Introduzione
Non sono molti i trend di sviluppo nei media che vale la pena seguire con attenzione ma di sicuro l’evoluzione dei blog e il loro sviluppo in vlog (videoblog) merita un posto particolare.
Da una parte, infatti, le grandi società tlc e i network televisivi sono concentrati sull’interattività e la multimedialità e investono risorse per capire quali saranno i contenuti e le killer application per i videofonini, i palmari, la tv digitale terrestre e la larga banda.
Dall’altra, come spesso succede, si muove la moltitudine indipendente e i nuovi linguaggi vengono generati da associazioni spontanee, contaminazioni creative e movimenti senza gerarchia. E sono queste, molto spesso, le innovazioni più efficaci e dirompenti: Google, Napster, Linux e tutto il movimento per l’open source lo dimostrano. Ma sono soprattutto i blog che in pochi anni si sono accreditati per ricevere la palma dell’innovazione e consentendo a milioni di persone di diventare editori di se stessi e a molti famosi giornalisti di recuperare un rapporto diretto, disintermediato, con il proprio pubblico. Non è da poco che ciò avvenga in un periodo dove assistiamo ad una graduale concentrazione del potere editoriale, e dell’informazione, nelle mani di poche corporation.
Dai dati raccolti su 2500 interviste, stando a quanto riferito da news.com, emerge che il 29% degli intervistati ritiene i blog più affidabili rispetto ai tradizionali giornali cartacei. Un dato che si è già letto più volte tra i risultati di altri sondaggi e che sembra quindi promuovere, pur con la sola sufficienza, la stampa tradizionale, da lungo tempo impegnata nel difendersi dalle nuove forme e vie dell\’informazione. Ma è certo un dato che testimonia la crescente popolarità che soprattutto in certi settori, come l\’informazione politica, i blog hanno raggiunto. […]
Ma c\’è anche un\’altra verità, se di verità si può parlare, che emerge dal sondaggio: parrebbe che gli utenti americani, nonostante le recenti discussioni parlamentari riguardo all\’uso elettorale dei diari elettronici, non abbiano chiaro che cosa sia un blog. Il 30% ha infatti ammesso di non avere mai sentito questa \”buffa\” parola. Un altro 30% di non averne mai letto uno. Nonostante questo ultimo dato, i blog sembrano affermarsi come lo strumento preferito dall\’elettorato per orientarsi sulle scelte politiche. Non sarà una rivoluzione ma, per lo scorno di qualcuno, è forse un pezzo di evoluzione. (Punto Informatico)
Nei recenti anni il fenomeno si è esteso ed è passato inizialmente dalla parola scritta a quella parlata con la nascita delle blogradio (radio ascoltabili solamente on line e “dirette” da gruppi/individui indipendenti che decidono la programmazione musicale e non solo).
Adesso, grazie alla rapida diffusione di internet veloce e dei device di ripresa (handycam ma anche videofonini e webcam) e all’apertura del mercato satellitare e digitale terrestre, questa rivoluzione si appresta ad entrare nella sua terza fase, quella delle immagini. E a contaminare la televisione, probabilmente il mezzo più vecchio e conservatore, fino ad oggi saldamente nelle mani di gruppi editoriali e dove il pubblico ha da sempre rivestito un ruolo altamente passivo difficilmente paragonabile a quello esercitato nei confronti di tutti gli altri media.
Si tratta dei Vlog (o VideoBlog) che negli Stati Uniti sono diventati il fenomeno dell’anno come dimostrato dalle recenti Vlog Conference e VideoBlogging Week cui hanno partecipato migliaia di videobloggers ricordando, a chi li ha vissuti, i tempi d’oro della new economy quando questi eventi erano all’ordine del giorno. Anche i major player, come Google e Yahoo, se ne sono accorti e non intendono lasciare il campo libero a pionieri quali Internet Archive, OurMedia, MeFeed, IndyMedia e alla seconda generazione di iniziative meno indipendenti quali la recente Current.TV promossa niente di meno che da Al Gore, l’ex vice-presidente degli Stati Uniti. E non sono pochi i casi di videobloggers già divenuti famosi come Gary, popolare e buffo interprete della numa numa dance. O di vere e proprie produzioni cinematografiche realizzate “a più mani” che ci ricordano i dadaisti o le opere dei nostri Luther Blisset / Wu Ming.
Per una volta in Italia non dobbiamo aspettare i soliti tre/cinque anni per partecipare e magari contribuire alla crescita di un fenomeno globale. Al contrario: per una volta è l’Italia a battere sul tempo altri paesi di solito più rapidi nelle innovazioni tecnologiche e di comunicazione come gli Stati Uniti, il Canada, il Regno Unito e Israele.
La BlogTV lanciata lo scorso mese da NessunoTV è infatti il primo esperimento al mondo che vede i videoblogger partecipare alla definizione del palinsesto di una televisione. Non solamente un archivio sul web di filmati indipendenti e amatoriali, né solamente una web-television accessibile dal PC bensì una televisione vera e propria, satellitare free ovvero disponibile a casa di chiunque (e in Italia sono circa 15 milioni di individui) possegga una parabola e un decoder, non necessariamente quello di Sky.
La prima blogtv italiana
Come funziona
Il 10 marzo 2005, NessunoTV – emittente satellitare free di informazione – ha lanciato la BlogTV aprendo la porta della televisione a tutti i videobloggers e chiudendo un importante accordo con una delle piattaforme blog più famose d’Italia, Il Cannocchiale, per consentire a tutti l’invio e la pubblicazione dei propri filmati.
Da quel momento tutti possono diventare provider di informazioni (come li ha soprannominati Carlo Freccero) e quindi realizzare un video, pubblicarlo sul web e mandarlo in onda in televisione. Con pochi e semplici passaggi.
Basta aver aderito al progetto (e firmato una liberatoria), possedere un dispositivo di ripresa qualsiasi (da una semplice webcam a un videofonino a una handycam amatoriale) e soprattutto un’idea per un programma adatto alla BlogTV. Da un’intervista a un editoriale, da un videoclip a un cartone animato nessun format è precluso con l’unica limitazione della durata (massimo 5 minuti) imposta sia dalle possibilità di compressione del file che dalla necessità di utilizzare un linguaggio veloce e adatto sia al web che alla tv.
Una volta realizzato e pubblicato sul proprio sito/blog personale (oppure inviato direttamente a Nessuno via mail e posta per i non bloggers) il filmato viene raccolto dalla redazione di NessunoTV e trasmesso all’interno del proprio palinsesto. Non prima di aver avvisato l’autore.
Ogni giorno all’interno del palinsesto di NessunoTV si alternano i programmi della redazione, come Reporter di Paolo Mondani e Insider di Giancarlo Santalmassi, a quelli generati dai videobloggers per comporre un flusso dinamico e innovativo che non ha precedenti nella storia della televisione.
I primi videobloggers italiani
Negli Stati Uniti saranno un migliaio quindi, fatte le debite proporzioni, in Italia i veri videoblogger sono un centinaio ma ogni giorno, da quando è stato lanciato il progetto, crescono di qualche unità.
Alcuni di loro:
Maurizio Dovigi (http://nofilter.splinder.com) è il primo videoblogger italiano e forse europeo e pubblica con cadenza quasi quotidiana i suoi editoriali su politica e attualità
Aldo Torchiaro (http://finestresulmondo.ilcannocchiale.it), giornalista de Il Riformista, ha invece lanciato il primo vlog collettivo e, assieme ad un gruppo di ragazzi/e stranieri in Italia, pubblica ogni giorno delle pillole di politica internazionale.
Mario Adinolfi (http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it), uno dei più famosi blogger italiani, sta per lanciare il suo vlog sul gossip politico.
Ecarta (http://ecarta.ilcannocchiale.it) è un outsider, un dissacratore dalla vena creativa molto sviluppata. I suoi video sono tra i più visti e commentati della piattaforma.
DianaLetizia (http://dianaletizia.ilcannocchiale.it), giornalista de Il Messsaggero, pubblica ogni settimana circa un video di immagini, musica e poesie originali.
Storie Laterali (http://storielaterali.ilcannocchiale.it), Barnaba (http://barnaba.ilcannocchiale.it) e Eugenio del Male sono altri nuovi vlogger che stanno scaldando la community.
Tratto da: www.nessuno.tv
Per commentare questa iniziativa: forum.promiseland.it/viewtopic.php?t=6024
Inserito da: Marcello Paolocci ([email protected])

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