L’Università di Adelaide, in Australia, è al lavoro per creare il cibo del futuro, e più precisamente per lo Spazio, con il progetto Australian Research Council Center for Excellence in Plants for Space (P4S). L’obiettivo della ricerca? Molto semplice: re-immaginare la progettazione di impianti e la produzione di bio-risorse nello Spazio, con due possibili sbocchi. Da una parte, “consentire la nascita di insediamenti umani fuori dalla Terra“, dall’altra “fornire invece soluzioni trasformative per migliorare la sostenibilità sulla Terra“, ha affermato il direttore di P4S, il Professor Matthew Gilliham.
Grazie a ben 35 milioni di dollari di finanziamenti da parte del governo australiano, P4S potrà studiare e operare per i primi 7 anni per studiare “soluzioni flessibili a base vegetale necessarie per supportare il benessere fisico e psicologico umano durante i viaggi e gli insediamenti nello spazio”, ha dichiarato Gilliham. E sul progetto hanno investito anche 38 partner finanziatori, per un totale di 90 milioni di dollari, destinati a un piano che guarda a trovare soluzioni per il futuro ma anche – e soprattutto – a problemi pressanti del presente.
Tra le sfide del progetto, sviluppare tecnologie avanguardistiche per coltivare piante sulla Luna grazie al lavoro di ben 400 ricercatori formati proprio per questa missione. “Un’abitazione a lungo termine fuori dalla Terra è all’orizzonte, ma il successo della missione dipende dall’avere cibo nutriente e medicinali senza dover far rifornimento sulla Terra“, ha affermato il Professor Harvey Millar, capo del programma P4S. Senza contare poi i vantaggi per il nostro Pianeta: future colture spaziali potrebbero essere utilizzate anche per produrre cibo per la Terra e ridurre l’impronta di carbonio dell’agricoltura.
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