Tra i momenti più partecipati e sentiti del VEGANOK EXPO al MIG di Longarone, l’intervista di Renata Balducci, Presidente di Associazione Vegani Italiani Onlus (AssoVegan), a Daniela Poggi, madrina dell’evento, ha portato al centro della scena una riflessione che va oltre il cibo e tocca il modo in cui scegliamo di stare nel mondo.
Davanti a una lunga fila di visitatori pronti ad assaggiare il gelato vegetale, Daniela Poggi ha salutato il pubblico con entusiasmo, sottolineando subito il senso profondo del VEGANOK EXPO, ovvero che il gelato vegano è buono non solo per il gusto, ma anche per ciò che rappresenta: un alimento che non porta con sé sofferenza animale, che non nasce da allevamenti intensivi e che può essere condiviso serenamente anche con i più piccoli.
Il vegan come atto di coerenza

Nel dialogo con Renata Balducci, l’attenzione si è poi spostata su un piano più personale. Daniela Poggi ha raccontato come la sua scelta vegana non sia stata una decisione improvvisa, ma il risultato di un percorso naturale, maturato nel tempo.
Un percorso che affonda le radici nell’infanzia, nel rapporto profondo con la natura e con il mondo animale. Cresciuta in una città di mare, ha ricordato di aver passato ore a osservare gli animali, anche quelli più piccoli e apparentemente lontani dall’esperienza umana, sviluppando presto la convinzione che ogni essere vivente abbia una propria vita, una propria sensibilità, una propria dignità.
Momenti che ricordano che se si ama davvero il mondo animale, diventa difficile accettare l’idea di nutrirsi di altri esseri viventi solo per abitudine o convenzione.
Non esistono animali “da compagnia” e animali “da mangiare”
Uno dei passaggi più forti dell’intervista ha riguardato proprio questo punto. Daniela Poggi ha messo in discussione una distinzione che spesso diamo per scontata: quella tra animali “da amare” e “animali da sfruttare”.
Un cane, una mucca, una gallina, un maialino… cambiano le specie, ma non il fatto che si tratti di esseri senzienti, capaci di relazioni, apprendimento e affetto.
Il veganismo, in questa prospettiva, diventa una scelta di coerenza emotiva ed etica, non una rinuncia.
Un’appartenenza più ampia

Nel corso dell’intervista, Daniela Poggi ha allargato lo sguardo anche al mondo vegetale – alberi, prati, fiori – non come sfondo, ma come parte integrante di un ecosistema di cui l’essere umano fa parte.
Il rispetto verso gli animali e verso la natura viene raccontato come un’estensione naturale del rispetto verso sé stessi. Un modo di riconoscersi dentro un equilibrio più grande, anziché al centro di esso.

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