
A seguito dell’ultimo incidente avvenuto all’Isola La Réunion (Francia), in cui era rimasto ucciso un turista di 36 anni di nome Thierry Robert, il sindaco di Saint-Leu aveva emesso un decreto legge che chiedeva la cattura degli squali nelle acque della sua città, classificate come Riserva Marina Nazionale.
Tale decreto offriva, inoltre, l’opzione di acquisto, a spese dei contribuenti, dei primi 40 squali catturati dai pescatori locali che volontariamente si fossero attivati, al prezzo di 7 Euro al kg, per un totale di quasi 2.000 Euro per uno squalo di 300 chili.
Sea Shepherd ha collaborato con Aspas e Longitude 181 su questo caso, per portare il sindaco in tribunale e non sorprende che la Corte abbia oggi invalidato il decreto. Il giudice ha, inoltre, sottolineato l’incompetenza del vicesindaco di Saint-Leu a porre deroghe al regime di protezione della Riserva e ha definito il decreto come “un provvedimento inadeguato e sproporzionato”. Non vi è, infatti, alcuna prova che esista una popolazione stanziale di squali toro nella zona di Saint Leu, né che l’uccisione di alcune decine di esemplari possa in alcun modo ridurre il rischio di incidenti tra i surfisti. Il Sig. T. Robert era ben consapevole della illegalità della sua autorizzazione, dato che questo non era nemmeno il suo primo tentativo del genere. Con questo decreto non ha comunque esitato ad incoraggiare i pescatori a violare le leggi della Repubblica e ad esporli al rischio di azioni giudiziarie nei loro confronti.

Il vicesindaco di Saint-Leu si è ormai abituato ad emettere provvedimenti illegali e non sembra affatto interessato a prendere misure efficaci, che rientrino totalmente all’interno della sua giurisdizione. Ad esempio per quanto riguarda il miglioramento del trattamento delle acque reflue della città, che è noto attirino gli squali vicino alle zone frequentate dai surfisti. Il Sig. T. Robert è in gran parte responsabile della situazione attorno alla città e, allo stesso tempo, sta cercando di trarre vantaggi personali in modo disonesto dall’impatto sociale creato da questo problema, che potrebbe provocare ulteriori vittime, tra gli squali e tra i surfisti.
Invece di incitare al terrore e all’assunzione di comportamenti irrazionali, questo problema dovrebbe essere risolto con un atteggiamento di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, a partire da coloro che, con il pretesto della rappresentanza democratica, abusano dei propri poteri.
Le nostre Organizzazioni non smetteranno mai di fare appello alla ragione e di ricordare che c’è spazio per tutti coloro che amano il mare, al fianco degli squali, e che le leggi a protezione della Riserva Marina Nazionale vanno rispettate. Vogliamo rimanere una sorta di faro nell’opinione pubblica nazionale ed internazionale, mentre teniamo sotto osservazione il modo in cui la Francia ha intenzione di gestire il “problema degli squali”. Quello che sta accadendo adesso a La Réunion racchiude tutta la problematica della salvaguardia dei valori fondamentali della biodiversità e, quindi, della sopravvivenza a lungo termine della stessa umanità.
Per approfondimenti:
www.seashepherd.it
www.seashepherd.org.au
www.longitude181.org
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