Se lavori nel food, nel retail o nella GDO, c’è una domanda che non puoi più rimandare: come si sta evolvendo il mercato?
Perché quello vegan non è più un mercato marginale, ma un settore importante da tenere d’occhio. È un sistema economico che cresce, si struttura e seleziona chi è pronto a capirlo e approfittare del momento strategico.
Il nuovo report “Vegan Economy 2025–2026” dell’Osservatorio VEGANOK, scaricabile gratuitamente, parte proprio dall’analisi dei numeri reali, dai comportamenti di acquisto, dalle ricerche online e dalle opportunità concrete per le aziende italiane che vogliono posizionarsi prima che il mercato diventi saturo.
I numeri che raccontano una trasformazione già in corso
Il mercato vegan italiano oggi vale 639 milioni di euro e cresce del 16,4%.
Ma il dato più interessante è che sono 17,7 milioni le famiglie italiane (quasi 7 su 10) che hanno già inserito prodotti vegetali nella spesa quotidiana. Non stiamo parlando di futuri vegani, ma di consumatori reali, attivi, che comprano e scelgono.
Questo significa che la domanda si è già spostata, e in molti segmenti lo ha fatto più velocemente di altri.
Quando il mercato si sposta più velocemente dell’offerta

Il report fotografa un momento preciso: la domanda corre più veloce dell’offerta qualificata. Ventuno milioni di italiani hanno dichiarato che ridurranno il consumo di carne nei prossimi mesi. Ma solo una parte di questa domanda trova oggi risposte valide e affidabili sugli scaffali.
Qui si apre il vero spazio strategico per le aziende:
- categorie già mature ma poco certificate,
- prodotti “naturalmente vegetali” che nascondono ancora zone grigie,
- segmenti dove non serve reinventare la ricetta, ma costruire fiducia.
Il report lo dimostra con numeri precisi: i piatti pronti vegetali e i surgelati ready-to-eat valgono circa 160 milioni di euro, con il 99% delle famiglie che ne fanno uso. Un mercato enorme, mainstream, dove la certificazione diventa una scorciatoia cognitiva per il consumatore e un acceleratore di posizionamento per i brand.
Vegan batte plant-based
Uno dei capitoli più interessanti del report riguarda il linguaggio. Analizzando le ricerche online degli italiani, emerge un dato netto: “vegan” viene cercato 14 volte in più rispetto a “plant-based”. Anche quando i brand comunicano in inglese, le persone traducono mentalmente. Cercano chiarezza, non sfumature di marketing.
Il caso “Nutella vegana” è emblematico: il prodotto nasce come “plant-based”, ma le ricerche raccontano un’altra storia. È il consumatore a decidere il vocabolario, e chi lo ignora, paga in visibilità.
I flexitariani sono il vero motore del mercato

Altro mito che il report smonta con i dati: non sono i vegani a trainare la crescita, bensì i flexitariani, che rappresentano il 60–70% degli acquirenti di prodotti vegetali. Famiglie, coppie, professionisti, consumatori con capacità di spesa medio-alta, poco ideologici e molto concreti. Se il prodotto convince, resta. Se delude, si torna indietro.
Per questo la partita si gioca su tre fronti:
- gusto,
- salute,
- sostenibilità.
Un report per chi deve prendere decisioni
Come sottolinea Laura Serpilli, Direttrice dell’Osservatorio VEGANOK, questo è il momento in cui si costruiscono le leadership dei prossimi dieci anni. Non con le previsioni, ma con i dati reali. Non inseguendo le mode, ma posizionandosi dove il valore si sta già spostando.
E come ricorda Sauro Martella, Founder & CEO di VEGANOK, il vegan non è più un trend, ma una ristrutturazione permanente del mercato alimentare, con un respiro sempre più europeo e internazionale in cui qualità, trasparenza e certificazione diventano requisiti di accesso, non plus opzionali.

Scarica il report completo – GRATIS
Vegan Economy 2025-2026 è disponibile gratuitamente in formato PDF.

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