Lo scontrino velenoso

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Negli scontrini fiscali – non riciclabili con la carta – è contenuta una sostanza chimica dannosa per l’organismo. Non tutti gli eco-calendari informano i cittadini che, per la raccolta differenziata, non vanno conferiti insieme alla carta gli scontrini fiscali (e alcuni tipi di ricevute su carta autocopiante, come quelle delle biblioteche). La maggior parte degli […]

Negli scontrini fiscali – non riciclabili con la carta – è contenuta una sostanza chimica dannosa per l’organismo.

Non tutti gli eco-calendari informano i cittadini che, per la raccolta differenziata, non vanno conferiti insieme alla carta gli scontrini fiscali (e alcuni tipi di ricevute su carta autocopiante, come quelle delle biblioteche). La maggior parte degli italiani non è a conoscenza di questa informazione e continua ingenuamente a buttare scontrini e ricevute nel cassonetto della carta, riducendo così la qualità della raccolta differenziata della propria città.
Gli scontrini e i loro affini, infatti, sono costituiti non da semplice cellulosa ma da un particolare tipo di carta termica che assolutamente non è riciclabile: un semplice metodo per riconoscerla è osservarla con attenzione, perché è lucida o semilucida su un lato.
Dello stesso tipo di quelli fiscali sono anche gli scontrini rilasciati dalle bilance elettroniche e dai pos per carte di credito, oltre alla carta per i fax e a quella di alcuni tipi di ricevute fiscali e dei biglietti aerei.
Questa carta è coperta su un lato da un colorante e da un agente di reazione che fa cambiare colore al foglio nei punti in cui viene riscaldato, imprimendo testi o numeri. Proprio per questo motivo è molto richiesta in tutti quei dispositivi, come i registratori di cassa e alcune calcolatrici con rullo, che non utilizzano una stampante a inchiostro ma una testina termica: in sostanza, l’inchiostro è già dentro alla carta e compare se sottoposto a sollecitazioni. Ed è per la loro peculiare composizione che gli scontrini tendono a “scolorire” col tempo o se esposti al sole oppure a fonti omogenee di calore.
Oltre a non essere riciclabili, e ad “intasare” i nostri portafogli e le nostre buste della spesa  i foglietti in carta termica sono anche dannosi per la nostra salute. Essi contengono infatti il Bisfenolo A (BpA), un interferente endocrino.
Con questo termine si intendono delle sostanze artificiali e non che si legano ai recettori degli ormoni (per esempio quelli tiroidei). L’azione degli interferenti endocrini può essere anche difficile da individuare perché è molto lenta, dal momento che queste sostanze in genere si accumulano in dosi minime. Tra i molti e vari disturbi che il BpA- il quale si trova anche nei pesticidi- può causare c’è anche l’infertilità.
La concentrazione di questo elemento negli scontrini fiscali, secondo il chimico dell’ambiente Tomas Oestberg dell’Istituto Jegrelius per la chimica verde, è dell’1,5%: un migliaio di volte maggiore che nei biberon al policarbonato messi fuori legge in molti Stati. Inoltre il BpA si scioglie e può depositarsi in loco. Se teniamo scontrini (o ricevute di altro tipo) a lungo nel portafogli o vaganti e accartocciati in pochette e bauletti, “infetteremo” le banconote e il contenuto della borsa. Per tale motivo è sconsigliato anche qualsiasi tipo di riuso creativo o artistico di questa categoria di carta.
Ricordiamoci che, però, l’emissione di scontrino fiscale è obbligatoria – e la carta viene omologata dall’Istituto Superiore delle Poste e Telecomunicazioni – per cui non possiamo rifiutarci di farcelo dare, ma potremmo sensibilizzare i nostri negozianti di fiducia sul problema. D’altra parte, il rischio è in molta misura loro, visto che esercenti e soprattutto cassieri maneggiano quotidianamente molti e molti metri di scontrini e ricevute. In paesi come la Svezia alcune catene di distribuzione hanno sostituito la carta termica contenente BpA con una tipologia senza Bisfenolo, che però è più costosa: la soluzione è dunque possibile, ma, come spesso avviene, è quasi sempre preferita l’alternativa più economica.


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Un commento “Lo scontrino velenoso”

  • Marco

    dice:

    Se il “Bisfenolo A (BpA)” è così dannoso perchè non si fanno intervenire i ministeri “salute/industria/commercio”? Oltretutto, salvaguardando la salute dei cittadini, sarebbe un risparmio economico ma ancor di più un risparmio di vite umane che è la cosa più importante ed intelligente. Utopia? Spero di no!

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