avrebbe dovuto essere applicata sul territorio italiano già a partire dallo scorso luglio; ma non è tutto, perché per l’Italia l’attuazione della cosiddetta plastic tax – un’imposta sui manufatti di plastica pensata per disincentivarne l’utilizzo – slitta al 2023, per non gravare ulteriormente sulle imprese già provate dalla pandemia.

 

Inquinamento da plastica: un disastro ambientale senza precedenti

L’inquinamento da plastica è, insieme al riscaldamento globale, la minaccia ambientale più grave del nostro secolo. Ormai da diversi anni gli esperti ripetono che, di questo passo, entro il 2048 gli oceani saranno vuoti, popolati esclusivamente dalla plastica. Ogni anno vengono buttate nelle acque di tutto il mondo oltre 10 milioni di tonnellate di rifiuti, che causano la morte di un milione di animali marini. Numeri che non stupiscono se si pensa che la metà della plastica prodotta nel mondo è usa e getta, e che solo il 9% viene effettivamente riciclata. (fonte: https://plasticoceans.org/the-facts/)

Un enorme problema per il Pianeta e per gli animali, che pagano il prezzo più alto per le attività umane sconsiderate, ma anche per l’uomo stesso: la plastica è talmente presente nei mari e negli oceani, da far parte della catena alimentare di tutti gli animali marini. Tra questi, ovviamente, anche i pesci ancora oggi destinati all’alimentazione umana; ecco allora che il cerchio si chiude, e anche alcuni alimenti diventano per l’uomo fonte di microplastiche.

Non si conoscono ancora gli effetti che l’ingestione delle microplastiche potrebbe causare nell’uomo, anche se molti studiosi sono al lavoro per determinarli; il pericolo non riguarderebbe tanto la plastica in sé, quanto le sostanze che questa può rilasciare nell’organismo.

Per saperne di più: “Una dieta di plastica”: ogni settimana ingeriamo l’equivalente di una carta di credito in microplastiche

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Sauro Martella
Fondatore VEGANOK

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