Lezioni…nell’orto!

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Mentre le mense scolastiche italiane sono sempre piu spesso gestite da aziende esterne di catering, da New York arriva un’esempio opposto: la Edible Schoolyard. La Edible Schoolyard sita in Brooklyn, e’ un complesso disegnato dallo studio Work insieme con Alice Waters (guru dell’alimentazione naturale e promotrice di molte iniziative di educazione alimentare con Slow Food) per 500 […]

Mentre le mense scolastiche italiane sono sempre piu spesso gestite da aziende esterne di catering, da New York arriva un’esempio opposto: la Edible Schoolyard.
La Edible Schoolyard sita in Brooklyn, e’ un complesso disegnato dallo studio Work insieme con Alice Waters (guru dell’alimentazione naturale e promotrice di molte iniziative di educazione alimentare con Slow Food) per 500 studenti – dall’asilo alle medie- con orto e cucina, dove gli allievi imparano a coltivare e cucinare.
I ragazzi americani credono che cucinare sia un problema, quasi una perdita di tempo e che sia normale avere tutti i cibi disponibili in ogni stagione. Inoltre nella maggior parte delle mense scolastiche statunitensi il cibo è di qualità scadente (sono circa 50 milioni i bambini americani che mangiano a scuola).
Ecco allora negli anni Novanta fare capolina l’idea di Alice Waters (grazie alla Chez Panisse Foundation creata dalla stessa Waters per il sostegno di iniziative volte all’educazione alimentare dei bambini): il movimento Edible Schoolyard ovvero un nuovo metodo di educazione nelle scuole  basato sull’attività pratica nell’orto e sullo studio/trasformazione dei prodotti in cucina.
In questo modo dagli anni Novanta ad oggi, i giovani studenti americani sono diventati sempre più i protagonisti della loro alimentazione, scoprendo la relazione tra il cibo e la sua provenienza, con uno sguardo attento (e curioso) alle stagionalità, ai ritmi della natura e alle caratteristiche climatiche del luogo di coltivazione dei prodotti. Ma soprattutto hanno (ri)cominciato ad alimentarsi con prodotti freschi – “a kilometro zero” – frutto del loro stesso lavoro. La  Edible Schoolyard di New York è l’ultima nata cronologicamente parlando, ma numerose sono le città americane che sempre più stanno mostrando interesse per questo aspetto educativo dei loro studenti, aderendo in diverse maniere a questa ed altre simili iniziative.
Questo progetto è stato ripreso nel 2003 da Slow Food  anche in Italia con l’obiettivo di svilupparsi in tutta la penisola a livello delle scuole elementari e medie. E’ stato un grande successo tanto che alla fine del 2005 si potevano già contare una cinquantina di orti scolastici con la contemporanea nascita di movimenti  spontanei ambientalisti e ecologisti costituiti soprattutto da genitori, con un forte bisogno, fino ad allora inespresso, di un ritorno alla terra e ad un’agricoltura sana, finalmente libera dalla chimica.
Al Congresso nazionale Slow Food di Sanremo, nel giugno 2006, il progetto italiano ha preso ufficialmente il nome di Orto in Condotta.
Obiettivo: creare una rete nazionale di 100 orti. Il progetto di educazione alimentare e ambientale è stato strutturato su una base triennale ed il suo programma prevede attività in classe e nell’orto, lezioni di aggiornamento tenute dai formatori Slow Food e incontri con i genitori.
Alice Waters ha vinto il Premio Artusi 2000 “per la passione, il coraggio, la fantasia e competenza con cui ha operato nel campo della cucina, contribuendo anche a modificare il costume alimentare del suo paese e per l’impegno nella causa di sostegno all’agricoltura, quale futuro possibile ed ecologicamente corretto”.
(foto di mental.masala su Flickr)


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Un commento “Lezioni…nell’orto!”

  • Loira

    dice:

    Questo progetto è a dir poco meraviglioso! Da educatrice di asilo nido mi sento coinvolta personalmente e so che dobbiamo iniziare fin dalla prima infanzia a dare le buone pratiche della sana alimentazione. Purtroppo il problema non riguarda soltanto gli USA, ma la cattiva alimentazione è una realtà che esiste anche nel nostro paese. I bambini sono i primi a pagarne le conseguenze, perché, indifesi, mangiano quello che i genitori danno loro ogni giorno.

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