Oggi, lunedì 22 settembre, VEGANOK ha scelto di non pubblicare le consuete news e contenuti. Non è una pausa ordinaria, ma un atto di solidarietà consapevole verso il popolo palestinese di Gaza.
Il nostro silenzio ha una voce
In questa giornata di sciopero generale nazionale, il nostro silenzio si unisce a quello di milioni di lavoratori e cittadini che si fermano per dire basta al genocidio in corso nella Striscia di Gaza e per sostenere la Global Sumud Flotilla – la missione umanitaria che sta tentando di portare aiuti essenziali a Gaza.
Come testata che si occupa di sostenibilità, diritti e giustizia sociale, VEGANOK ha il dovere di prendere posizione di fronte a quello che la Corte Internazionale di Giustizia ha definito come azioni “plausibilmente genocidarie”, commissioni speciali dell’ONU hanno identificato come “elementi caratteristici del genocidio” e relatrici speciali delle Nazioni Unite hanno documentato come genocidio in corso a Gaza. Non possiamo nasconderci dietro una presunta “neutralità” che, di fronte ai crimini contro l’umanità, diventa complicità.
Quando oltre 45.000 civili palestinesi – per la maggior parte donne e bambini – sono stati uccisi in quasi un anno, quando ospedali, scuole e campi profughi vengono sistematicamente bombardati, quando un’intera popolazione viene privata di cibo, acqua e cure mediche, non si tratta di “una delle tante crisi” ma di un crimine contro l’umanità che richiede una presa di posizione netta e inequivocabile.
Il nostro veganismo non è solo una scelta alimentare o di consumo, ma un’etica di vita che parte dal rifiuto della violenza e si estende naturalmente alla difesa dei diritti umani universali. Chi sceglie di non contribuire alla sofferenza degli animali non può rimanere indifferente alla sofferenza umana. L’etica della non violenza è indivisibile: o si applica a tutti gli esseri viventi o perde il suo significato più profondo.
Di fronte al genocidio, i nostri valori di giustizia e non violenza ci impongono di schierarci dalla parte di chi subisce oppressione, non di rimanere “equidistanti” tra vittima e carnefice. Oggi questa etica ci chiama non solo a parlare, ma ad agire concretamente attraverso la solidarietà.
Un ponte verso la giustizia
La Global Sumud Flotilla, con le sue decine di imbarcazioni partite da Italia, Spagna, Tunisia e Grecia, rappresenta il meglio della solidarietà internazionale. A bordo ci sono attivisti, giornalisti, parlamentari e cittadini comuni uniti dall’obiettivo di portare aiuti umanitari dove i governi hanno fallito.
Questa missione ci ricorda che la pace e la giustizia non si costruiscono solo con le parole, ma con azioni concrete di solidarietà e resistenza nonviolenta.
Il nostro impegno continua
Da domani riprenderemo le nostre pubblicazioni, ma questo silenzio di oggi non sarà dimenticato. Perché informazione responsabile significa anche saper dire “no” quando è necessario. Significa riconoscere che esistono momenti nella storia in cui restare neutrali equivale a scegliere la parte del più forte. E noi abbiamo scelto da che parte stare.
#FreePalestine #Gaza #GlobalSumudFlotilla #SilenzioPerGaza
VEGANOK tornerà con i suoi contenuti regolari da martedì 23 settembre.

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