Si, Grazie

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 Tutti noi viviamo momenti in cui avvertiamo che tutto è semplicemente perfetto così com’è. […] Se torni alla memoria a uno di quei momenti, noterai che lo ricordi vivido, semplice, facile, perfetto, senza complicazioni, senza alcun disordine. Ti sentivi perfetto, non avevi dubbi o esitazioni, ti sentivi un tutt’uno con il mondo, con te stesso. […]

 Tutti noi viviamo momenti in cui avvertiamo che tutto è semplicemente perfetto così com’è. […] Se torni alla memoria a uno di quei momenti, noterai che lo ricordi vivido, semplice, facile, perfetto, senza complicazioni, senza alcun disordine. Ti sentivi perfetto, non avevi dubbi o esitazioni, ti sentivi un tutt’uno con il mondo, con te stesso. Sembrava che la mente non ci fosse, perché eri totalmente coinvolto nell’esperienza presente. Esisteva solo quel momento, un po’ come se il tempo si fosse fermato. Questo significa che in quei brevi istanti, ti trovavi nella tua parte sensoriale, non nella mente.

E in effetti la vita è proprio così: la vita accade momento per momento. Il passato è passato e quello che ancora non è accaduto non esiste. Ecco perché tutti i mistici dicono che il momento presente è l’unica realtà esistente.
 
Dare maggiore attenzione alla nostra parte sensoriale, ai sensi, significa iniziare a vivere la vita momento per momento, in tempo reale.
La nostra parte sensoriale possiede inoltre un’altra qualità: non si concentra su quello che non va. Non essendo in grado di confrontare non crea problemi, risponde semplicemente al momento presente senza idee preconcette su come le cose dovrebbero essere.
 

Idee, confronti, giudizi e pregiudizi appartengono tutti al regno della mente. La natura della mente è quella di analizzare e confrontare: opera pertanto nella dualità. Può dubitare, esitare, confondersi, preoccuparsi, criticare, lamentarsi e accusare. E infatti, se la osservi da vicino mentre corre a ruota libera, noterai che ama concentrarsi su quello che non va, trovare difetti, creare problemi. In un certo senso è una qualità intrinseca alla sua natura: la mente è una fabbrica che produce problemi.
 
In realtà, quello che vediamo negli altri è un riflesso della nostra mente. La nostra mente interpreta ciò che i nostri sensi vedono, ascoltano e sentono, in base alle idee che possiede. Dato che siamo abituati a dare più ascolto alla mente che ai sensi, solo di rado vediamo con chiarezza il momento presente.
Possiamo utilizzare questa abitudine della mente per scoprire le nostre parti inconsce che altrimenti non vedremmo.
 
Puoi fare così: pensa ad una persona verso la quale esprimi spesso giudizi negativi, mentalmente oppure verbalmente. Scrivi un elenco di tutte le caratteristiche di questa persona che ti fanno saltare i nervi. La tua mente si divertirà immensamente!
Quando hai finito di scrivere, rileggi attentamente la lista e dopo ogni frase, chiediti: “Io sono così?”.
 
Non avere fretta, cerca di essere convinto di ogni risposta. Se poi, per caso, la tua risposta è “No” allora chiediti: “Non vorrei forse essere così, sotto sotto?”
 
Se lo farai, inizierai a intuire che quando esprimiamo un giudizio forte ed emotivo verso qualcuno, ciò accade perché questa persona ci fa da specchio e ci fa vedere qualcosa di noi stessi che non ci piace e non accettiamo.
Si tratta di una scoperta straordinaria! Perché ci permette di usare le occasioni in cui la nostra mente si scaglia contro qualcuno, come opportunità per imparare qualcosa di nuovo su quanto poco accettiamo noi stessi a livello inconscio, sui molti modi in cui diciamo “No” a noi stessi e sugli schemi e le abitudini inconsce che regolano la nostra vita.
 
Anando, La forza del Si, Edizioni Urrà

Articolo di David Ciolli – Redazione di Promiseland.it


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