I segreti delle spezie indiane

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Per una cucina vegan più saporita, vi sveliamo i segreti delle spezie indiane. Dalla notte dei tempi le spezie indiane vengono usate per le loro proprietà benefiche, antisettiche e rinvigorenti. Il potere delle spezie indiane è associato all’altissimo contenuto di principi attivi che esse contengono, il quale si mantiene fresco e vitale in quanto le […]

peperoncino Per una cucina vegan più saporita, vi sveliamo i segreti delle spezie indiane.
Dalla notte dei tempi le spezie indiane vengono usate per le loro proprietà benefiche, antisettiche e rinvigorenti. Il potere delle spezie indiane è associato all’altissimo contenuto di principi attivi che esse contengono, il quale si mantiene fresco e vitale in quanto le spezie vengono spesso estratte e prodotte con metodi tradizionali. Le piante che originano le spezie sono autoctone, per cui libere di sprigionare il massimo delle loro potenzialità. La lavorazione accurata tradizionale avviene secondo metodi millenari che forse, ai nostri occhi occidentali, possono sembrare originali, ma che nella realtà permettono di ottenere prodotti dagli straordinari benefici. Benvenuti in questo viaggio tra le spezie indiane, un luogo dove potrete scoprire i benefici delle spezie e come vengono impiegate nella tradizione a scopo curativo, gastronomico e per fini legati al benessere della persona.
Il pepe: chiamato anche oro nero per il suo valore, è la spezia forse più conosciuta e usata in tutto il mondo. Anche se l’arte culinaria occidentale ne ha fatto un ingrediente base per la preparazione di molti piatti, il pepe ha origini indiane e asiatiche e viene coltivato in queste terre per le sue virtù salutari. Il pepe esiste in moltissime varietà, ma le più conosciute sono il pepe nero, il pepe bianco, il pepe verde e il pepe rosa. Questa spezia viene usata in cucina in quanto ha un grande potere disinfettante, aiuta la digestione e previene la formazione dei gas intestinali.  Il suo impiego nell’ayurveda e nella medicina curativa fitoterapica lo coinvolge nella cura delle malattie respiratorie, dei raffreddori e delle sinusiti.
Il peperoncino: grande protagonista della tradizione indiana, il peperoncino viene impiegato per la sua capacità antibatterica e antifungina. Non dimentichiamoci che una delle ragioni per cui le spezie vengono usate in modo così massivo risiede nella mancanza di ottime condizioni igieniche. Le spezie disinfettano il cibo e le bevande, uccidendo i microbi che si annidano negli alimenti. L’India non possiede né la quantità di frigoriferi che è presente in occidente, né tanto meno un sistema di controllo igienico positivo. Le spezie e, in particolare, il peperoncino aiutano quindi a salvaguardare la popolazione dal contrarre infezioni batteriche, anche pericolose. Il peperoncino viene usato per le sue virtù corroboranti, perché aiuta a purificare il sistema linfatico e dona vigore all’organismo. Questo tratto si applica anche alla sfera sessuale, in quanto è credenza comune che questa spezia sia un potente afrodisiaco. Non c’è praticamente piatto della tradizione indiana che non contenga peperoncino, in versione più o meno piccante e saporita.
Il cumino: i semi di cumino vengono impiegati per le loro doti ‘sgonfianti’ e amiche del sistema digestivo. Non a caso il riso bollito viene spesso mescolato assieme al cumino ed esso viene fatto bollire con l’acqua per dare vita a decotti sfiammanti e rilassanti dell’apparato intestinale.
cumino
La curcuma: la curcuma può essere eletta come la regina delle spezie indiane. Oltre ad essere una pianta dall’aspetto bellissimo, la curcuma contiene un incredibile presenza di sali minerali e di antiossidanti. La curcuma possiede inoltre delle virtù antibatteriche molto importanti e viene usata nella tradizione dell’ayurveda per preparare prodotti per la pelle. Questa spezia si ricava dai rizomi della pianta ed è facile reperirla in polvere. Il suo sapore è molto forte e ne basta davvero poca per insaporire piatti di verdure o zuppe di legumi.
Il coriandolo: il coriandolo è una spezia molto speciale. Tante persone non ne amano il sapore pungente e acidulo, ma la sua funzione tonificante e antibatterica è molto forte. Può essere usato fresco ma anche in polvere, aggiungendolo a piatti freschi di verdure o a insalate miste.
cardamono
Il cardamomo: il cardamomo è una bacca dalle mille virtù. Il suo uso si è amplificato con l’arrivo degli inglesi nel continente indiano, i quali lo hanno trasformato da pianta spontanea a bacca da coltivazione. La ragione è ben nota: il cardamomo è una delle spezie più rinfrescanti e antibatteriche che esistano in natura. I suoi benefici si allargano a questa funzione alla capacità di rinfrescare le mucose del corpo, soprattutto la bocca e le gengive. Non a caso il cardamomo viene impiegato nella preparazione di tante bevande e aggiunto anche al caffè. Il suo potere antibiotico e lenitivo del dolore è forte, ragion per cui le bacche vengono masticate per rinfrescare l’alito e per lenire il mal di denti.
Lo zenzero: fresco, puro e piacevolissimo da gustare, lo zenzero è una spezia benefica sotto ogni punto di vista. Questa radice può essere grattugiata fresca e aggiunta a piatti e bevande, per renderle dissetanti e corroboranti. Lo zenzero è amico del sistema ematico e aiuta a purificare il sangue dalle tossine. La sua azione si estende alla cura delle infezioni respiratorie, in quanto è in grado di combattere questa tipologia di microbi. Il suo impiego in cosmetica è largamente conosciuto, in quanto lo zenzero aiuta a risolvere problemi di pelle, purificando l’epidermide e profumando il corpo con l’impiego di lozioni e di saponi che lo contengono.
Il curry: veniamo ora alla più conosciuta e usata delle spezie indiane, il curry. Erroneamente da quanto si può credere, il curry non è una singola spezia, ma un insieme di spezie diverse abilmente mescolate tra di loro. Ovviamente la pianta di kuri, dal quale ha origine il termine esiste e viene impiegata in tutta l’India nella preparazione dei cibi. In occidente il curry indica però il mix di spezie gustose che viene aggiunto ai piatti della tradizione. Il curry viene usato anche nella preparazione del tchai, la tipica bevanda aromatizzata a base di té, latte e spezie. Esistono molte tipologie di curry e ognuna contiene spezie diverse e miscelate in proporzioni particolari. Ciò che le accomuna è il sapore gradevole e la funzione antibatterica che esse svolgono. Perfette per insaporire le verdure e per donare un toccò in più alle tisane calde, le spezie del curry offrono benefici corroboranti all’organismo e mettono in atto una grande funzione antibatterica a livello virale.
Le spezie indiane possiedono tante virtù e sono accomunate dalla capacità di garantire un’ottima azione antibatterica all’organismo. Molti sono i benefici che le spezie apportano, soprattutto se impiegate nella preparazione dei cibi in sostituzione del sale e dei preparati insaporitori. Attenzione a non eccedere nel loro uso, in quanto le spezie indiane sono molto potenti e da grandi amiche potrebbero convertirsi in fonti di irritazione per l’organismo. Qualche pizzico di spezia è sufficiente a garantire un beneficio grande al corpo, alla mente e al palato, il quale si scopre appagato dagli ottimi sapori e dai profumi che esse sprigionano.
Info utili:
Come utilizzare in cucina le Spezie nella cucina vegana
Info e costi prezzi delle Spezie Indiane
Foto: Francesco Di Maso
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Un commento “I segreti delle spezie indiane”

  • Sandra

    dice:

    Interessantissimo..!

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