Prodotti vegetali alle stelle, un boom che varrà 162 miliardi entro il 2030

A trainare il mercato saranno le alternative alla carne e al latte, il target il consumatore flexitarian: i prodotti vegetali sono sempre di più e sempre più richiesti.

Il mercato globale degli alimenti plant-based sta crescendo a un ritmo velocissimo, e raggiungerà un valore di 162 miliardi di dollari entro i prossimi 10 anni, contro i 29,4 miliardi di dollari raggiunti nel 2020. A dirlo è un nuovo report, pubblicato da Bloomberg Intelligence (BI), che analizza la situazione concentrandosi specialmente sulle alternative vegetali alla carne, al pesce e ai latticini. Secondo le previsioni, il mercato della carne e del pesce vegetale potrebbero arrivare a rappresentare il 5% dell’intero mercato; il latte vegetale, invece, è già considerato un mercato maturo e rappresenta il 10% nel settore lattiero-caseario. Le previsioni sono ottime anche per le alternative a yogurt, burro, gelato e formaggio – che sono ancora in espansione, ma che nei prossimi anni andranno incontro a una richiesta sempre maggiore.

A guidare gran parte dell’ascesa di questi prodotti ci sono nomi noti, tra i quali Beyond Meat, Impossible Foods e Oatly: la loro espansione a livello internazionale è capillare, grazie anche a partnership con ristoranti, catene di fast food (l’ultima, in ordine di tempo, ha visto l’arrivo del Beyond Burger nei menu di McDonald’s) e produttori alimentari globali. In pochissimi anni, le opzioni vegetali sono da prodotto di nicchia all’essere un’alternativa accessibile a tutti: sono state in qualche modo “normalizzate”, anche grazie a queste collaborazioni, diventando di fatto prodotti mainstream.

Impossibile o Beyond? La “sfida” tra i colossi della fake meat (ma non solo)

Secondo gli esperti, la crescita del settore della carne vegetale raggiungerà livelli mai toccati prima: entro il 2025, questo mercato avrà un valore di 28 miliardi di dollari, che diventeranno addirittura 74 miliardi di dollari entro il 2030. A guidare questa espansione ci sono due aziende “simbolo” della rivoluzione della fake meat, Beyond Burger e Impossible Foods, che si contendono il primato a suon di referenze plant-based quanto più possibile simili alla carne per gusto, aspetto e sapore. La parola chiave in questo caso è sicuramente “innovazione“, perché è ciò su cui i produttori dovranno puntare per accrescere la propria presenza sul mercato.

Se da una parte ci sono questi due colossi, che hanno basato il proprio successo esclusivamente sulla carne vegetale declinata in varie forme, non bisogna dimenticare la conversione della produzione che interessa invece multinazionali come Unilever, Tyson e Nestlè – che hanno immesso sul mercato le loro proposte 100% vegetali. Si tratta di società che valgono miliardi di euro e che sono state in grado di affermarsi puntando sulla novità e sul target di riferimento: il cliente che vuole diminuire l’apporto di prodotti animali nella propria alimentazione.

Contemporaneamente alle grandi realtà produttive internazionali, si stanno affacciando produttori che propongono anche forme più creative di prodotto: un’azienda su tutte, l’italianissima Food Evolution che produce pollo, manzo e pancetta vegan di altissima qualità e che sta diventando molto popolare su territorio nazionale.

Ancora una volta, comunque, si sottolinea l’importanza del consumatore flexitarian: perché effettivamente il mercato dei prodotti vegetali possa continuare a crescere a questa velocità, bisogna puntare proprio su coloro che mangiano prevalentemente alimenti vegetali, e che occasionalmente consumano carne o pesce. Attualmente i vegani rappresentano il 5% della popolazione mondiale, e accanto a loro sono in crescita costante i consumatori che scelgono stili alimentari sostenibili, che coincidono inevitabilmente con la scelta plant-based. Anche e soprattutto a loro si deve il boom delle alternative vegetali nel mondo.

Crediti foto in apertura: https://www.nytimes.com/

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Sauro Martella
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