L\’uomo che pianta 200.000 alberi

Promiseland -

Ha iniziato nel 1997, portandosi dietro tutti gli uomini validi di tre villaggi indios Xavante, l’etnia più importante del Mato Grosso brasiliano. Ha cominciato con la cocciutaggine di un missionario bergamasco che ha speso 43 anni della sua vita nei luoghi più ostili del mondo: l’Africa equatoriale per 10 anni e poi l’Amazzonia per altri […]

Ha iniziato nel 1997, portandosi dietro tutti gli uomini validi di tre villaggi indios Xavante, l’etnia più importante del Mato Grosso brasiliano. Ha cominciato con la cocciutaggine di un missionario bergamasco che ha speso 43 anni della sua vita nei luoghi più ostili del mondo: l’Africa equatoriale per 10 anni e poi l’Amazzonia per altri 33. Ed ha cominciato a piantare gli alberi della foresta pluviale: i pilastri del cielo, come li chiamano gli indios del Rio delle Amazzoni. \”Visto che tutti li tagliavano e li bruciavano, e che molti dicevano che era uno scandalo, ma facevano poco o nulla, ho iniziato io. Ho imparato, poi ho insegnato agli indios come fare e sono andato in giro a piantare alberi, migliaia di piantine, proteggendole dal sole torrido, dagli animali, da tutto\”.

Padre Angelo Pansa, 65 anni, un Saveriano magro come un chiodo, barba bianca e volto scavato; un uomo che in Amazzonia è ammirato dai poveri delle favelas di Manaus, dai contadini senza terra, dagli indios che vivono lungo i fiumi Xingù e Tapajòs. Persino dai cercatori d’oro clandestini, che inalano mercurio e muoiono di stenti per poche microscopiche pepite. Padre Angelo ha sempre preso le difese dei più deboli. Ad Altamira, nel febbraio dell’89, fu uno degli organizzatori del raduno degli indios dello Xingù, a cui diede il suo appoggio la rockstar Sting. Per quel raduno, che fece luce su un colossale progetto di distruzione della foresta, fu condannato a morte dalle squadre paramilitari. Il nome di Pansa, in cima alla lista degli indesiderabili, era affisso sulla porta delle bettole e dei locali malfamati.

Dal 1992, anno del summit di Rio de Janeiro sull’ambiente, p.Angelo si è concentrato sul problema della salvaguardia della natura. \”A Rio furono fatte promesse non mantenute; furono dette cose false; furono presi in giro gli indios, che credono sempre alla parola data. Così ho pensato di fare da solo. E di ripiantare la foresta, a poco a poco, con grande fatica, ma ogni giorno. Centinaia e centinaia di piantine\”. E’ in contatto a Pordenone con la Bioforest, associazione senza fini di lucro che coinvolge una ventina di grandi aziende grandi e piccole: tutte industrie che lavorano nel campo dei mobili e delle cucine, ed hanno a cuore l’ambiente. È riuscito a smuovere il mondo delle imprese per ricostruire il manto forestale amazzonico. Laggiù ha messo in piedi l’associazione Amazzonia foresta viva, collegata a Bioforest. Dal 1997 a oggi, in quattro anni, Pansa ha ottenuto dal Governo brasiliano il riconoscimento del suo lavoro, ha coinvolto etnie indie, come i Bororo e i Tapirapè, e ha portato dalla sua parte anche i coloni che, abbandonati a loro stessi, disboscavano e bruciavano.

\”Negli ultimi due anni abbiamo messo a dimora 197 mila nuove pianticelle di 87 essenze differenti, riforestando 3 mila ettari di terre desertificate dal fuoco. Ci sono ormai sei vivai, in zone differenti. Siamo uno sputo nell’Amazzonia, ma abbiamo vinto la nostra battaglia. Non siamo più considerati dei pazzi. L’idea di ripiantare la foresta si sta allargando e coinvolge strutture pubbliche all’inizio scettiche o contrarie\” racconta il missionario.
Le notizie sulle foreste che dà Roberto Smeraldi, responsabile degli Amici della terra in Brasile, non sono rassicuranti: \”Negli ultimi dieci anni, dal summit di Rio in avanti, sono andati in fumo ogni anno 17-18 mila Km quadrati. Ancora oggi l’80 per cento del legname tropicale pregiato esportato dal Sud America proviene da tagli illegali e da aree dove non si potrebbe disboscare\”. I legni pregiati finiscono in mano a società giapponesi, americane, canadesi, scandinave. Gli alberi diventano parquet di mogano, camere da letto, cucine, arredi da terrazzo o giardino.

Tratto da: www.saveriani.bs.it


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