Zooterapia o pet therapy?

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Prende sempre più piede al giorno d’oggi questa nuova terapia basata sul rapporto uomo-animale. A quanto pare secondo molti studi scientifici, questo tipo di terapia permette a soggetti umani con disturbi della personalità di superare con maggiore facilità i problemi di relazione sociale e di interazione con gli altri esseri umani. La zooterapia, o pet […]


Prende sempre più piede al giorno d’oggi questa nuova terapia basata sul rapporto uomo-animale. A quanto pare secondo molti studi scientifici, questo tipo di terapia permette a soggetti umani con disturbi della personalità di superare con maggiore facilità i problemi di relazione sociale e di interazione con gli altri esseri umani. La zooterapia, o pet therapy, fa leva sull’ancestrale bisogno dell’essere umano di vivere e di stare a contatto con gli animali e la natura. Bambini autistici grazie a questa pratica sono riusciti ad uscire dal loro mondo parallelo e sono riusciti a ristabilire un contatto con la propria famiglia. Molti bambini che hanno subito traumi sociali (abbandono, stupro ecc.) sono riusciti a tornare a relazionarsi con gli uomini che avevano tagliato fuori dal proprio mondo. Anche malattie congenite sembrano migliorare considerevolmente grazie alla Pet Therapy.
Altro fattore che promuove l’uso degli animali con soggetti vittime di violenza, nasce da alcuni studi psicologici, condotti negli USA, sulla stretta relazione che c’è tra la violenza sugli animali e la violenza generata o subita. La maggior parte delle persone che picchiano o maltrattano donne e bambini, hanno maltrattato o minacciato seriamente di uccidere o brutalizzare i loro animali domestici. Le vittime spesso malmenano gli animali, come se  restituissero le violenze subite su esseri più innocenti di loro, creando una gerarchia basata sulla violenza. Nei tribunali USA, a volte, viene osservato  il rapporto con i propri animali domestici, e utilizzato come cartina tornasole del disturbo psicologico dell’imputato o della vittima.
Cosa funziona meglio nel rapporto uomo-animale che non nel rapporto uomo-uomo?
Fondamentalmente la cosa che cambia è il pregiudizio. L’uomo nel momento in cui si deve relazionare con un altro uomo porta inevitabilmente, all’interno della sua relazione, il suo punto di vista. Questo fa si che, per esempio, nei confronti di un bambino affetto da disabilità ci si comporti o in maniera fredda oppure con eccessivo zelo compassionevole. L’animale, invece, si relaziona semplicemente con un essere umano. Il paziente interagendo con un essere vivente, che lo considera uguale a se senza eccessivo carico di giudizio, riesce a relazionarsi in modo sano, il che gli consente di rivalutare i suoi schemi di socializzazione.
Ci sono dei contro in questa terapia?
Per quanto riguarda l’essere umano non sembrano esserci effetti collaterali. Per gli animali purtroppo si. Spesso dopo qualche anno, quando gli animali non sono più cuccioli o disponibili ad essere maneggiati da molte persone, vengono abbandonati. I cani finiscono in canile intorno ai 4 anni, i cavalli portati altrove, i conigli lasciati in qualche cascina, insomma dopo essere serviti all’uomo, questi se ne sbarazza. Destino crudele, ma reale.
Quello che mi auguro è che presto tutti gli uomini riescano a capire il vero significato di un sano rapporto con un animale. Bisogna comprendere che una vita è tale in quanto viva, non in quanto utile. Rendere un soggetto vivente utile, ne fa un oggetto subordinato alla propria utilità. Questo modo specista di vedere il mondo ci porterà sempre a fare divisioni e classifiche non solo nel mondo animale ma anche tra uomini.
Per maggiori informazioni:
Crudeltà su animali e violenza domestica interpersonale
http://www.pettherapyitalia.it/
http://www.salute.gov.it/dettaglio/phPrimoPiano.jsp?id=118


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2 commenti su “Zooterapia o pet therapy?”

  • Sergio

    dice:

    Per esperienza personale sul campo,ho riscontrato problemi nell accedere alle strutture interessate,questo settore è ancora lasciato alla sensibilità dei Direttori sanitari e Assessori vari, senza dubbio a mio avviso può essere considerata una terapia e non una cura vera e propria,personalmente ho visto che SEMPRE è stata gradita sia dagli anziani che dai bambini,
    certo è che bisogna essere preparati e fare un protocollo serio di lavoro.
    Sergio
    Educatore cinofilo
    responsabile lavoro

  • Stefania

    dice:

    Odio e non sopporto nessun utilizzo degli altri animali.Non sono nati per me ma con me.
    Detesto la Pet.

I commenti sono chiusi.