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Dire basta alla pelle animale è possibile: ecco 10 alternative vegetali

Anche il mondo della moda segue il trend che vuole prodotti più sostenibili ed etici: oggi parliamo delle più comuni alternative vegane alla pelle, impiegate ormai da tempo dall'industria della moda e destinate a soppiantare il cuoio.

Buone notizie per i fashion addicted più sfegatati amanti di chiodi, anfibi e zaini in pelle, ma decisi a optare per una moda cruelty-free: le alternative etiche e sostenibili sono sempre di più! Niente paura, dunque, di dover cambiare il proprio stile: esistono infatti numerosissimi tipi di similpelle che permetteranno a tutti di crearsi un guardaroba alla moda, ma cruelty-free.

Per esempio, sapevi che in commercio ci sono delle scarpe e accessori ricavati dagli scarti della frutta? Esteticamente sono molto simili a quelli di pelle, ma dietro all’apparenza c’è una differenza fondamentale: sono prodotti senza ombra di violenza, ma anzi utilizzando materiali che altrimenti verrebbero buttati, generando rifiuti che si potevano evitare. Ma c’è di più: oltre alla frutta, esistono scarpe fatte di grano, carta e altri elementi di origine vegetale che non danneggiano il pianeta e non provocano sofferenza nei confronti di nessun essere vivente.

Incredibile, vero? È questa la dimostrazione del fatto che anche il mondo della moda si è finalmente rimboccato le maniche per trovare delle alternative più sostenibili per tuttiEcco dunque una lista delle 10 principali alternative vegetali alla pelle, utilizzate per la produzione di scarpe, cinture e accessori: 

  1. Scarti della frutta
  2. Grano
  3. Vino
  4. Ulivo
  5. Funghi
  6. Carta
  7. Sughero
  8. Tofu
  9. Tè Kombucha
  10. Cotone cerato

Scarti della frutta

Come detto, è soprattutto a partire dagli scarti della frutta che si può generare un materiale come la simil-pelle. Uno dei primi ad aver avuto l’idea è stato Alberto Volcan, un ingegnere altoatesino che ha pensato che la cosiddetta pellemela potesse essere una valida alternativa alla pelle animale. Questo materiale è fatto con farina di mela, generata grazie all’essiccazione e alla polverizzazione di buccia e torsoli, unita ad acqua e collante naturale. Al momento, tra i vari tipi di similpelle generata da scarti di frutta la pellemela sembra essere quella più in voga.

Dalle fibre e dalle foglie dell’ananas nasce invece Piñatex, un materiale ecologico e senza tessitura. Il suo basso costo ha infatti portato numerose multinazionali a creare dei prototipi, non solo per accessori di moda ma anche per creare decorazioni per la casa. Sul sito del brand Piñatex, inoltre, è possibile reperire informazioni relative alla quantità di CO2 risparmiata grazie al riutilizzo delle foglie di ananas al posto della loro combustione: Parliamo di 264 tonnellate di Co2 risparmiate scegliendo di utilizzare, invece di bruciare, 825 tonnellate di foglie di scarto della raccolta dell’ananas”. Un’ulteriore buona ragione per scegliere questo materiale piuttosto che la versione in pelle animale.

C’è poi la finta pelle in mango, nata da un’idea dei designer olandesi Koen Meerkerk e Hugo de Boon, che hanno ritenuto che le proprietà di questo frutto fossero le migliori per creare questo prodotto completamente cruelty-free. Oltre a questo, il loro desiderio era quello di inserirsi nell’ottica di un’economia circolare e di combattere lo spreco alimentare. Dalla lavorazione del tronco del banano si possono infine ottenere degli accessori ad impatto ambientale pari a zero. Con questo materiale sono realizzati portafogli, porta passaporti e porta carte, decorati con illustrazioni ispirate alle palme da cocco, alla vita nell’oceano e alla Micronesia, da cui questo materiale proviene.

Grano

Un altro esempio di finta pelle prodotta a partire da un vegetale è quella in grano. Questo è utilizzato per vari scopi, ma soprattutto per la produzione di sneaker in finta pelle. L’obiettivo delle aziende che le producono, come Veja, è quello di trovare un’alternativa alla finta pelle in plastica scegliendo piuttosto dei materiali di origine vegetale

Vino

Vegea è un’azienda tutta italiana, ideata dall’architetto Gianpiero Tessitore e dal chimico Francesco Merlino. Per creare questo prodotto, le due menti hanno pensato di utilizzare la vinaccia, composta di bucce, raspi e vinaccioli che risultano dallo scarto della produzione del vino. Uno dei numerosi vantaggi di questo prodotto è l’utilizzo di macchinari già presenti negli stabilimenti conciari, senza che dunque ne debbano essere creati di nuovi. Questo prodotto ha già vinto un Global Change Award, un premio riservato ai prodotti innovativi e con le maggiori potenzialità commerciali.

Ulivo

Probabilmente non lo immagineresti mai, ma sulle foglie di ulivo si trova una sostanza perfetta per creare una simil-pelle adatta alla creazione di scarpe cruelty-free. Questa sostanza viene recuperata mettendo le foglie in infusione, per poi essere lavorata. Questo significa che il risultato che ne deriva è totalmente privo di materiali tossici. La caratteristica differenziante di questa pelle finta è la sua resistenza, superiore agli altri tipi di simil-pelle.

Funghi

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Dai funghi nasce Muskin, un tessuto totalmente cruelty-free scamosciato e resistente. Una delle poche aziende che lo crea è Grado Zero, un’azienda nata in Toscana. Il materiale è privo di sostanze chimiche, totalmente atossico, e quindi non rischioso anche quando a contatto diretto con l’epidermide. Per la capacità di questo materiale di assorbire e poi rilasciare l’umidità, il Muskin è perfetto soprattutto per la produzione di calzature. 

Carta

Sono già numerosi i brand anche molto famosi che fanno uso della finta pelle fatta di carta. Questo significa che l’attenzione ai materiali e il benessere degli animali si sta diffondendo anche ai piani più alti della moda, dove spesso, in passato, troneggiavano accessori nelle pelli più disparate e pellicce. Un esempio virtuoso su tutti è quello di Bottega Veneta, che ha prodotto la borsa chiamata Carta Giapponese, creata con l’utilizzo di un tipo di carta denominata Washi. Una curiosità: questo tipo di carta dal 2014 è collocata tra i Patrimoni umani e immateriali dell’umanità dell’UNESCO.

Sughero

Il Cork Leather, l’alternativa vegetale alla pelle animale prodotta a partire dal sughero, è un materiale caratterizzato dalla sua resistenza e dalla sua leggerezza. Il designer tedesco Michael Spitzbarth ha usato questo materiale persino per realizzare giacche da motociclista, completamente cruelty-free! Questo dimostra come le opzioni vegane siano sempre più disponibili per ogni persona, qualsiasi siano i suoi interessi.

Tofu

Dall’idea di un’azienda indonesiana, la pelle in tofu è al momento ancora un prototipo. Crearla, però, è molto semplice e sostenibile: non servono infatti che gli scarti della lavorazione del tofu, aceto, zucchero e fertilizzate e una colonia di batteri da aggiungere al composto dopo 10 giorni. Il risultato è un materiale dalla consistenza collosa, utilizzato già da molte aziende come imballaggio eco-friendly e in via di sperimentazione per scarpe e altri accessori. 

Tè Kombucha

Il Tè Kombucha è una bevanda orientale molto antica ottenuta tramite la fermentazione di zuccheri e di lieviti. A partire dalle sue foglie è possibile ottenere un materiale in tutto e per tutto simile al cuoio, grazie alla combinazione di tè fermentato con aceto, zucchero, batteri e lievito. Questo materiale è stato rinominato “teather”, dalla combinazione di “tè” e “leather”.

Cotone cerato

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Anche se talvolta per questo prodotto viene utilizzata la cera d’api, rendendolo non completamente vegano, esiste una versione del cotone cerato con cera di paraffina cruelty-free. Il cotone cerato, tra i vari tipi di simil-pelle, è stato probabilmente il primo a essere messo in commercio. Questa forma di simil-pelle è resistente e duratura, e per questo molto diffusa.

In sintesi, chi è alla ricerca di un’alternativa cruelty-free alla pelle animale non ha più scuse: i materiali in grado di sostituirla egregiamente sono ormai numerosissimi, e possono soddisfare le esigenze di tutti. Dunque, che tu sia in cerca di una soluzione più costosa o più economica, che preferisca il finto cuoio o l’effetto scamosciato, non ti resta che l’imbarazzo della scelta.

Diventare vegani è sempre più semplice anche grazie a queste innovazioni, e farlo con stile rende il passaggio ancora meno impegnativo. Infine, ricorda che tante di queste aziende sono nate da poco, e se hai bisogno di più informazioni puoi sempre provare a contattarle via mail per risolvere tutti i tuoi dubbi, o a consultare le pagine social per confrontarti con altri utenti che hanno fatto la tua stessa scelta e hanno affrontato i tuoi stessi dubbi prima di te.


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