Posate usa e getta?

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Alternative industriali e fai da te alle stoviglie monouso Tarda primavera, momento di pic-nic sulla spiaggia, gite fuori porta, cene in giardino o in terrazzo con gli amici. Occasioni, tra le altre cose, anche conviviali, che con loro portano la croce e delizia di ogni padrona (o padrone) di casa con un animo attento all’ecosostenibilità: la […]

Alternative industriali e fai da te alle stoviglie monouso

Tarda primavera, momento di pic-nic sulla spiaggia, gite fuori porta, cene in giardino o in terrazzo con gli amici. Occasioni, tra le altre cose, anche conviviali, che con loro portano la croce e delizia di ogni padrona (o padrone) di casa con un animo attento all’ecosostenibilità: la posateria monouso.
La soluzione più semplice per evitare al mondo cumuli di plastica, che non potrà più essere riciclata perché va smaltita con la spazzatura secca indifferenziata, sarebbe usare piatti, bicchieri e posate in ceramica, vetro e acciaio, ma se si è in molti o non si è in casa, spesso risulta difficile.
Quali altre possibilità abbiamo?
Usa e getta biodegradabile.
Dalle bioplastiche al legno, è vasta la scelta di posate, piatti e bicchieri (ma anche coppette da gelato o moscardini, quei simpatici utensili che sono da un lato forchetta e dall’altro cucchiaio) in materiali biodegradabili. Le bioplastiche, in particolare, ad oggi sono ricavate principalmente da amidi di riso, mais, patata, ma anche da zuccheri o da cellulosa e hanno il vantaggio di essere compostabili, di degradarsi velocemente e di arricchire il terreno con cui vengono a contatto. L’unico lato negativo è il costo, ancora piuttosto alto.
Altri tipi di materiali sono le foglie di noce di areca o la bagasse, ottenuta dai residui di lavorazione del sorgo o della canna da zucchero.
Fingerfood
Letteralmente: cibo da dita. E’ l’uovo di Colombo: se non vogliamo buttare le stoviglie, non le mettiamo proprio in tavola. Dunque, perché non organizzare un menu tutto da mangiare con le mani? Una soluzione molto alla moda e divertente, ma anche informale. Tutto va servito in monoporzioni e ovviamente vanno evitati piatti di pasta, riso o cous cous (sebbene in certe culture questi ultimi due alimenti vengano mangiati proprio con le mani), ma per il resto, dal vol-au-vent al minimuffin dolce o salato, al bigné ripieno di crema, si può dare spazio alla fantasia.
Posate commestibili
Fu profetizzato anche dalle arpie ad Enea: capirete di dovervi fermare (nel lungo viaggio dalla patria perduta in Italia, n.d.A.) quando per la fame mangerete anche le mense. Ovvero quei dischi di pane azzimo su cui si usava poggiare il cibo, in voga fra la gente comune fino ad epoche ben più recenti. Ancora oggi è possibile preparare gustose zuppe all’interno di panini più o meno grandi – molto meglio se raffermi -: un modo elegante di fare “la scarpetta”, ma soprattutto di non sprecare un alimento prezioso come il pane.
Per il resto, moltissimi designer si sono confrontati con l’idea di piatti, posate, ma anche tazzine e cucchiaini da caffè edibili. I designer brasiliani Victor Lopes Mascarenhas & Rodrigo Maia hanno inventato gli ecookies, ovvero i bastoncini per girare il caffé fatti con un biscotto particolarmente resistente al calore. Magari da affiancare alla tazzina commestibile (in pastafrolla ed internamente ricoperta da una glassa di zucchero resistente a calore e liquidi), progettata per una nota azienda del caffè dal venezuelano Enrique Luis Sardi. Per gli amanti del salato, invece, è lo spoonachos: un nachos a forma di cucchiaio, per l’appunto, ottimo per l’aperitivo o l’antipasto.  Uno scienziato indiano, Narayana Peesapaty, ha anche creato una linea di bellissime posate edibili colorate naturalmente con carota, spinaci, barbabietola.
Per chi anziché comprare, preferisce autoprodurre, è un’idea utilizzare stampi in silicone a forma di cucchiaio.
[n.d.A. Non mi è stato possibile verificare, per quanto riguarda la posateria edibile, se contenesse componenti di origine animale. Per cui vi prego di considerare la notizia come un semplice spunto. ]


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Un commento “Posate usa e getta?”

  • Meg

    dice:

    Fingerfood forever se si mangia all’aperto (ma anche al chiuso se si è in molte persone), io ho abolito piatti e simili in plastica da molti anni ormai, in favore di ceramica, vetro, acciaio, da lavare e riutilizzare milioni di volte…anche se si va a fare un pic-nic fino a sei persone ho riscoperto la valigetta di vimini con dentro piatti/bicchieri/posate VERI (era della mia mamma che l’ha rifoderata tutta e me l’ha regalata!) Molto ecologica e fa un figurone!

I commenti sono chiusi.