La storia di Luca e Mara

Promiseland -

Questa è la storia di due pazzi scatenati, Luca e Mara, che lasciano gli agi ed i lussi della città (casa e lavoro sicuri) per buttarsi nella folle avventura di ristrutturare una casa semidiroccata in cima ai monti che si raggiunge solamente a piedi. Non usano energia elettrica, si muovono solo a piedi od in […]

Questa è la storia di due pazzi scatenati, Luca e Mara, che lasciano gli agi ed i lussi della città (casa e lavoro sicuri) per buttarsi nella folle avventura di ristrutturare una casa semidiroccata in cima ai monti che si raggiunge solamente a piedi. Non usano energia elettrica, si muovono solo a piedi od in bicicletta, mangiano biologico e vegetariano.
Nessuno avrebbe scommesso una cicca sul loro successo!!!
Invece, dopo tre anni di fatiche indicibili ed una crisi di coppia che sembrava catastrofica, sono praticamente riusciti nell\’intento.
Nè neve, nè freddo, nè fatica li hanno piegati.
Hanno rimesso a posto la casa secondo i criteri della bioedilizia (è ovvio!!) ed ora la aprono ad amici che vogliano condividere con loro la bellezza maestosa ed incontaminata del posto.
Un bosco incontaminato di Pini Cembro (presente in forma così estesa nell\’arco alpino, solo lì, in Valle Varaita), panorami mozzafiato, acqua di sorgente, aria pura, mangiare sano…
Oramai laurea e lavori d\’ufficio, smog, stress cittadino sono lontani.
L\’importante è mantenere l\’equilibrio del cuore!

Siamo in Italia, ai confini con la Francia, Regione Piemonte, Valle Varaita, antica valle di tradizione e lingue occitane (le lingue del Sud della Francia), comune di Casteldelfino, frazione Fongiarda.
La Baita si raggiunge a piedi, dalla frazione di Alboin, l\’ultimo posto dove arriva la strada (dopo l\’abitato di Casteldelfino, seguire le indicazioni per Bertines Serre Alboin ed arrivare fin sulla piazza).
Per chi si sposta con i mezzi pubblici: arrivare alla stazione ferroviaria di Saluzzo e poi prendere il pullman \”ATI\” per Pontechianale e scendere a Casteldelfino.
La Baita Paiei è a 1600 metri sul livello del mare, ai piedi del bosco dell\’Alevè (Pino Cembro secolare), vicino al Monviso, cima delle Lobbie, Monte Pelvo, Mongioia ed altre bellissime cime.

Baita Paiei è prima di tutto un\’associazione di gente sensibile e vicina alla natura. Si vive in condivisione ed amicizia, dormendo in cameroni con servizi in comune o con tenda propria (comunque sempre con sacco a pelo).
Il riscaldamento è con stufe a legna, l\’illuminazione è ad energia solare.
I fumatori possono fumare fuori casa, stando attenti a non incendiare il bosco.
Mara e Luca invitano tutti a lavarsi, nonostante l\’acqua fredda (la doccia è calda!) con detergenti 100% biodegradabili (reperibili eventualmente anche c/o la baita).
La cucina è biovegetariana, con possibilità di autogestione (per chi la pensa diversamente…).
Si apprendono rudimenti di bioedilizia e di risparmio energetico. Si imparano a riconoscere erbe selvatiche, a cucinare cereali e legumi, a fare il pane con il lievito da pasta madre e la farina macinata fresca, a coltivare un semplice orto di permacoltura.
E\’ possibile praticare alpinismo, scialpinismo, gite con racchette da neve, escursionismo, arrampicate, bouldering, gite naturalistiche con accompagnatore o semplicemente godersi la natura stando sdraiati a prendere il sole.
Baita Paiei, in ogni caso, può essere un modo per riscoprire la vita semplice di montagna legata alla cultura e alla tradizione locale (musica, danze, lingua occitana, mulini, forni, borgate).
Annualmente vengono organizzati corsi e seminari esperenzali, settimane tematiche, campi estivi ed invernali per bambini, anche disagiati, scambi culturali con realtà analoghe italiane e di altre nazioni, proposte didattiche e di recupero ambientale in senso lato.

Tratto da: www.baitapaiei.it


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3 commenti su “La storia di Luca e Mara”

  • luca2

    dice:

    una bella favola…appunto…. 🙁

  • roberto ghisellini

    dice:

    Purtroppo, l’avventura è finita. A volte la natura è più forte dell’essere umano.

  • Alvaro di Marco

    dice:

    Fingiamo anche a noi stessi di cambiare le cose…in realta’ abbiamo sempre un lato oscuro che emerge..un vuoto che non riusciamo mai a colmare…ma il vento continuera’ a parlare alle piante anche senza di noi…

I commenti sono chiusi.