Rossetto fai-da-te

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Riuscire a trovare un rossetto vegan può essere un’impresa. Anche se tra gli ingredienti non dovessero figurare lanolina o cera d’api (indicata con “beeswax” – cera alba) resta sempre l’incognita dei pigmenti. Tra le sostanze che danno colore ai cosmetici, che nella lista degli ingredienti seguono la dicitura “May contain: +/-“, ci può essere infatti […]


Riuscire a trovare un rossetto vegan può essere un’impresa. Anche se tra gli ingredienti non dovessero figurare lanolina o cera d’api (indicata con “beeswax” – cera alba) resta sempre l’incognita dei pigmenti. Tra le sostanze che danno colore ai cosmetici, che nella lista degli ingredienti seguono la dicitura “May contain: +/-“, ci può essere infatti il carminio (“Carmine”, C.I. 75470). Si tratta di un pigmento di colore rosso estratto da insetti essiccati di cocciniglia (nome scientifico: Dactylopius coccus). Sarebbe quindi un controsenso escludere dalla propria alimentazione gli animali e poi ingoiarli sotto forma di rossetto. Sì, perché a quanto si legge in una notizia riportata dall’Adnkronos, una donna mangia nella sua vita un chilo di rossetto (http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Ogni-donna-mangia-1-kg-di-rossetto-il-lipstick-si-fa-bio-e-commestibile_599054467.html), vale a dire il 70% di quello che si mette sulle labbra. E’ anche vero che fra le sostanze dalle quali si ottiene il colore rosso ci possono essere pigmenti minerali (vedi ossidi di ferro) o di sintesi (i cosiddetti “red” seguiti da un numero, ad esempio “6” lake, di dubbia sicurezza) ma per una consumatrice, per quanto attenta, può essere molto difficile capire cosa un rossetto contenga veramente. Evitare rossetti rossi poi non basta. Il carminio può essere presente anche in quelli rosa, fuchsia o viola (arduo stabilire se il colore sia dato da manganese oppure no).
Una donna vegan deve rinunciare quindi al rossetto? La risposta è no. Esistono certamente prodotti vegan, per lo più fatti all’estero – negli Usa sono diversi i brand 100% vegan – ma l’autoproduzione resta la soluzione migliore, semplice e immediata. Per avere un rossetto fai-da-te basta veramente poco. Quello che serve è innanzitutto una “base” solida e questa può essere il burro di karité puro che, come sappiamo, ha ottime proprietà idratanti. Per colorare il rossetto, invece, si può ricorrere a pigmenti minerali in polvere, puri o miscelati fra di loro (più facilmente reperibili in commercio). Bisogna comunque stare sempre attenti e leggere bene gli ingredienti del  trucco minerale perché a volte viene usato anche il carminio, pur non essendo di origine minerale. Altro accorgimento, sempre guardando la lista degli ingredienti -l’Inci – è che le polveri siano davvero minerali e non contengano petrolati o affini. (succede in prodotti di alcuni importanti marchi, non proprio cruelty free, della cosmesi). E ancora: rispettare sempre le indicazioni del produttore che commercializza i pigmenti minerali, visto che alcuni di essi non sono adatti ad essere messi sulle labbra (in genere vi è riportato l’acronimo “NLS”, cioè “Not lip safe”, non sicuro sulle labbra).
Detto ciò, il procedimento è semplicissimo: si prende una piccola quantità di burro di karité e la si posiziona sul palmo della mano. Si versa sopra a pioggia poco pigmento minerale, si mescola e poi si applica sulle labbra con i polpastrelli oppure con un pennello, per un risultato più professionale. Ovviamente il pennello per essere cruelty free deve avere setole sintetiche. Tra i materiali sintetici si può scegliere il taklon, morbido, igienico e sicuro. Bisogna diffidare invece dei pennelli dei quali non è riportato il materiale delle setole. Oltre alle fibre sintetiche, infatti, ci possono essere setole ricavate da pelo di animali: martora, capra o scoiattolo per citare alcuni esempi.
Per ottenere un rossetto fai-da-te si può anche fare così: passare sulle labbra un filo di burro di karitè, mescolare i pigmenti con una goccia d’acqua, stenderli seguendo lo stesso verso con un dito e rifinire con un altro velo di burro. Per un effetto più delicato, stendere i pigmenti minerali e poi il burro di karité. Vogliamo un gloss? Facile: basta sciogliere leggermente il burro di Karité, avvicinandone una piccola quantità a una fonte di calore, e mischiarlo con i pigmenti. Se poi si prende la mano, con un pennello piatto e sottile si può disegnare il contorno delle labbra, sostituendo così le matite.
Se invece ci piace un trucco acqua e sapone, il più naturale possibile, c’è anche un’altra soluzione, questa volta 100% vegetale.
Per creare un rossetto color carne leggermente rosato bastano il burro di karité e un pezzettino di barbietola rossa lessata. Si sminuzza finemente con un coltello la barbabietola e si amalgama bene con il burro di karité, finché il composto non assume un colore rosato. Si ripone tutto in una scatolina e la si conserva in frigo per qualche giorno.
Semplice, no? E vegan, senza nessuna rinucia.
Link su carminio:  http://www.think-differently-about-sheep.com/So%20you%20want%20to%20go%20veggie%20vegan.htm


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24 commenti su “Rossetto fai-da-te”

  • violetta

    dice:

    Grazie molto esauriente e semplice io usero la cera d’api. Però mi piacerebbe sapere dove comprare i pigmenti naturali adatti, per esempio anche nei negosi d’arte? dove vengono i colori puri per dipingere? (non credo)…

  • Andrada De Nadai

    dice:

    Di niente Violetta. Non ho la certezza che i pigmenti venduti nei negozi d’arte possano essere adatti. Ti posso consigliare di fare una ricerca sul web digitando “mineral make up” o in italiano “trucco minerale”. Troverai dove reperirli.

    • elena

      dice:

      ciao nn sono riuscita a reperire indirizzi dove comprare il colore…mi sai dare qualche info ?

  • Barbara Primo

    dice:

    Mi trucco raramente… non userò la cera d’api, perché come ricordavi tu non é vegan… ma ho il burro di karité! Quando compro le rape rosse in busta di plastica e le apro esce sempre un po’ di liquido se lo riservo dovrebbe andare bene per farci il rossetto no? 😉
    L’articolo é interessante, non avrei mai pensato di farmi il rossetto in casa!!! Viva l’autoproduzione! 🙂

  • Andrada De Nadai

    dice:

    Barbara: se le rape sono già cotte, suppongo che quelle in busta lo siano, tritane un pezzettino e amalgamalo al burro di karité. Il liquido penso che colori molto più superficialmente ma tentare non nuoce anzi 🙂

  • Mimì

    dice:

    Grazie Andrada per quest’informazione alquanto importante ed esauriente!!
    Anch’io come pizza, negli ultimi tempi, non mi trucco molto.. Preferisco restare naturale, il rossetto poi è una cosa che non ho mai usato. Ma il fai-da-te è un’azione che mi piace compiere giornalmente nelle mie cose e se dovessi decidere di prepararmi un buon rossetto veg, seguirò i tuoi consigli e il suggerimento di Barbara riguardo la rapa rossa 😛

  • violetta

    dice:

    E’ vero la cera d’api non è vegan, io non sono ancora vegan ma sono apicoltrice, non faccio apicoltrice intensiva, non faccio grosse produzioni, non capisco perchè non è vegan. Vi posso garantire che le api non vengono uccise per la produzione nè di miele, nè di cera, nè di polline e propoli. Io non produco papa reale (non la concepisco molto naturale) ma non ne volgio nemmeno produrre anche se non comporta neussuna uccisione. Le api hanno le loro scorte di miele e polline e non muoiono di fame, in più la cera che produco e così la proproli è veramente tanta, generalmente la cera viene presa dalla disopercolazione dei telaini che vanno smielati da cui appunto si produce il miele, a loro non viene per nulla sottratta. Non muoiono per stress perchè tutto si fa per ridurre il loro lavoro e aiutarle dato che producono anche per noi uomini, Si danno già telini precostruiti e loro li completano, si coimbentano le arnie per la temperatura, ora c’è un ritorno al sughero. Io non amazzo api regine per sotituirle, aspetto che lo facciano loro come vuole la natura…Credetemi trovo assurdo non considerarla vegan, sono naturalista e so quando un animale soffre e fa cose contro la sua natura, faccio l’autoproduzione non mi lavo con bagnoschiumi e schampoo del supermercato ma mi autoproduco quello che mi serve, ho l’orto e vivo abbastanza sobria dato che uso pocchissimo la macchina, ammazzare un animale ma cogliere un fiore inutilemnte peR rme è malessere e tristezza. Perciò sono sicura di quello che dico circa la cera. Usarla informandosi da chi poterla comprare, esistono piccoli apicoltori che non praticano tecniche che come uccidere la regina per sostituirla (esistono ancora nell’apicoltura metodi più naturali, anche perchè gli apiccultori sono più sensibili all’ambiente almeno i piccoli). I fuchi no nvengono ammazzati dall’uomo ma per natura una volta che hanno fecondato la regina muoiono equelli che rimangono a fine estate sono le femmine a farli fuori scacciandoli dall’arnia, è la natura loro non è una tecnica apistica o un comportamento anomalo dovuto all’allevamento…ma succede anche in natura se lasciate libere.

  • Ciao Violetta,
    la scelta Vegan è una scelta che coinvolge molte motivazione e la più radicata probabilmente è quella Etica che ci spinge ad escludere sia l’uccisione, che lo sfruttamente di altri esseri viventi e senzienti in ogni aspetto della nostra vita.
    Per alcuni aspetti è semplice capire che una cosa non è Vegan (basti pensare al mangiare la carne) per altri ci si può sempre più avvicinare ad una zona di confine dove è il caso per caso che andrebbe analizzato. I prodotti apiari sono certamente tra questi. Voglio però far notare che per quanta cura e amore puoi mettere nella produzione di miele, mai potrai garantire che qualche ape non venga schiacciata nell’estrazione, come pure va ricordato che si tratta comunque di sfruttare il lavoro delle api. E’ vero che puoi ridurre al minimo tale impatto e questo ti fa sicuramente onore, ma lo stesso concetto potrebbe essere applicato a qualsiasi cosa. Diverse volte ho parlato con chi affermava di fornisri di lana da chi tosava manualmente e con amorele proprie pecore… Non credo molto a questi racconti fiabeschi, ma ad ogni modo anche se fosse, probabilmente in quel caso avrebbero fatto un’opera sensata, ma la lana di per sè rimane comunque un prodotto sicuramente non Vegan.
    E’ un pò come dire che nutrirsi di carcasse di animali morti di vecchiaia sia Vegan. No, non lo è anche se non si è provocata la morte di quell’animale.
    La scelta Vegan include l’allontanarsi proprio dall’idea di sfruttamento in generale di altri esseri viventi e sensienti.
    Detto questo, se tu hai tante api, gli vuoi bene e cerchi di trovare il miglior equilibrio per farle stare bene, non puoi che avere tutta la mia stima, ma il tuo miele non lo userò mai, non ha alcuna utilità cosmetica o nutrizionale che non possa essere ottenuta da altre fonti e quindi da Vegan decido di non partecipare inutilmente allo sfruttamento di queste api che certamente non hanno bisogno del “saccheggio”.
    Un abbraccio.
    🙂

  • Barbara Primo

    dice:

    Grazie Violetta per questa bella spiegazione su come allevi le tue apine… purtroppo io vivo in centro a Parigi… e, a meno di andare sui tetti dell’Opéra Garnier, la vedo difficile per me trovare un allevatore coscienzioso qui… per lo stesso motivo non compro più candele di qualità e… insomma cerco di fare il possibile per stare attenta. Soprattutto dopo aver visto un documentario su come, negli USA, allevano e spostano milioni di api per affittarle ai proprietari di frutteti da impollinare, seguendo le stagioni della fioritura… Credo che ognuno debba fare secondo coscienza, non si finisce mai di imparare ed evolvere… 🙂

  • Annalisa Ruffo

    dice:

    Ciao Violetta, il tuo modo di trattare le api è lodevole, ma molto raro….
    Il fatto comunque che tu ti deva proteggere e coprire per prelevare il miele, (altrimenti saresti punta, causando con questo la morte delle api) è indice, credo, di un disturbo che tu arrechi loro, e che il loro miele di certo non è prodotto anche per noi uomini.

  • violetta

    dice:

    ciao a tutti, rispondo a Sauro Martella,
    stavo riflettendo prorpio del fatto che forse la cera non è vegan e così il miele perchè ammettono l’allevamento che non è concetto vegan. Tu ora mi hai dato la risposta eti ringrazio. Hai ragione al riguardo di altri allevamenti, dove l’obbiettivo eè produrre per vendere carne ed hai ragione al riguardo della lana che non è tosata per il bene della pecora ma perchè serve all’uomo. In Natura alla pecora serve la lana sia per proteggersi dal freddo che dal clado, come è bagliato tosare e accorciare il pelo ali cani. Al riguardo delle api io penso che e credo che allora no nsi dovrebbero tenere cani gatti in casa perchè dovrebbero vivere liberi tra loro e cacciare, dato che essi hanno comportamenti non naturali e anormali vivendo con l’uomo e spesso mi chiedo se sono felici o cercano di adattarsi ad una vita che vorrebbero diversa. Al riguardo all’uccisone delleapi durante la visita da parte mia o di un altro apicoltore, può capitare, ma nello stesso modo che capita camminando in campagna e non ti accorgi che c’è un mondo animale piccolo fatto di formichine e altri insetti che non ti accorgi e ti capita di calpestare ( puer stando attenti). Io d aparte mia so e conosco metodi pe revitare lo schiacciamento delle api durante l’apertura proprio per evitare questo e così spostare i telini senza recar edannopena l’aggressività delle api. Uno dei motivi per cui si usa l’affumicatore con foglie di pino secche o corteccia efoglie di eucaliptus serve proprio pe rquesto. Chi di certo applica altri metodi più drastici avrà molte punture, api sempre arrabbiate e non è un vero apicoltore ( ecco dov’è l’informazione). Io in ogni caso mi batto pe rmigliorare e evitare che qualche mio collega faccia danni, anzi alcuni vengono proprio “isolati” e distanziati proprio pe rcerte pratiche e tecniche non consoni. E’ molto difficile esser vegan, credo prorpio pe ruttti talvolta non siamo consapevoli ma è totalmente impossibile non ammazzare niente e nessuno, io non uso insetticidi e ne repellenti e le zanzare cerco di non ammazzarle ma permettimi che senza voleervo ad esempio solo girandomi nel letto qualcuna ne ammazzo, così nell’esempio della camminata, io non credo che esista qualcuno che riesca a camminare senza calpestare niente, nememno ilpiù scrupoloso vegan della terra…che in ogni caso ha la mia ammirazione dato che aspiro sempr epiù a migliorare.

    • Anthirya

      dice:

      Ciao Violetta, ho letto i tuoi interessanti interventi, temo che essere vegani sia impossibile anche i batteri sono esseri viventi (per citare solo loro) e ne ammazziamo davvero tanti! ma le scelte vanno rispettate e se una persona vuole essere vegana che lo sia…
      Mi piacerebbe molto poterti contattare per dialogare e mi chiedevo se è possibile… ho letto anche l’articolo che trovo molto, molto interessante dato che sono appassionata di “fai da te”.

      • Eu Genia

        dice:

        Ciao! Per te cosa vuol dire essere vegan? Questo è quello che dice Wikipedia.
        “Il termine veganismo è usato generalmente per indicare una filosofia di vita basata sul rifiuto di ogni forma di sfruttamento degli animali (per alimentazione, abbigliamento, spettacolo e ogni altro scopo)”
        I batteri non sono animali, e ovviamente le uccisioni accidentali di animali non ha senso contarle. Chissà quanti insettini uccido camminando in un prato… per questo sarebbe impossibile essere vegan e quindi dovrei “rassegnarmi” a mangiare, indossare e sfruttare animali?
        Io non la vedo così. Più che alla coerenza del tutto o niente credo al darsi da fare, un po’ per uno, piano piano quello che ci sembra possibile e il cambiamento si vedrà. Del resto chi fa rischia di sbagliare, e allora? Chi non fa sbaglia in principio.
        Saluti 😉

  • violetta

    dice:

    ciao Annalisa,
    certo che si mette la tuta per precuzione ma non vengo e fino ad ora punta, anche se mi camminano addosso…è il comportamento che conta, ti posso dire che esistono apicoltori che vanno anche senza tuta solo la maschera e a volte lo faccio anch’io. Non si mette la tutta perhcè si stanno disturbando e perciò sono irrequiete, ma è il comportamento e come ci muoviamo che le rende irrequiete. Se si ha un comportamento dolce loro ti riconoscono e no nti fanno nulla. Ripeto pe ressere vegan perfetti dovremmo bandire la vita in campagna, no ndovremmo viverci costruirci portarci l’auto, mentr nella realtà senz asaccorgene provochiamo un danno algi animali e agli insetti solo spostandoci anches ea bassa velocità, che evita di ammaazare animali grandi ma credimi gli insetti e i moscerini ne ammazzi ugualmente, camminando in un sentiero. Dovremo stre in casa rinunciare alla vita in campagna eal mare e fare lunghi viaggi in mezzo alla natura, anche in casa cercare di tenersi le mosche e i ragni come faccio io ormai mi rassegno.tutto questo comporta la morte e la sottrazione di spzi vitali agli animali ed anche alle piante.

  • alaide franzoso

    dice:

    io faccio molto prima ,non mi trucco e poi vorrei sapere mi la vo con sapone di marsiglia anche i capelli,va bene

  • Eugenia

    dice:

    Ciao!
    Complimenti per l’articolo! Arriva proprio al momento giusto!!!
    Infatti proprio ieri mi è venuta voglia di comprarmi un rossetto e sono andata un po’ in giro, ma alla fine l’idea che potesse essere stato causa di uccisione e sfruttamento di animali mi ha fatto cambiare idea.
    Pensa che in casa ho sia il burro di karitè sia una specie di fard (blush) di Mineralia, purtroppo non riesco più ad andare sul sito. Potrebbe andare bene?
    Ciao!

  • Andrada De Nadai

    dice:

    Alaide: nel sapone di marsiglia può esserci del sodium laureth sulfate, che non è proprio il massimo, almeno che quello che usi tu non sia artigianale. Se proprio vuoi usare un sapone per lavare i capelli ti consiglierei quello di Aleppo.
    Eugenia: grazie. Non conosco il blush di quella marca ma di altre sì e generalmente i pigmenti usati sono multi-purpose e quindi adatti anche a essere usati sulle labbra come rossetto.

  • Dalila

    dice:

    Molto interessante l’articolo 🙂 anche se io sono già “oltre” 😀 già mi faccio in casa rossetti e lucidalabbra con pigmenti che compro dall’America richiedendo sempre gli ingredienti ^^
    Non sono vegan, ma faccio rossetti vegan perchè trovo che la cera d’api li renda troppo duri ^^ Non uso il karitè, perchè purtroppo mi secca terribilmente le labbra, ma uso altri tipi di burri 🙂

    • Ila

      dice:

      ciao, da poco ho scoperto i cosmetici fai da te grazie a carlitadolce su youtube ed e’ divertentissimo ed economico…cmq che burri usi per i tuoi rossetti??? grazieee!!!!!!!

  • Andrada De Nadai

    dice:

    Ciao Ila, uso burro di karité bio puro al 100%. Lo trovi nei negozi bio.

  • alaide franzoso

    dice:

    cos’e’ il sodium laureth sulfate?

  • Andrada De Nadai

    dice:

    Alaide, il sodium laureth sulfate è un tensioattivo chimico, presente in shampoo, detersivi, etc. Può essere un ingrediente pericoloso e sarebbe opportuno evitare di acquistare prodotti che lo contengano.

  • irene

    dice:

    Se è vero sapone di marsiglia il tensoattivo non c’è come dice Andrada :). Se non sbaglio il sapone di aleppo è una saponetta vero? Se è così è a ph basico e “fa malissimo” ai capelli. Consiglierei più l’argilla ghassoul acqua e limone (lava benissimo, ma si rischia di sporcare molto la doccia) o un impasto di farina di ceci acqua e magari un po’ di limone che grazie al ph acido rende i capelli lucidi ( i ceci puzzanoooo da morire). Altrimenti usare detergenti eco biologici, con tensioattivi ecobio 🙂

  • katy

    dice:

    l’ho fatto è bellissimo!!

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