Influenza aviaria: in Russia i primi casi di persone colpite dal virus H5N8

In questi giorni si torna a parlare di influenza aviaria: scoperti in Russia i primi casi di contagio umano. Le persone coinvolte, operatori all'interno di un'azienda avicola, sarebbero asintomatici e in buona salute generale. Si teme adesso la mutazione del virus H5N8 e le possibili conseguenze.

Rilevato per la prima volta il virus dell’influenza aviaria H5N8 nell’uomo: l’allarme arriva dalla Russia, e riguarda per ora sette casi confermati. Secondo TASS , l’agenzia di stampa russa, le persone contagiate sono tutti dipendenti di un’azienda avicola nel sud del Paese, e sarebbero asintomatici o paucisintomatici, e in generale in buone condizioni di salute. La notizia arriva dopo mesi in cui il virus ha circolato su tutto il territorio europeo, colpendo però soltanto gli animali negli allevamenti, migliaia dei quali sono stati abbattuti a scopo preventivo in molti Paesi dell’Unione.

Già da novembre l’Efsa – l’Autorità europea per la sicurezza alimentare – aveva annunciato il pericolo che l’Europa fosse colpita da un’epidemia di influenza aviaria, dopo la segnalazione di diversi focolai in molti Paesi extraeuropei. La maggior parte dei casi hanno riguardato inizialmente uccelli selvatici, ma le autorità non avevano escluso la probabilità che il virus si diffondesse agli animali negli allevamenti.

E così è stato: le autorità sottolineano che il contagio è avvenuto con un salto di specie dagli animali infetti all’uomo, ma non ci sarebbe pericolo di un contagio tra persone. Come nel caso del virus del Covid19 – che proprio in questo periodo sta creando gravi complicazioni a causa delle diverse varianti individuate – anche l’H5N8 è in grado di mutare rapidamente, e per questo la situazione viene monitorata costantemente. Le autorità russe, come di prassi in questi casi, hanno allertato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e intanto si valutano le possibili conseguenze per la salute pubblica.

Per quanto riguarda l’Italia, per il momento la situazione risulta sotto controllo: anche se l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) segnala alcuni focolai nel Nord Est (in Friuli e Veneto), ma anche Emilia Romagna e Puglia, sia in animali selvatici che in un allevamento, il quadro è nettamente migliore rispetto a quello di altri Paesi europei. (I dati sono aggiornati al 23 febbraio 2021). Nel nostro Paese, nel 2013, si è registrata la presenza di quattro focolai di influenza aviaria, ma la variante del virus era risultata essere l’H7N7. (Fonte: Istituto Superiore di Sanità)

Allevamenti e zoonosi: c’è una connessione

Ormai da tempo dobbiamo fare i conti quasi ogni giorno con notizie su disastri ambientali, innalzamento anomalo delle temperature e malattie con potenziale pandemico. Si tratta di situazioni pericolose, che hanno lo stesso denominatore comune: la richiesta di proteine animali e gli allevamenti intensivi. Da una parte gli esperti affermano che mangiare meno carne è l’unica soluzione per fermare la crisi climatica; dall’altra, evidenziano come consumo di carne e deforestazione saranno la causa delle prossime pandemie.

Le sars, l’influenza aviaria, l’influenza suina, l’ebola, o il Covid-19 sono delle zoonosi, derivanti quindi da un contatto animale-uomo. Oggi, tre su quattro delle malattie infettive nuove o emergenti provengono da animali, principalmente dal commercio di animali selvatici e dall’allevamento industriale. Le condizioni in cui gli animali sono tenuti negli stabilimenti e nei mercati della fauna selvatica (wet markets) forniscono un ambiente fertile per la trasmissione di virus tra diverse specie e esseri umani. In questo periodo stiamo assistendo a una presa di coscienza da parte dei consumatori rispetto alla potenziale pericolosità del consumo di carne: aumenta il consumo di alimenti vegetali, ma dobbiamo agire in fretta.

Il nostro futuro e quello del pianeta che ci ospita dipende anche (e in gran parte) da quello che ognuno di noi decide di portare in tavola ogni giorno.

Per approfondire questo argomento:

Consumo di carne e deforestazione: per l’Onu tra le cause delle prossime pandemie

Aviaria: in India è strage di galline, polli e anatre per contenere i contagi

Influenza aviaria: abbattuti migliaia di animali in Europa, ma il virus non è pericoloso per l’uomo

Scegli i prodotti certificati VEGANOK e sostieni così la libera informazione!


Solo con la partecipazione di tutti potremo fare la differenza per la salvaguardia del pianeta.

Scarica il nostro RAPPORTO DI IMPATTO ETICO 2021

Sauro Martella
Fondatore VEGANOK

Leggi anche: