La resa dei conti dell\’orrore

Promiseland -

Quella a cui stiamo assistendo e\’ la resa dei conti dell\’orrore. I belligeranti, tutti, hanno perso ogni possibilita\’ di mostrarsi al mondo come difensori di una qualsiasi idea. Sono solo pazzi criminali. Pazzi criminali i guerriglieri palestinesi che uccidono una donna ebrea in gravidanza e le sue quattro bambine. Pazzi criminali i militari della coalizione […]

Quella a cui stiamo assistendo e\’ la resa dei conti dell\’orrore.
I belligeranti, tutti, hanno perso ogni possibilita\’ di mostrarsi al mondo come difensori di una qualsiasi idea. Sono solo pazzi criminali.
Pazzi criminali i guerriglieri palestinesi che uccidono una donna ebrea in gravidanza e le sue quattro bambine. Pazzi criminali i militari della coalizione che bombardano la popolazione civile e torturano, pazzi i guerriglieri iracheni che fanno a pezzi i corpi degli americani uccisi cantando e ballando.
L\’orrore che prova la gente che ha il senso dell\’umanita\’ e\’ totale.
Ma esercitando il nostro vizio di voler a tutti i costi vedere i segni del miglioramento del mondo dobbiamo dire che in tutto questo orrore si scorge una novita\’ assoluta: finalmente questa violenza cieca ha commesso un passo falso ed e\’ sotto gli occhi del mondo, un mondo che non puo\’ piu\’ far finta di niente.
E in particolare per la prima volta nella storia del mondo i torturatori sono allo scoperto, nessuno puo\’ piu\’ negare, tutti sono costretti a condannare. Ci sono le foto, ci sono i video, ci sono militari Usa e inglesi che hanno rotto il muro del silenzio, e ora salta fuori anche che gia\’ a febbraio, il generale statunitense Antonio Taguba, ha consegnato un rapporto ufficiale seguito a un\’indagine ordinata dal Pentagono stesso. Nel rapporto si documentava, con altre foto e altri video, la tortura sistematica praticata dai corpi speciali nelle carceri irachene.
Di fronte a questo scandalo l\’atteggiamento dei massimi comandi angloamericani e\’ stato vergognoso. Quando mesi fa uscirono le prime foto su torture inflitte da soldati inglesi in Iraq fu messo tutto a tacere. Un soldato aveva portato a sviluppare alcune foto in un negozio, la commessa, una pacifista, aveva visto quelle immagini ed era corsa alla polizia. Ma prima aveva fatto delle copie che sono finite su internet. Quindi si sapeva gia\’ da mesi in modo incontrovertibile come stessero le cose. Ma tv e grande stampa tennero la bocca ben chiusa. E deve esserci stata una grossa mobilitazione all\’interno dell\’esercito Usa se alla fine il generale Taguba e\’ stato incaricato di fare un\’inchiesta, e\’ riuscito effettivamente a farla ed e\’ riuscito a certificare le colpe dei militari Usa. Quindi Bush sapeva fin da febbraio che alcuni suoi soldati, sotto ordini espliciti di Cia e Intelligence Militare, torturavano sistematicamente i prigionieri. Ma l\’inchiesta Taguba, pubblicata ieri dal New Yorker, resto\’ lettera morta e si continuo\’ a seviziare e stuprare e uccidere con le percosse.
Ma poi e\’ scoppiato il caso di sei prigioniere irachene stuprate sistematicamente in carcere e ci sono stati i primi arresti di militari.
Contemporaneamente un soldato Usa, rischiando la pelle, ha rubato un video ricordo, girato dai torturatori, e lo ha consegnato alla tv Gbs. Il Pentagono ha cercato di fermarne la diffusione, ma alla fine e\’ andato in onda ed e\’ scoppiato lo scandalo. Visto che una tv Usa era partita all\’attacco, anche il Daily Mirror ha mostrato in prima pagina le foto consegnate da due militari inglesi pentiti. Il comando inglese sta cercando di negare che si tratti di militari in Iraq, attaccandosi alle tipologie delle divise e alla forma dei copertoni dei mezzi che si intravedono nelle foto. Ma il Daily Mirror sostiene di aver fatto tutti i controlli possibili e di avere le dichiarazioni degli autori stessi delle foto.
L\’atteggiamento delle autorita\’ militari e patetico e doppiamente vergognoso.
E patetici i TG italiani che ancora sabato primo maggio parlavano di \”brutalita\’\” e solo domenica si sono arresi e hanno iniziato a parlare di torture.
Bush ha finalmente dichiarato che si sente disgustato per il comportamento dei torturatori, ammettendo cosi\’ che le immagini non sono dei falsi. E che le cose stanno proprio cosi\’. Ha sostituito la generalessa del carcere di Baghdad con il comandante del campo di prigionia di Guantanamo, famoso per l\’uso creativo del trapano dentistico e della sodomia.
Ma ormai la diga e\’ crollata. Si scopre che anche gli inglesi, forse, stavano indagando sulle sevizie e vengono fuori i nomi di almeno sei iracheni uccisi dalle truppe di sua Maesta\’, sotto tortura.
Alcuni accusati americani hanno iniziato a parlare descrivendo l\’organizzazione sistematica del supplizio quotidiano. E confermando che erano gli agenti della Cia e dell\’Intelligence Militare a dirigere le operazioni (come e\’ ovvio) e non semplici soldati. Ed e\’ anche ovvio che per torturare e stuprare in modo cosi\’ plateale e\’ necessario avere la copertura di almeno una parte dell\’esercito. Devi essere convinto della tua impunibilita\’ se oltre a versare acido solforico sui genitali dei prigionieri ti fai fare una bella foto mentre esegui il tuo numero di bastonate e pisciate in faccia.
Ma la cosa incredibile non e\’ la tortura, che esiste da cinquemila anni, ma il fatto che per la prima volta, all\’interno stesso dell\’esercito torturatore, sia nata un\’opposizione, tanto forte e coraggiosa da portare il sistema sul banco degli imputati.
Per resistere al disgusto e\’ necessario capire che tutto questo orrore non e\’ una novita\’. E\’ la norma di tutti gli eserciti da secoli. Una prima grande novita\’ fu quando si passo\’ dall\’uso ufficiale della tortura, che addirittura era un vanto, al suo utilizzo clandestino. Fu la rivoluzione industriale a regalarci il beneficio rivoluzionario di considerare la tortura un atto contrario al senso del bene e della giustizia. La Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra segna il primo passo compiuto dall\’Umanita\’ fuori dalle barbarie. Ma tra la proclamazione di un principio e il suo diventare patrimonio della maggioranza dell\’umanita\’ corre un periodo di digestione morale. E oggi vediamo che finalmente gran parte dell\’umanita\’ non puo\’ piu\’ tollerare l\’idea stessa della tortura.
La novita\’ e\’ che ora nessuno potra\’ piu\’ negare che la tortura esiste ancora ed e\’ praticata sistematicamente.
E nessun torturatore potra\’ piu\’ illudersi sulla propria impunita\’: nella societa\’ civile come nell\’esercito e\’ ormai talmente forte il rifiuto della tortura che i torturatori si troveranno davanti altri militari provvisti di senso dell\’onore e del coraggio di denunciarli.
Resta il fatto che in Israele la tortura e\’ legale e che in Italia si vuole legalizzarla \”quando e\’ episodica e non ripetuta\” (grazie Lega, speriamo che appena Bossi si riprende espella l\’imbecille che ha fatto questa proposta).
E\’ chiaro che c\’e\’ ancora molto da fare.
Ed e\’ chiaro che questo senso di civilta\’ non ha ancora raggiunto la sua maturazione tra i militari russi, cinesi, sauditi, congolesi, sudanesi o birmani che ancora torturano bellamente senza che mai li abbia colpiti un\’inchiesta. Ma a ben guardare qualche cosa si sta muovendo anche la\’ visto che c\’e\’ stato recentemente il caso di un generale russo arrestato per crimini contro la popolazione cecena (che per altro stanno letteralmente sterminando…).
Ovunque si sta ponendo un limite all\’orrore.
La capacita\’ di vedere un movimento storico in cio\’ che sta accadendo e\’ l\’unica possibilita\’ per alleviare la disperazione e lo sconforto che ci assale ogni volta che ci rendiamo nuovamente conto dello stato di pazzia e sadismo che devasta buona parte degli esseri umani. Ma venti secoli fa la tortura era uno spettacolo popolare quanto oggi lo e\’ il calcio e al Colosseo ci si divertiva a veder uccidere fino a mille prigionieri di guerra al giorno. Per settimane.
Nel medioevo la chiesa incentivava e regolamentava la tortura e assolveva gli aguzzini premiandoli per il loro solerte offizio.
E ancora nel settecento impiccagioni e roghi erano attrazioni turistiche domenicali per migliaia di popolani e nobili sfaccendati.
Quindi se vogliamo salvare la nostra sanita\’ mentale davanti a quest\’aberrazione da girone infernale dobbiamo vedere le cose in prospettiva.
La pratica della tortura e\’ via via diminuita nei secoli. E\’ diventata infine illegale ed ora, finalmente, inizia a essere realmente perseguitata e la sua natura aberrante e\’ mostrata davanti agli occhi di tutti. E la coscienza diffusa di cio\’ che e\’ bene e cio\’ che e\’ male e\’ cresciuta talmente che gli stessi militari si ribellano e rompono il vincolo di omerta\’.
Questo e\’ il fatto. Questa e\’ una buona notizia.
La tortura non e\’ piu\’ la solita storia scritta sui bollettini di Amnesty International.
La tortura e\’ fotografata, filmata, certificata dagli alti gradi dell\’esercito, testimoniata da testimoni e confessata dai colpevoli.
La coscienza umana e la giustizia avanzano lentamente ma il loro movimento e\’ inarrestabile.
A noi l\’arduo compito di resistere nella nostra umanita\’ e insistere con le nostre denunce.
A Bruno Vespa e a Lutwack l\’onere di dirci che solo Saddam torturava e che loro proprio non lo conoscevano ai tempi nei quali seviziava e sterminava i comunisti iracheni, i curdi e gli iraniani.
Attenzione, la logica della violenza e della tortura va estirpata ovunque, in primo luogo tra chi sfila di fianco a noi nei cortei.
Quanti compagni se si trovassero soli con Berlusconi legato e incappucciato avrebbero la tentazione si mollargli un ceffone?
Essere contro la tortura e\’ uno stato della coscienza che non permette distinzioni. Questo ci hanno insegnato i militari Usa, magari di destra e guerrafondai, che hanno denunciato i loro commilitoni perche\’ avevano torturato persone considerate terroristi. Questi soldati conoscono l\’onore e ci dicono: \”Non si tortura nessuno. Senza eccezioni. Neanche uno schiaffo. Neanche a Bin laden! Neanche a Dell\’Utri. Neanche a Previti. Lo so che con Previti e\’ dura ma solo quando tutti saremo convinti che non si tocca un capello neanche a Previti allora avremo ottenuto di cancellare la tortura dal pianeta.
Dobbiamo capire che anche nelle file della sinistra la cultura della tortura non e\’ morta. Cuore, il settimanale di resistenza umana, solo pochi anni fa pubblicava una classifica sulle \”Cose per le quali vale la pena di vivere\”. In testa stava \”Sodomizzare Irene Pivetti\”. Tolsero questa oscenita\’ dopo che scrivemmo una lettera di protesta… Ma vedete come e\’ labile il confine nella mente persino di persone che si considerano progressiste. Le grandi rivoluzioni partono nella mente delle singole persone. E a un certo punto certi pensieri non sono piu\’ pensabili.
Un male se ne va quando diventa universalmente intollerabile.
Nella civile Europa fino al 1800 si castravano centinaia di bambini per farli cantare meglio. Era un\’abitudine diffusa e universalmente accettata, non c\’era nessuno che si ponesse neppure il problema dell\’etica e neppure quello dell\’anestesia… Anche al Papa, che parlava direttamente con Dio, sembrava carino tagliare via il superfluo ai bambini che cantavano troppo bene. E a molte suore sembrava una purificazione, un dono, liberare quei fanciulli dalla loro virilita\’. Ed erano tutte bravissime persone.
Oggi appare universalmente intollerabile che il nostro vicino di casa ci dica: \”Ho castrato mio figlio senti come canta bene!\”
Questo e\’ un segno inequivocabile che possiamo sperare in un domani senza tortura.
Ma non succedera\’ se resteremo con le mani in mano. Trova un compagno pirla e spiegagli perche\’ in nessun caso deve dare uno schiaffo a Previti.

Testo di Jacopo Fo

Tratto da: www.alcatraz.it


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