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Il problema dell’espropriazione indebita della Spiritualità degli Indiani d’America ad opera di sedicenti sciamani che si auto-proclamano tali non è nuovo, ma questo fenomeno, a cui la New Age ha dato nuovo impulso, sta assumendo oggi livelli preoccupanti tali da meritare l’attenzione di tutti noi appassionati della cultura di questi popoli, e tali da mettere […]

Il problema dell’espropriazione indebita della Spiritualità degli Indiani d’America ad opera di sedicenti sciamani che si auto-proclamano tali non è nuovo, ma questo fenomeno, a cui la New Age ha dato nuovo impulso, sta assumendo oggi livelli preoccupanti tali da meritare l’attenzione di tutti noi appassionati della cultura di questi popoli, e tali da mettere le Nazioni Indiane in condizioni di doversi proteggere da questi personaggi che girano in America e in Europa offrendo la possibilità di partecipare a cerimonie Indiane dietro lauto compenso. La posta in gioco è la sopravvivenza dell’Identità culturale dei Nativi Americani stessi, preoccupati di non poter consegnare, alle loro future generazioni, le proprie tradizioni spirituali senza che queste siano ridicolizzate e peggio ancora annullate da questi truffatori. Il dibattito su come fronteggiare questo problema è tra le Nazioni indiane ancora in corso ed ha preso nuovo vigore in seguito alla Proclamazione del Capo Lakota Arvol Looking Horse, che con il suo Proclama sulla Protezione delle Cerimonie Sacre, diffuso al seguito di una riunione tra i rappresentanti delle varie Nazioni Indiane, ha riportato l’attenzione sulla necessità impellente di salvaguardare i rituali spirituali dall’invadenza dei non-indiani, pronti a pagare qualsiasi cifra pur di partecipare a questi rituali, tra cui la Sun Dance e le Inipi (capanne sudatorie).
Scrive Arvol Looking Horse nel suo proclama:

“ la discussione ha riguardato le molestie occorse durante le cerimonie, l\’indecente scimmiottatura, il miscuglio con le credenze new age, le richieste di pagamento per le cerimonie e le morti, tutte cose mai udite prima nella storia del nostro antico cerimoniale…” e ancora: “E\’ stato deciso, dal 9 Marzo 2003 in avanti, che non ci saranno non Nativi ammessi al nostro sacro Hocoka (i nostri sacri altari) quando si tratta dei Sette Riti Sacri. L\’unica protezione con questa decisione nella legge del Governo è che solamente i membri iscritti possono portare una piuma d\’aquila…Il nostro proposito per la Danza del Sole è la sopravvivenza per le generazioni a venire, per prima cosa. Se i non Nativi comprendono veramente questo proposito, capiranno anche questa decisione e sapranno che il loro allontanamento da questo Hocoka (il nostro altare sacro) è il loro contributo sincero alla sopravvivenza delle nostre generazioni future…Non dovrebbe essere consentito di apporre un prezzo per partecipare a qualsiasi nostra Sacra Cerimonia…”

Racconta ancora Arvol in una intervista:

”..Quando questi Anziani sono venuti a parlarmi degli abusi, avevano gli occhi pieni di lacrime, e ciò ha reso il mio cuore pesante. Abbiamo bisogno di riportare la protezione e la guarigione alla nostra gente. Se non salveremo queste usanze, allora moriremo come Nazione su questa terra…Sento che questo è il nostro modo di restituire onore alle nostre usanze. Non solo per la nostra Nazione, ma per servire da esempio alle altre Nazioni, perché trovino la vera preghiera che è stata loro destinata. Non si possono mischiare le nostre usanze con altre cose, altre energie, altrimenti si arriverà alla corruzione e all\’inganno… Non è bene quando la gente inganna altra gente, chiedendo denaro in cambio delle nostre cerimonie”.

Sono molti i Nativi Americani che supportano la necessità di proteggere il proprio patrimonio culturale, e anche se alcuni di essi temono l’isolamento culturale sono sempre più coloro che si alzano in piedi per ribadire che occorre fare qualcosa.

Charmaine White Face, Lakota Oglala:
”Perché la necessità di un proclama? Perché in più di 100 anni di assimilazione forzata (lavaggio del cervello) della gente Lakota, Dakota e Nakota, le nostre tradizioni di preghiera e di conduzione delle cerimonie sono state sconsacrate, contaminate, profanate, usate impropriamente e abusate…Quando ero molto più giovane, ho sentito anziani parlare di un tempo quando non-indiani venivano dal popolo indigeno dicendo “Vi insegneremo come pregare” . E ricordo la tristezza nelle loro voci quando continuavano dicendo “Essi hanno preso tutto e ora vogliono il nostro modo di pregare\”…Arvol Looking Horse ha richiesto un ritorno alle vecchie tradizioni Lakota, Dakota e Nakota relativamente al rispetto per la Pipa e le cerimonie. Non è chiedere tanto. Sarà doloroso. Ma da quando un Lakota, un Dakota o un Nakota non ha da affrontare il dolore? Richiederà grande sforzo da parte di molte persone. Dopo tutto, è stato grande sforzo di molta gente operare la profanazione che ci ha condotto a questo punto. Guardate sotto un altro punto di vista solo un aspetto: quanti bambini sono morti nelle scuole perché hanno parlato la lingua Lakota? Ancora oggi, quanti adulti moriranno perché Arvol ha detto che solo la gente Lakota in grado di parlare la lingua può partecipare ad una capanna di sudore? Nella Chiesa Cattolica, a quante donne è concesso condurre la Messa? Nelle sinagoghe ebree, a quanti non ebrei è permesso di cantare e recitare le preghiere in sinagoga?
Solo perché apparteniamo al popolo Lakota, Dakota e Nakota, vuol dire che non deve esserci rispetto per le nostre cerimonie? Solo perché apparteniamo al popolo Lakota, Dakota e Nakota, significa che la persona scelta dal Creatore per avere cura del nostro Sacro Sentiero non può dirci quello che abbiamo bisogno di fare? Non crediamo alla Guida Spirituale che ci è stata inviata? Dov’è il rispetto?
In questi tempi di tumulto nel mondo è tempo che il rispetto ritorni alla Pipa e ai nostri Sacri Sentieri di vita. Il proclama di Arvol ha causato dolore, ma la cosa più importante è che sta causando profonda opinione, preghiera e meditazione.
Solo del buono può venire fuori da questo. Solo del buono può venire fuori avendo rispetto per il Sacro Sentiero.

Richard L. Allen, Cherokee Nation of Oklahoma:
”…La Nazione Cherokee è oppressa da questi ciarlatani che fraudolentemente asseriscono di essere sciamani, guide spirituali o discendenti di una principessa Cherokee. Tali individui fanno tali affermazioni senza aver mai vissuto in una Comunità Cherokee… Gli uomini medicina e guide spirituali Cherokee sono noti ai Cherokee, e non praticano la medicina per un compenso, né vendono lezioni “sciamaniche” a nessuno. Non pubblicizzano i loro servigi attraverso alcuna forma di media e certamente non su internet. I tradizionali guaritori e guide spirituali Cherokee forniscono i loro servigi ai Cherokee… La medicina e le pratiche spirituali Cherokee non includono tarocchi, lettura della mano, letture psichiche o cerimonie sweat-lodge…Si potrebbe supporre che chiunque asserisca di essere uno “sciamano, guaritore, o portatori di pipa” Cherokee sia equivalente a un moderno day medicine show e venditore di olio di serpente”. Ken Bordeaux, Sicangu Lakota, afferma:
\”è un genocidio culturale — questi \”Wannabes\” (nota: termine con cui i Nativi Americani definiscono chi scimmiotta le loro usanze e i loro costumi) stanno prendendo le nostre cerimonie sacre e stanno rendendo la nostra spiritualità una farsa. \”

Dice Kurt Johnson, Dakota Sioux della tribù Spirit Lake:
“Stanno uccidendo la nostra cultura – stanno uccidendo la nostra Pipa. Se proteggiamo la nostra Pipa e la nostra cultura, allora alla nostra riserva accadranno cose buone, ma questo non accadrà mentre permettiamo che vengano abusate…”

Nancy Thomas:
“Molto è stato fatto per sviluppare la comprensione tra culture. In gran parte ciò è stato fatto da non indiani che si sono semplicemente presi la briga di avvicinare queste realtà. Gli “uomini di plastica” (nota: uomini di Medicina di Plastica, così vengono chiamati tra gli Indiani i falsi sciamani) stanno rapidamente distruggendo gran parte di questo lavoro, per mero guadagno personale. Ciò non soltanto danneggia la comprensione reciproca, ma bisogna dire anche che molta gente innocente è stata sfruttata sia economicamente che spiritualmente. Quest’ultimo è, a mio avviso, il problema principale. Molte delle persone ingannate sono già un po’ deluse, stanno solo cercando una verità e quindi sono molto vulnerabili. Non è facile per loro accettare la realtà dopo che sono state condotte lungo un sentiero di menzogne.”

Scrive Tim Giago, Lakota Journal:
”..Sembra che la spiritualità di troppe Nazioni Indiane stia venendo diluita dalla pubblicità che gli si fa intorno e dall’abuso che ne fanno i falsi Indiani della New Age. Di fatto, l’abuso della Sundance è cominciata tra gli stessi Sioux quando alcuni Lakota, auto nominatisi Uomini di Medicina, aprirono la cerimonia agli estranei e iniziarono ad accettare denaro da persone che volevano prendervi parte… Ho sentito che un pubblico composto di non Indiani a volte applaude alla fine di una preghiera. “Magnifico spettacolo vecchio!”. E questo è proprio ciò che diventa a volte: solo uno spettacolo per un’audience che vuole avere “un’esperienza Indiana”…Una vera Sundance è un avvenimento privato per soli membri della tribù. Chi non è Indiano o non appartiene alla tribù non può assistervi. La spiritualità degli Indiani d’America ha bisogno nuovamente di essere portata in un luogo segreto. Non ci devono più essere queste riunioni con mentalità tipo “Indiani in Parata”. Affinché la spiritualità dei Lakota, Hopi, Pueblo, Blackfeet, Crow, Navajo, Inupiat o di qualunque altra Nazione Indiana dell’emisfero Nord conservi il suo significato, deve essere portata via dalle mani di coloro che se ne appropriano, ne abusano e la rendono una buffonata. La spiritualità degli Indiani d’America non può essere comprata o venduta come merce. Non è qualcosa da sventolare come una bandiera solo quando se ne sente il bisogno. Né può essere scopiazzata da imitatori. E’ un qualcosa di profondo, misterioso, sensuale e impercettibile. E’ tutto ciò che ci rimane e non può essere distribuita in giro o portata via dalla tribù. Una volta che la nostra spiritualità se ne sarà andata, non esisteremo più come popolo.”

Russell Means (Lakota)
\”Questo processo ha in ultima analisi lo scopo di soppiantare gli Indiani, anche nel campo delle loro tradizioni e della loro spiritualità. Alla fine i non Indiani avranno completamente nelle loro mani il potere di definire che cosa e\’ Indiano e che cosa non lo è, e gli Indiani stessi si dovranno uniformare. Quando ciò accadrà, scompariranno le ultime vestigia di una vera società Indiana e di reali diritti Indiani. I non Indiani saranno i \”proprietari\” della nostra eredità culturale e delle nostre idee, nello stesso modo in cui si considerano già adesso i proprietari della nostra terra e delle nostre risorse.\”

Wendy Rose (Hopi)
”La spiritualità dei Nativi Americani e\’ diventata una moda per molti non Indiani New Age e l\’ingenuità\’ di queste persone viene sfruttata al massimo da finte persone di medicina, per la costernazione degli anziani tradizionalisti. Praticare la spiritualità dei Nativi Americani fuori dal contesto della loro cultura significa minare l\’integrità\’ di entrambe. Molte di queste persone sono dei veri Indiani che diffondono falsi rituali per profitto. Altri sono uomini e donne bianche che pretendono di essere Indiani. La maggior parte di loro hanno cambiato i loro nomi in nomi Indiani per darsi una patina di autenticità. Per accertare la legittimità di quello che fanno queste persone, e\’ sufficiente verificare se vanno ad eseguire gli stessi rituali nelle comunità di Nativi Americani a cui rivendicano l\’appartenenza.”

Betty Cooper (Blackfeet)
\”Ci sono alcune cose ovviamente sconsigliabili per coloro che sono interessati alle tradizioni e alle cerimonie Indiane. Una di queste cose e\’ la ricerca semplicistica di una visione. Alcuni di noi aspettano la propria visione per tutta la vita, e questi tipi hanno visioni con cadenza settimanale.\”

Avis Little Eagle (Lakota)
\”Vogliono essere Indiani senza il riconoscimento delle comunità Indiane. Se lo fossero veramente, dovrebbero ascoltare quelli di noi che dicono loro di smetterla di portare in giro pipe sacre…e di appropriarsi delle nostre pratiche spirituali. Questi New Agers vedono gli Indiani come guru romanticizzati che esistono solo per soddisfare le loro esigenze consumistiche…Essi banalizzano le pratiche dei Nativi Americani cosìcché queste pratiche perdono la loro forza spirituale…La loro esigenza di tiepido e confuso misticismo diventa più importante della nostra necessità di sopravvivere.\”

Vine Deloria, Jr. (Lakota)
\”Queste persone non hanno niente da dire sulla materia della quale pretendono di essere esperti. Per i bianchi, essi sono dei \”messaggeri\”, ma di chi? Non certo degli Indiani. Io sono un messaggero e non mi faccio pagare per le mie cerimonie.\”

Capo Oren Lyons (Onondaga)
”I nostri anziani maestri tradizionali desiderano condividere la bellezza delle culture Native, la tradizione Nativa. Ma l\’appropriazione non e\’ condivisione. L\’appropriazione sfrutta e commercializza le culture Native, e fa\’ del male a persone innocenti.\”

Lenore Keeshig-Tobias (Ojibwe)
\”Ogni tribù ha dei percorsi unici e solo i membri di quella tribù possono comprendere pienamente questi percorsi…ogni tribù ha le proprie cerimonie sacre, le proprie canzoni, le proprie danze e le proprie preghiere, e tutte queste cose formano i loro percorsi religiosi tribali. Questi elementi derivano, per ogni tribù, dalla storia, dalla scienza e dall\’ambiente propri di quella tribù, e da tutto ciò che costituisce le nostre diverse culture. Il fatto che io sono Ponca discende da oltre l0.000 anni di rimescolamento della vita, del sangue e della storia della mia tribù sulla terra Ponca. Ogni movimento ed ogni azione vengono benedetti da un significato tramandato da generazioni di antenati e custodito nella nostra memoria tribale.
Dico queste cose perché desidero mettere in guardia la gente su qualcosa di negativo che sta accadendo alle tradizioni. In tutta la terra Indiana, in ogni città e stato, i bianchi stanno commercializzando le cerimonie Lakota. Le nostre vie non possono essere comprate e vendute come bibbie. Non c\’e\’ conoscenza, ne\’ scienza, ne\’ lingua, ne\’ cultura in questa patetica derisione delle tradizioni”.

Potremmo continuare con molte altre testimonianze dirette di come I Nativi considerino urgente porre fine a questi abusi, ma vorrei riportarvi le parole di Carter Camp, membro A.I.M. (American Indian Movement) e noto per aver preso parte all’occupazione di Wounded Knee nel 1973, occupazione che segnò la rinascita dell’Identità e della Sovranità delle Nazioni Indiane:

”..Un abile indiano può guadagnare molto denaro fornendo ai bianchi il peyote, mettendoli in una capanna del sudore o lasciandoli aspirare da una pipa e agitarla intorno… può declamare alcune verità indiane, cantare alcune canzoni indiane e conoscere parti di alcune cerimonie. Essi hanno il denaro, si procurano genuini articoli religiosi indiani e sono rapidi nell’adattarsi alle nuove mode come i cristalli, il channeling e la vecchia e sempre disponibile astrologia. Ma, alla fine, non hanno importanza le loro parole, non hanno importanza i loro strumenti, e non ha importanza la loro sincerità, ciò che fanno è solo una pietosa imitazione delle nostre antiche usanze. Senza l’alveare, le api non sopravvivono e perduto il formicaio la formica da sola muore… non sono in grado di dare vita a una nuova tribù di formiche partendo da formiche smarrite di tanti colori. Le usanze della medicina indiana e le nostre cerimonie devono far parte dell’alveare che è la TRIBU’ e non possono essere separate e vendute come bibbie…
…Ovunque il popolo indiano dimenticherà l’antico cerchio della tribù del loro sangue e della loro storia e cercherà di imitare le usanze degli invasori, esso perderà la proprie usanze rosse e le vedrà divenire pallidi riflessi dei nostri antichi sogni. La gente volterà loro le spalle e loro moriranno, o si convertiranno alle chiese comandate dai bianchi.Non date la mia parola per scontata, andate a vedere una di queste cosiddette Danze del Sole dove l’uomo bianco è ora la maggioranza. Troverete ben pochi giovani Lakota danzare o partecipare. Dove, durante la grande rinascita dei primi anni ’70 quasi tutti i danzatori erano giovani uomini sulla ventina, ora si vede una distesa di bianchi dai capelli grigi che vivono le loro fantasie indiane mentre i nostri giovani uomini e le nostre giovani donne voltano le spalle. Vedrete danzatori che mangiano e bevono acqua, perché i loro vecchi corpi da una volta all’anno non sarebbero in grado di eseguire una Danza del Sole nell’antico modo, così la loro guida deve compiere “aggiustamenti” per loro. Vedrete schermi totali chimici splendere sui danzatori rossi di barbabietola! Vedrete parecchie centinaia di piccoli danzatori per profitto sparpagliati nelle varie riserve con grandi case a motore da centinaia di migliaia di dollari in cerchio come carri di pionieri, e campi organizzati secondo il paese europeo di provenienza… Italiani là, Francesi qui, Tedeschi laggiù, Giapponesi qui. Ma non vedrete il cerchio di una tribù radunato per prendersi cura del proprio futuro nell’antica maniera. Non vedrete le migliaia di cose che succedono in una tribù, in una famiglia e in un clan nell’anno precedente una festa del sole perché la Sundance New Age dura quattro giorni, come una riunione in chiesa. Non vedrete le vecchie cerimonie che facevano parte di una Danza del Sole perché esse avvengono durante diversi momenti dell’anno, così anch’esse sono state gettate via, dopo tutto i voli per l’Europa non possono aspettare. E visto che i lavori dei bianchi hanno la precedenza, dimentichiamoci di quello che dice la luna, Danza del sole durante i fine settimana. Le parti principali, il cuore della cerimonia deve essere tagliato per adattarsi alle vite dei bianchi così tutto ciò che rimane è una polaroid di quello che una Danza del Sole dovrebbe essere, un’immagine allo specchio della nostra realtà una volta straordinaria.
Ora riuscite a comprendere perché i Capi delle Nazioni hanno sentito che dovevano parlare? Hanno visto le loro usanze sacre travisate come una religione mondiale e trasformate in qualcosa di non indiano. Hanno visto la loro stessa gente, e soprattutto i loro giovani, rifiutare le confuse imitazioni delle cerimonie e hanno visto i bianchi prenderne il controllo in molti posti. Nella più tradizionale delle usanze essi si sono riuniti parecchie volte, hanno fumato e pregato e discusso le loro conclusioni e alla fine hanno raggiunto un accordo e incaricato un uomo onorato di parlarne alla loro gente. Forse hanno scelto il custode Lakota della Pipa perché è sua la cerimonia e la tribù che viene maggiormente abusata dall’uomo bianco, non lo so, ma egli ha raccolto le loro parole e le ha date alla gente. Alcuni hanno reagito come serpenti calpestati e hanno cercato di mordere chiunque intorno a loro, essi sono amareggiati nella loro incomprensione perché ritengono che le nostre usanze siano una religione e di essere indiani facendo un rituale tribale. Confondono i nostri rituali tribali con la nostra filosofia naturale per cui esiste una interrelazione dei cicli di vita sulla nostra vivente Madre terra. Essi non riescono a capire che la nostra filosofia è aperta a tutti ma i nostri rituali sono specifici delle tribù e sono significativi solo per la tribù cui apparteneva la visione, l’uomo bianco può solo distruggerli e impedire alla cerimonia di aiutare la tribù alla quale venne donata, ricordate; solo un Ponca può essere un Ponca e solo un Lakota può essere un Lakota
.
E’ di poco conforto guardare indietro di solo trent’anni e vedere che l’avvertimento che ho dato alla mia gente (a una grande adunata di tradizionali di molte Tribù dopo Wounded Knee) ha prodotto un frutto così amaro. In breve, ho ammonito che dobbiamo stare in guardia per non diventare una minoranza nei nostri stessi cerchi tribali. In alcuni posti ciò si è già avverato e ha spaccato e diviso la gente tradizionale in modi inauditi. In questi ultimi trenta anni ho visto una marea bianca (in apparenza inesorabilmente) impadronirsi a poco a poco del rosso sentiero dei miei antenati. L’avvertimento è ancora valido. Ascoltate i vostri Capi miei parenti, sosteneteli e ascoltate cosa dicono. Salvate le vostre usanze prima che sia troppo tardi.

Salviamo le loro usanze e Tradizioni, è questo l’appello che faccio a tutti voi, cari lettori, accogliendo le parole di Carter Camp, lasciamo in pace i nostri fratelli Nativo Americani e uniamoci al loro fianco per proteggere e salvaguardare le loro Sacre tradizioni, deponiamo le nostre ambizioni di “diventare Indiani” e riflettiamo su quanto essi affermano. Fino a che qualcuno di voi chiederà di partecipare ad una Sun Dance, di fare una Capanna Sudatoria, di avere un nome indiano ci saranno sempre approfittatori pronti a sbucare fuori per soddisfare le vostre richieste dietro compenso, ma saranno sempre e solo soddisfazioni illusorie, la Spiritualità degli Indiani d’America non può essere comprata né insegnata in un week-end. E, fino a che continuerete a chiedere questo, una parte del Patrimonio Culturale degli indiani d’America morirà, giorno per giorno, cerimonia per cerimonia. Quando si sposta una cerimonia spirituale indiana dal suo naturale e legittimo contesto, e cioè la comunità tribale, a quello New Age, lo scopo viene falsato, non è più un mezzo messo a disposizione di tutta la comunità nell’interesse di essa ma diviene un mezzo per la “guarigione e la crescita spirituale” del singolo individuo, per guarire i suoi mali e i suoi disagi. Così ecco che si rende più appetibile la sua pratica, accogliendo a man bassa tutti coloro che ne vengono ingenuamente attratti. Poco importa se poi vi si mescola il Tantra, il Reiki o le camminate sui carboni ardenti, tutto serve al risultato finale, l’illusorio benessere (e inganno) di chi vi partecipa e il profitto che se ne ricava, mascherato magari dalla necessità di pagare le spese. Non pensate che questo non vi riguardi, che il vostro “maestro” non appartenga a questa cricca, che si muova in giro per l’Europa solo mosso dalla sua “visione” di condivisione. Voi sapete che non è così, lo sapete da oggi, leggendo questo articolo, e potete fare solo due cose: prenderne atto, con grande Rispetto, o ignorare tutto, io spero che così non consideriate quest’ultima ipotesi.

Concludo con un estratto di un articolo pubblicato su Akwesasne Notes, una rivista molto nota tra i Nativi, in cui si legge:

”..La nostra ricerca ha mostrato, che ci sono due miti molto popolari nei circoli dei Plastic Medicine men
(nota: uomini di Medicina di Plastica, così vengono chiamati tra gli Indiani i falsi sciamani) negli Stati Uniti ed in Europa. Questi miti denominati \”saggezza spirituale\” non sono altro che ideologie create da alcuni plastic-medicine men per giustificare i loro movimenti commerciali, che sono in contrasto la tradizione del circolo degli Anziani.
I miti sono:
MITO 1: Molti allievi dei plastic-medicine men credono di essere degli \”indiani reincarnati\”.
MITO 2: Molto comune è la cosiddetta \”profezia Indiana\”, che obbliga gli Indiani sin dal 1981 a condividere la loro misteriosa saggezza con la gente bianca. Di conseguenza nella coscienza della gente questi plastic-medicine men sono considerati \”buoni\”, perché condividono la misteriosa \”saggezza Indiana\”. Gli Indiani tradizionali invece sono \”cattivi\” o hanno un \”odio razziale\”, perché non fanno condivisione. (Questo è ancora un mito stupido e non informato).

APPROFONDIMENTI:

Potete approfondire la questione, leggere molti altri documenti sul sito:
www.nativiamericani.it

Visita anche il forum di promiseland.it dedicato al Rispetto per gli Indiani d\’America.


Inserito da: Marcello Paolocci ([email protected])


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