Se Niente Importa perchè mangiamo gli animali?
Jonathan Safran Foer, da piccolo, trascorreva il sabato e la domenica con sua nonna. Quando arrivava, lei lo sollevava per aria stringendolo in un forte abbraccio, e lo stesso faceva quando andava via. Ma non era solo affetto, il suo: dietro c’era la preoccupazione costante di sapere che il nipote avesse mangiato a sufficienza.
La preoccupazione di chi è quasi morto di fame durante la guerra, ma è stato capace di rifiutare della carne di maiale che l’avrebbe tenuto in vita, perché non era cibo kosher, perché «se niente importa, non c’è niente da salvare». Il cibo per lei non è solo cibo, è «terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore».

Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire suo figlio non è come nutrire se stesso, è più importante. Questo libro è il frutto di un’indagine durata quasi tre anni che l’ha portato negli allevamenti intensivi, visitati anche nel cuore della notte, che l’ha spinto a raccontare le violenze sugli animali e i venefici trattamenti a base di farmaci che devono subire, a descrivere come vengono uccisi per diventare il nostro cibo quotidiano.
“Gli orrori quotidiani dell’allevamento intensivo sono raccontati in modo così vivido… che chiunque, dopo aver letto il libro di Foer, continuasse a consumare i prodotti industriali dovrebbe essere senza cuore o senza raziocinio.”
J.M. Coetzee
“L’appello di Foer per un vegetarianismo di tipo etico è molto coinvolgente… Una solida e sconfortante indagine, con una forza di persuasione che scuoterà tutti coloro che mangiano carne.”
Kirkus Reviews
“È antropomorfismo provare a immaginarsi dentro la gabbia di un animale d’allevamento? E antropodiniego non farlo?
Una gabbia per galline ovaiole concede in genere a ogni animale una superficie all’incirca di quattro decimetri quadrati: uno spazio grande poco meno di un foglio A4. Le gabbie sono accatastate in pile da tre a nove — il Giappone detiene il record d’altezza per le gabbie di batteria, con pile di diciotto gabbie — in capannoni privi di finestre.
Entra mentalmente in un ascensore affollato, un ascensore così affollato che non riesci a girarti senza sbattere (esasperandolo) contro il tuo vicino. Un ascensore così affollato che spesso rimani sollevato a mezz’aria. Il che è una specie di benedizione, perché il pavimento inclinato è fatto di fil di ferro che ti sega i piedi. Dopo un po’ quelli che stanno nell’ascensore perderanno la capacità di lavorare nell’interesse del gruppo. Alcuni diventeranno violenti, altri impazziranno. Qualcuno, privato di cibo e speranza, si volgerà al cannibalismo.
Non c’è tregua, non c’è sollievo. Non arriverà nessun addetto a riparare l’ascensore. Le porte si apriranno una sola volta, al termine della tua vita, per portarti nell’unico posto peggiore…”
(foto di mmahaffie su Flicrk)

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Steffyna
dice:Ho letto il libro la scorsa primavera: è bellissimo, toccante, incisivo ma anche “democratico”. Voglio credere che sia davvero impossibile leggerlo e poi fare finta di nulla…
Mimì
dice:Anch’io l’ho letto qualche tempo fa, ed è qualcosa che ti lascia dentro delle forti sensazioni ed emozioni. Come dice Steffyna non si può far finta di nulla dopo averlo letto!!! Anzi consiglio di leggerlo e poi consiglio di guardarsi un pò dentro e fuori e compiere la propria scelta, senza nessuna paura!!! 🙂
Mo'
dice:L’ho letto e diffuso dopo la sua uscita.
Mi trovo d’accordo sull’effetto divulgazione, ovvero: se lo si legge viene spontaneo chiedere ad altri di leggerlo perchè si vorrebbe condividere il contenuto e lo stile inconfondibile di Foer e ancora perchè è democratico (non so se è lo stesso significato che ha espresso Steffyna) a tal punto che entusiasma leggerlo e sapere che al mondo esistono persone così capaci di trasmettere conoscenza in forma così pluralista!!!
clara
dice:MI dispiace, non riusciro’ mai a leggere il libro, ma non ho certo bisogno di
leggerlo per convincermi.Per me e’ vivere in un mondo dove i campi
di sterminio e tutte le altre atrocita’ sono legali e a volte mi sembra un brutto sogno.Sono certa che finira’ tutto questo, ma io non lo vedro’, purtroppo.
Sono alla soglia dei 60 anni….
Quelli che mi fanno piu’ rabbia sono i miei amici carnivori che vanno in brodo di giuggiole per un cagnolino e divorano chili di bresaola…..
Daria Mazzali
dice:Ciao Clara,
sarebbe utile farlo leggere agli amici onnivori che appunto citavi….
penso sia un gran bel libro da regalare loro.. 😉
Clara
dice:E’ una buona idea: come posso averne due copie?
Barbara Primo
dice:Vai su Macrolibrarsi e ordinalo 🙂
E’ un sito ben organizzato: la settimana scorsa non avevano un libro che volevo, mi sono messa in lista d’attesa e dopo qualche giorno mi hanno avvisata per e-mail della disponibilità! 🙂
Buona e consapevole lettura!
clara
dice:grazie – buona giornata
Luz
dice:Bellissimo libro! l’ho fatto leggere al mio fidanzato onnivoro, ma purtroppo non mi ha aiutato a convincerlo. Però prima o poi, come la goccia cinese, riuscirò nel mio intento! 😉
valeria
dice:impossibile non modificare le proprie abitudini dpo averlo letto. Impossibile non essere stimolati a compiere un indagine su ciò che accade anche in italia per ciò che mettiamo in bocca. Impossibile non provare pietà per i poveri animali e disgusto per l’uomo.
Luz
dice:Infatti… ti do pienamente ragione, è talmente lapalissiano e inconfutabile… pero’, tant’e’, c’e’ chi non resiste alla voglia di nutrirsi di cadaveri che hanno sofferto le pene dell’inferno in vita. Io sono vegana da 2 anni e lo sono diventata dal minuto successivo al momento in cui sono venuta a conoscenza delle metodologie usate dall’industria della morte. E’ stato immediato e consecutivo. Lo so che siamo tutti diversi gli uni dagli altri, tuttavia non riesco a capire come, pur essendo consapevoli di tutto quello che succede, le persone riescano ancora a nutrirsi di prodotti di origine animale…
Barbara Primo
dice:Pigrizia mentale? Menefreghismo? Non continuo perché potrei diventare offensiva e non credo sia né educato né giusto infierire contro delle persone che, purtroppo, non hanno ancora la consapevolezza di quello che fanno. Dico questo senza ironia, ma con tanta tristezza…
Luz
dice:Già… e tra queste persone c’è il mio moroso, mia madre (che fa un sacco di pietanze vegan ma si tappa le orecchie quando le racconto cosa succede), miei amici e conoscenti… Tante persone che stimo perché buone, generose e intelligenti, ma chissà perché non vogliono capire, si infastidiscono di fronte alla verità.
Cercasi fidanzato vegan!!!! scherzo…. 😉
ballerinavegana
dice:anch’io ho letto il libro..ed è molto toccante pensare che tanti animali vengono trattati cosi male..ogni volta ke leggevo anche una sola pagina mi rattristavo per quasi tutta la giornata..poveri..
Jack
dice:Ciao Ragazze! Chissà perchè poi qui trovo solo ragazze…. In risposta a tutti coloro che hanno amici che non ne vogliono sapere, io suggerisco di fargli vedere (e vedetelo anche voi) il film: Food inc. Non è direttamente a favore del vegetarianesimo, ma mostra l’industrializzazione della catena del cibo in generale, a partire dalla tenera insalatina che trovi al supermercato, passando per il biscotto “fatto come la mia nonna” . Come dici tu Steffyna, nessuno può rimanere indifferente dopo averlo visto. Niente di scioccante, ma ti apre gli occhi su come realmente funziona la GDO.
Un bacio a tutte dal vecchio Jack!
P.s: anch’io cerco morosa vegana, ma non scherzo però! ;-))
Barbara Primo
dice:Per sicurezza i biscotti é meglio farseli… così come molte altre cose… purtroppo la morosa non credo si riesca con il forno di casa
Cercherò il film perché non lo conosco e mi interessa il genere. Grazie Jack. Questo libro so già che non avrò il coraggio di leggerlo, ho visto molti video, e oramai che sono a conoscenza delle cose non mi auto-infliggo sofferenza, non ho più bisogno di conferme della terribile realtà, ma sono sicura che per molti sarà molto utile.
Akentos
dice:Quoto ogni parola ed anche io passo sul libro. Comunque molti onnivori ( nelle cui fala sono stata fino a poco tempo fa 🙁 ), non vogliono vedere e sapere e non leggeranno questo libro e neanche altri perchè è una “seccatura” vedere certe immagini.
Setto questo vi offro un tè, virtuale e vi auguro una buona serata 🙂
Laura Mignone
dice:Devo dire che questo libro non è eccessivamente crudo. Per fare il paragone, ho pianto leggendo “La dieta skinny bitch”, che sembrerebbe un libro molto leggero, ma contiene una parte veramente per stomaci forti; al contrario, il libro di Foer l’ho retto meglio. Qualche tempo fa, per rispondere a Jack, ho visto “Fast food nation” e pure quello è un film da far vedere, perché apre la mente anche sul tema degli immigrati clandestini, che finiscono a fare lavori che nessuno pensa esistano – perché la fettina nasce nella vaschetta di polistirolo, vero? – come macellare e sezionare i nostri fratellini.
Bravo Jack, cercati una fidanzata vegana, risparmi un sacco di grattacapi! 😉
Akentos
dice:Mi scuso per l’errore, volevo scrivere Detto, ho un problema con il cursore del pc, ed ho inviato mentre inavvertitamente 🙁
Jack
dice:Hai ragione Laura, anche Fast Food Nation è da vedere. Anzi, DA FAR VEDERE! A noi non ha più senso, certe cose le sappiamo già fin troppo bene. Vogliamo parlare di Earthlings? Quello sì che significa farsi male! Dopo i primi 15 minuti ho spento tutto perchè avevo gli occhi pieni di lacrime, ed una rabbia incontenibile, di quelle che vorresti spaccare tutto, perchè non riesci a concepire che l’essere umano sia capace di certe atrocità! Che tristezza infinita…. Come puoi avere ancora fiducia nel genere umano, dopo aver saputo di certe cose. E se vengono fatte sugli animali, il passo è facile per farle anche sugli umani. Ricordate la scena di Matrix, dove l’agente Smith parla a Morpheus legato sulla sedia, e gli dice: “Voi siete il cancro di questo pianeta e non vedo l’ora di andarmene!” Meditate gente, meditate….
Il vecchio Jack