Stop al consumo di carne di cavallo: alla Camera parte l’iter per riconoscere gli equidi come animali di affezione

Dopo la campagna lanciata a maggio e la risonanza mediatica, il Parlamento avvia l’esame di una proposta di legge per vietare la macellazione e il consumo di carne equina in Italia

Lo scorso maggio avevamo già parlato della riluttanza da parte degli italiani a consumare carne di cavallo, considerandoli animali da affezione, al pari di cani e gatti.

Adesso quel dibattito è entrato ufficialmente nelle aule parlamentari.

Alla Camera è infatti iniziato l’iter della proposta di legge AC 48 dal titolo «Norme per la tutela degli equini e loro riconoscimento come animali di affezione», firmata da Michela Vittoria Brambilla, per l’approvazione nella commissione Agricoltura della Camera con l’obiettivo di riconoscere gli equidi come animali di affezione e vietarne la macellazione e l’uso alimentare.

stop alla carne di cavallo

Da una campagna pubblica all’esame in Commissione

A maggio avevamo parlato della campagna di Animal Equality Italia che chiedeva la fine definitiva della macellazione dei cavalli nel nostro Paese.

I numeri erano già chiari:

  • quasi 200.000 firme raccolte,
  • un presidio in Piazza Duomo a Milano,
  • un report Ipsos che mostrava come il 73% degli italiani consideri i cavalli alla pari di cani e gatti.

Oggi quel sentimento trova una traduzione politica concreta.

Cosa prevede la proposta di legge

proposta di legge stop alla macellazione dei cavalli

Il testo AC 48 propone:

  • il riconoscimento degli equidi come animali di affezione,
  • il divieto di macellazione, allevamento ed esportazione per macellazione,
  • il divieto di vendita e consumo di carne equina,
  • il divieto di utilizzo in spettacoli stressanti o pericolosi,
  • sanzioni penali e amministrative per i trasgressori.

L’elemento centrale di questa nuova proposta di legge è l’attribuzione automatica della dicitura “Non Dpa” (non destinato alla produzione alimentare) a tutti gli equidi, rendendo illegale la loro immissione nella filiera alimentare.

Un consumo in calo, ma ancora un primato

Secondo dati Istat, le macellazioni sono scese da oltre 70 mila capi nel 2012 a circa 22 mila nel 2024. Eppure l’Italia resta uno dei principali Paesi europei per consumo e importazione di carne equina.

Il consumo è ormai minoritario: solo il 17% dei consumatori di carne dichiara di mangiare cavallo almeno una volta al mese. Tra chi non lo fa, il 42% cita empatia verso questi animali.

La contraddizione è evidente: una maggioranza che li percepisce come animali da compagnia, ma una normativa che ancora li colloca nella filiera alimentare.

cavallo come animale di affezione

Il nodo culturale

Nel nostro articolo di maggio parlavamo di una “crudeltà che non possiamo più ignorare”.

Indagini svolte da associazioni animaliste italiane hanno documentato trasporti estenuanti, condizioni precarie, traffici illeciti e macellazioni clandestine. Una filiera che spesso sfugge al controllo e che continua a esistere anche grazie a importazioni dall’estero.

In Italia però si è ormai giunti a un cambio di paradigma. Il cavallo è stato per secoli forza lavoro, mezzo di trasporto, animale da guerra. Oggi, per una parte crescente della popolazione, è un compagno.

La legge è dunque chiamata a prendere posizione su questo cambiamento.


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