Godersi un bel piatto di spaghetti fumanti, una bruschetta, una dadolata di tofu o un arrosto di seitan.
O, perché no, un bel piatto di lenticchie o fagioli. Che male c’è? Nessuno, potremmo pensare da bravi vegani. E invece qualche precisazione è dovuta. Andare oltre il vegan si può. E in alcuni casi si dovrebbe anche.
L’errore spesso commesso dai vegani è quello di pensare di essere “arrivati” o di nutrirsi in modo corretto. A dire il vero questo è un errore che facciamo in tanti in molti ambiti della vita. Il segreto è non fermarsi mai nel percorso verso il miglioramento, neppure, anzi soprattutto, se parliamo di alimentazione.
Potrà sembrare una sottigliezza ma la quantità di animali che trova la morte per la coltivazione industriale (e non) di cereali quali il frumento o legumi quali la soia è davvero elevatissima. I vomeri dei trattori da agricoltura intensiva dissodano il terreno a profondità considerevoli, attorno ai 60-70 centimetri. Ogni volta che passano uccidono topi, talpe, insetti e altri animali che trovano proprio là sotto la loro nicchia ecologica. Quando questi terreni sono deserti e disabitati è perché i diserbanti hanno avuto la meglio. Magra consolazione.
E che dire di uno tra i più grandi miti della nostra società – il mito delle proteine? Questa febbre colpisce proprio tutti, anche coloro che hanno scelto un’alimentazione senza prodotti animali. Spesso, pur avendola eliminata, si vive ancora all’ombra della bistecca pensando di doverla sostituire con montagne di legumi o a colpi di seitan. Ma è davvero così?
Forse dovremmo solo sapere che il latte materno, il primo alimento che ci nutre nella fase di maggior accrescimento della nostra esistenza, contiene una percentuale proteica che si attesta tra l’1,2% e l’1,5%.
E quindi orientarsi su un’alimentazione davvero più naturale e non solo vegetale e magari lontana da dannose trasformazioni industriali può essere di grande aiuto, alla nostra salute e a quella del pianeta.
Grandi quantità di verdura e frutta possibilmente cruda sono l’ulteriore traguardo dopo il veganismo tradizionale.
Pensate solo alla quantità di energia risparmiata per non dover cuocere i cibi o al tempo che risparmiate evitando di dover cucinare per ore. Se pensiamo al metodo di produzione del seitan, potremmo obiettare che implica grossi sprechi: l’acqua che serve per separare il glutine dall’amido e l’amido stesso. E la cottura? La cottura, qualsiasi essa sia, è de facto uno spreco energetico. E ogni volta che mangiamo un cibo cotto i nostri globuli bianchi presentano un picco. Siamo d’altronde l’unica specie a nutrirci di cibi cotti.
Oramai sono sempre più numerose le persone che si sono orientate, senza ispirazioni “talebane” come invece molti sono portati a pensare, verso il crudismo e il fruttarismo e sono sempre più numerosi i libri http://www.fruttalia.it/libreria/, i siti http://www.arnoldehret.it e i blog http://sanibellieinforma.com/ che divulgano questo stile alimentare. I benefici sulla nostra salute sono evidenti ed incontrovertibili.
Persone che hanno smesso di soffrire di infiammazioni articolari, di psoriasi, di problemi respiratori, di circolazione linfatica lenta, di obesità, che hanno completamente eliminato la cellulite o che hanno sperimentato un arresto alla perdita dei capelli.
Ci sono casi ancora più eclatanti riguardanti malattie gravi quali i tumori.
In Ungheria, nella clinica del Dottor Gerson http://www.gerson.org, viene trattato con successo circa il 40% dei tumori considerati in fase terminale dalla medicina ufficiale. E la cura consiste in alimentazione basata su frutta e verdura crudi.
Con questo non si sta dicendo che seguendo questo tipo di alimentazione si eliminino completamente i morti o gli sprechi energetici, o che sia “il nettare e l’ambrosia degli dei”.
Semplicemente è doveroso acquisire consapevolezza su una dimensione spesso trascurata giustificata dall’assunto “sono vegano, ho la coscienza a posto”.
Zuccheri, olio di palma, additivi che *de facto* possono considerarsi vegetali sono davvero buoni? “Sono vegano ma non m’importa della mia salute”. Bisognerebbe chiedersi come si può dire di aver fatto una scelta di amore, quando innanzitutto non si rispetta se stessi. Anche perché dovremmo voler rimanere in salute al lungo per difendere gli animali!
Certamente non parliamo di una gara a chi è più coerente. Sovente mi capita di sentire parlare di coerenza, come se fosse un valore. La coerenza è solo un vezzo di forma. Rincorrerla diventerebbe un mero esercizio che spesso ci allontana dalla consapevolezza e ci porta ad un integralismo autoreferenziale. La sostanza è cercare di ridurre al massimo il nostro impatto su questo pianeta riconoscendo di essere individui notevolmente migliorabili e forse essendo più indulgenti verso noi stessi.
E si può andare ancora oltre, come il personal trainer Jericho Sunfire http://jerichosunfire.moonfruit.com/, che, dopo anni di fruttarismo, ha imboccato la via breathariana che conduce a nutrirsi di pura energia ossia di prana universale. Questo sia citato come curiosità anche perché per poter arrivare ad un traguardo del genere il nostro livello spirituale deve essere assai elevato.
Insomma, se dopo le festività appena terminate abbiamo esagerato anche da vegani, orientiamoci su un’alimentazione più naturale che includa prodotti biologici, possibilmente locali, e non trasformati industrialmente, crudi e semplici.
Un bel pasto a mele o una bella insalata per cena saranno un vero toccasana. L’impatto sulla nostra salute e sul mondo che ci sta tanto a cuore sarà ancora più ridotto. Non con proclami di coerenza, ma, come dicevano i latini, *cum grano salis*. E con tanta umiltà. Mangiate più frutta e verdura crude: ringrazierete voi stessi.
Francesca Fugazzi
Fonte: www.crueltyfreewebradio.org
Link: http://www.crueltyfreewebradio.org/?p=5693
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News Inserita da Daria Mazzali
Redazione Promiseland.it

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lucia
dice:concordo pienamente! io ci sto arrivando e non sono mi sono mai sentita meglio 🙂
mäuschen
dice:bravissima, bellissimo pezzo, so che prima uno deve avere “provato”, altrimenti saltano fuori i dubbi e le insinuazioni + astruse. Figurati che in ambiti “ufficiali” gira la voce che la frutta danneggi la tiroide. Comunque se le testimonianze servissero a qualcosa, posso dire che non si va incontro a carenze e si vive molto meglio. Non è vero che si tratti di qualcosa di non praticabile o di praticabile solo se uno vive a casa sua. Certo la transizione è dura, va detto.
Enrico Z
dice:scusate.. in che modo mangiare frutta e rispetto ai cereali riduce l’impatto sulla natura e sugli animai? veramente mi sfugge
Akentos
dice:Bellissimo articolo.
Dopo aver letto quello sul kiwi e l’intervento di Mauschen, l’idea del crudismo ha iniziato a farsi spazio dentro di me (anche se non mi convince totalmente, forse anche per i sapori), in settimana ho sostituito alcuni pasti con sola frutta e mi riservo di provare il crudismo in primavera ed estate, mi pare siano le stagioni migliori per approciare 😉
Missvanilla
dice:Ovviamente…..tra le fonti di informazione ci sarebbe anche il libro Solo Crudo, il sito Crudismo.com e soprattutto…..il forum presente in questo portale dedicato solo al crudismo 😉
Sauro Martella
dice:Giusto Sara… e ricordiamo a tutti anche i link:
http://forum.promiseland.it/
http://www.crudismo.com
🙂
Mattia
dice:Non c’è alcuna prova che una qualsiasi persona sia riuscita a sopravvivere a una “dieta” breathariana quindi, per la credibilità del sito, toglierei quel paragrafo…
Sauro Martella
dice:Ciao Mattia,
non mi sembra che ci sia niente di male (nè di strano) nel citare la dieta breatharian in un articolo di questo genere. E’ un informazione che ognuno può approfondire e valutare autonomamente e che personalmente trovo comunque interessante come esercizio mentale positivo, per provare ad immaginare e valutare anche le cose normalmente fuori dagli schemi.
🙂
Akentos
dice:Normalmente fuori dagli schemi? Questa frase la incornicio.
Grazie Sauro…Non è che tu e Renata potreste aprire un’unità locale di Promisland in Sardegna? Mi offro come guardiana… vito, alloggio, libri e connessione internet, son quello che chiedo in cambio.
Andrea Ruwett
dice:Ciao a tutti,vorrei fare un paio di considerazioni, premesso che mangio molta frutta e verdura cruda per il semplice motivo che mi piacciono, non vedo la diffrenza tra un’agricoltura intensiva di cereali o legumi e un’agricoltura intensiva di frutta e verdura, semplicemente nel momento in cui il profitto massimizzato è l’unica logica che spinge una produzione alimentare, vedo danni agli ecosistemi e alle creature che vi abitano a prescindere da quello che si coltiva, in primis a causa della biodiversità sacrificata alla monocultura e secondariamente, a cascata, per tutti gli sviluppi di metodologie colturali che queste scelte comportano (ogm, pesticidi, ecc.); se in questo caso il problema è la salvaguardia della nicchia ecologica penso che questa si possa preservare, a prescindere da ciò che si coltiva, attraverso forme colturali a bassissimo impatto (fukuoka docet).
Che non sia una cosa particolarmente intelligente fare a gara a chi è più “qualsiasi cosa” direi che possiamo essere tutti d’accordo. È sicuramente meglio porci inun’ottica in cui agiamo insieme, in qualsiasi campo, invece di quella in cui siamo “tutti contro tutti” come in una gara. Tuttavia non posso essere d’accordo quando si afferma che la coerenza non è un valore! Può esserlo per alcuni individui e per altri no, ma per me essere il più possibile coerente ovvero agire conformemente al mio pensiero è una cosa molto importante! Posso ammettere di non essere coerente in tutto ciò che faccio, perché sono un essere umano con tutti i suoi limiti, ma la mia tensione è quella: se ho smesso di mangiare animali è stato proprio perché ritengo sbagliato uccidire! resto sbigottito quando si afferma che la coerenza è solo un vezzo di forma e che cercare di agire conformemente alle proprie idee sia solo un gesto autoreferenziale che per di più ci allontana dalla consapevolezza! Allora, portando il ragionamento al paradosso, si può tranquillamente amare gli animali mangiandoli, accettare leggi razziste pur pensando che gli uomini abbiano uguali diritti e così via? E da dove deriva l’appello a mettere in pratica atteggiamenti volti a “ridurre al massimo il nostro impatto su questo pianeta” se non dalla coerenza con sistemi di pensiero che si sono formati in noi in seguito all’acquisizione di preoccupanti informazioni riguardo a quello che il nostro stile di vita comporta in termini di impatto sul pianeta?!? L’umiltà è importantissima, proprio per permetterci di entrare in comunicazione e farci contaminare da pensieri altri, per evitare immobolismi e radicalizzazioni su posizioni raggiunte; cambiare idea e affinare il pensiero, variare le proprie posizioni in seguito a esperienze le più varie è sintomo di elasticità e apertura mentale, non certo di incoerenza. La coerenza è avere nella prassi il coraggio di sostenere le proprie idee. Penso sia indice di maturità e di affidabilità. E quanta pace interiore e consapevolezza in più ho raggiunto comportandomi coerentemente con i pensieri di amore e compassione che ho nutrito nella mia mente! 🙂
Un abbraccio
Sara
dice:Il problema è il sistema generale. Non credo sia male o faccia male, nutrirsi anche di cereali o di parte di cibi cotti (pur non avendo niente in contrario, teoricamente, verso diete fruttariane o crudiste). Anche a me piacerebbe minimizzare il mio impatto sul mondo, ma ci sono diversi problemi: come mi sposto? in auto. Ogni giorno, soprattutto d’estate, investo centinaia di insetti. Non posso fare altrimenti, a meno di non voler impiegare ogni giorno 3 ore in più negli spostamenti, ma non me lo posso permettere (ho a casa 5 animali salvati, e pure loro hanno le loro esigenze). Peraltro, mi piacerebbe anche mangiare tutto locale o bio, ma: sul locale, non c’è nessuno che, oltre a coltivare, non allevi anche animali; peraltro, c’è anche pochino di biologico. Sul biologico, a comprarlo nei negozi specializzati, con il mio stipendio da 500 euro al mese, non posso permettermelo. (peraltro tra un mese non avrò più neppure sta miseria di stipendio). E mi sa che c’è un sacco di altra gente in condizioni simili. Che fare? cerco di essere corente al massimo, per come posso.
polly
dice:umiltà..come quella che possiedono certe persone vegan che trattano i vegetariani come pezzenti solo perchè consumano latte e uova (magari perchè se le levano per un pò si ritrovano i grassi sotto i piedi nel sangue per problemi di salute -.-) . Giustamente l’autrice ha precisato che non deve essere una gara a chi è più bravo e coerente , anche se arrivare a cibarsi di solo frutta e verdura ( praticamente solo carboidrati e ceneri , niente proteine o lipidi greggi..mi sembra più appropriata come dieta temporanea e disintossicante) sembra proprio questo : una gara a chi è più bravo.
E poi come dice Sara , ognuno fa quello che può. Scusate lo sfogo , è solo che spesso sento certi discorsi da vegani o peggio ancora da onnivori ( ” io non sono vegetariana , ma se lo fossi sarei subito vegana perchè è la scelta più coerente” si , e se la mi nonna avesse le ruote sarebbe un carretto : perchè non incominci allora invece di offendere me che perlomeno qualcosa faccio?) e la parola umiltà spesso non si accosta con alcune persone
Andrea Ruwett
dice:ciao, scusate se dopo il post lunghissimo torno a commentare l’articolo ma ho questo dubbio amletico riguardo a questa frase:”E quindi orientarsi su un’alimentazione davvero più naturale e NON SOLO VEGETALE e magari lontana da dannose trasformazioni industriali può essere di grande aiuto, alla nostra salute e a quella del pianeta.” vi prego, avrò probabilmente dei limiti immaginativi e da solo non ci arrivo, ma mi spiegate cosa intendete con non solo vegetale? grazie mille
annalisa
dice:Ciao Andrea, credo si intenda molto semplicemente che l’alimentazione oltre che vegetale deve essere anche naturale (ossia: non basta che sia solo vegetale, ma che sia anche naturale…) 🙂
Andrea Ruwett
dice:grazie, sapevo che era una cosa semplice ma sai, quando il dubbio ti attanaglia….:-) buona vita