Pellicce vere o finte? Nessuno dovrebbe avere dubbi e porsi domande; la bellezza, l’eleganza, il lusso non possono passare attraverso la sofferenza di nessun essere vivente.
Sarebbe magnifico, un sogno, se questa riflessione supportata da una ricerca servisse ad aprire gli occhi al mondo intero ed a determinare la fine delle sofferenze animali. E’ possibile solo permettere agli altri di conoscere cosa realmente succede, i grandi del mondo hanno sempre nascosto le crudeltà per un ovvio tornaconto economico, ma oggi per una maggior reperibilità delle informazioni, per una maggior cultura e coscienza sociale, l’acquirente ha più fattori per poter scegliere liberamente cosa acquistare.
E’ anche vero che ogni singola persona non può essere a conoscenza di tutto. Ci vorrebbe una maggior trasparenza nei prodotti che acquistiamo, senza inganni, cosa che non succede molto spesso nel settore della pelliccia. In questi anni si è creato un evento paradossale: una volta la truffa era di far passare per vera la pelliccia finta mentre oggi è esattamente il contrario, far passare per finta quella vera di cane e gatto proveniente dall’oriente. Il consumatore sensibile che resta perplesso all’acquisto di un collo di pelliccia, viene tranquillizzato che è finto per indurlo nell’acquisto. Spesso il consumatore che acquista un cappotto al mercato, crede, dato il prezzo basso, che sia falso, ed è assolutamente ignaro delle crudeltà e del raggiro che si nasconde dietro ad un misero inserto di pelliccia vera a poco prezzo.
Dopo alcuni anni di flessione, il mercato della pelliccia si è rinnovato ed è tornato a crescere con bordature, polsini, inseriti sui cappucci o sui colletti delle giacche. Solo l’anno scorso ben 65 milioni di animali sono stati uccisi in tutto il mondo soltanto per la loro pelliccia. I dibattiti che si sono creati riversano lo sguardo su quale delle due pellicce sia la più ecologica: la pelliccia vera o quella finta? Se è giusto per il proprio lusso personale uccidere e far soffrire questi animali. Un attenzione particolare va rivolta alle menzogne che associazioni di allevatori hanno raccontato fino ad oggi a tutti noi.
Associazioni di volontariato grazie a l’utilizzo di nuovi media hanno riportate le documentazioni filmate che dimostrano veri e propri lager. Le pellicce, non solo quelle di volpe o cincillà ma purtroppo anche di foche. L’argomento è ancora molto discusso nel parlamento europeo che ancora pensa se permettere questa mattanza oppure no. Riguardo ai conigli, settore molto in espansione, viene usata la pelliccia sia di quelli d’ allevamento che quelli uccisi per l’alimentazione. È una produzione che costa poco e si usa come sostitutivo delle pellicce di qualità.
Negli anni ’60 – ’70 i primi a parlare di ecologia e di rispetto per gli animali, sono stati gli Hippi, considerate persone “alternative” che vivevano in un mondo parallelo, una vera utopia. Con il passare degli anni il concetto è stato rivisitato ed è diventato molto più attinente alla vita reale, anche perché oggi l’uomo si trova a che fare i conti con una natura in rivolta e soprattutto con la consapevolezza che i combustibili fossili non sono eterni. Già negli anni ’80 ci furono le prime manifestazioni animaliste che determinarono un forte calo nella vendita di pellicce vere e di conseguenza una crescita inimmaginabile di quelle finte. Purtroppo questo periodo favorevole per le volpi, cincillà ecc., non è durato in eterno e piano piano il pelo dell’ animale vero ha ripreso campo.
Oggi la forza degli attivisti è sicuramente supportata dai nuovi mezzi di comunicazione, internet, video on line, immagini e non è più da una botta e risposta tra chi è pro e chi è contro, ma le immagini, i documentari parlano da soli. Gli allevamenti e i cacciatori, sono stati smascherati. Il fine della moda è quello di inventare sempre nuovi oggetti e merci da proporre per indurre all’acquisto i consumatori già sazi: nuovi vestiti al posto di quelli già posseduti, nuove scarpe anche quando ogni persona ha soltanto due piedi, nuove automobili anche quando non si sa dove metterle, di giorno e di notte, e così via. Nella sua ricerca di novità la moda può anche scoprire qualcosa di favorevole, è il caso della “riscoperta” di tessuti e indumenti fatti con fibre tessili e con materiali “naturali”, biodegradabili, ottenuti con processi meno inquinanti. Queste fibre possono essere usate per produrre pellicce, inserti e rifiniture in un materiale che non uccide nessuno e ricicla.
Sotto la pressione degli attivisti, per una propria morale o semplicemente per intuito commerciale, oggi grandi aziende hanno fatto la scelta di utilizzare pellicce finte. E’ quindi facile trovare capi alla moda e di lusso, come per esempio Karl Lagerfeld che contro il freddo ha creato un guardaroba dove tutto, dalle tute ai cappotti, dai pantaloni agli abiti, prevede l’ uso della pelliccia finta. Il pronto moda inevitabilmente influenza il mondo della moda, del pret a porter e del lusso come ha fatto HeM creando il MASSTING.
In pratica, questo fenomeno permette ai consumatori di comprare un prodotto firmato ad un prezzo molto accessibile. Il termine “masstige” proviene dalla contrazione di due parole: «mass market» e «prestige». Il masstige, è dunque l’alleanza di una marca prestigiosa e di una marca di consumo di massa. Ecco che la collaborazione di Karl Lagerfeld con HeM ha influito sulla sensibilità di quest’ultimo. Aziende come Zara che oltre ad una serie di ottime strategie commerciali anticipa le richieste del mercato. Attualmente una di queste richieste è proprio la pelliccia finta. La giovanissima e le donne oltre ad apprezzare un capo a basso prezzo, sanno di acquistare qualcosa che la fa sentire bella senza crudeltà.
La vita va difesa ad ogni costo rispettando ogni individuo che ne è portatore e non solo limitandosi alla conservazione della specie. L’Etica è il senso generale di responsabilità estesa a tutto ciò che è vita. Il mistero della vita va ben al di là della capacità umana anche se all’uomo sensibile e intelligente non può sfuggire il senso della volontà di vivere che è in ogni specie vivente. Ogni essere vivente merita di essere preservato ed ha diritto alla vita priva di sofferenze. L’uomo conosce la sofferenza, la morte e cerca di evitarla a tutti i costi però la infligge ai suoi simili o ad altri esseri viventi per motivi puramente futili. La scienza, ma anche la vita quotidiana ci dimostrano che anche gli animali soffrono nella psiche che nel corpo. Quando un uomo induce sofferenza ad un altro essere emette un atto immorale.
Spesso le persone hanno da obiettare che la caccia è sempre esistita e che l’uomo ha sfruttato l’animale per scopi personali. Assolutamente vero, com’è vero che oggi l’uomo non si veste più di solo pelo animale non vive più in una caverna e non va più a cacciare con una lancia rudimentale. Oggi l’uomo si lava, si depila, non mangia con le mani, insomma è civile, colto e perché mai dovrebbe comportarsi come l’uomo della pietra? Anche il clima si è molto ammorbidito e la pelliccia è diventata un capo di abbigliamento non per coprirsi ma per mostrarsi. Il settore della moda in questi ultimi anni ha una profonda crisi economica, dirigenti d’azienda, imprenditori, responsabili del mktg o del commerciale, puntano all’innovazione e alla ricerca per coprire più nicchie di mercato. Perché non attuare questo anche per le pellicce finte?
Attualmente questo settore è rivolto a giovanissime e animalisti, perché non cercare nuovi acquirenti? E’ indubbio che è un settore in espansione se fatte giuste scelte economiche e soprattutto di marketing coinvolgendo più aspetti come l’ecologia, il rispetto della vita ma anche l’innovazione, materiali innovativi, nuovi stili, può interessare e attirare a se una maggior quantità di acquirenti. La maggior parte delle pellicce, oggi, proviene dalla Cina, che domina la gran parte del mercato internazionale con i suoi prodotti a basso costo.
La maggior parte degli allevamenti in Cina sono stati realizzati negli ultimi dieci anni. Secondo fonti dell’industria cinese della pelliccia un crescente numero di commercianti, laboratori e stilisti ha spostato i propri affari in Cina, dove manodopera a basso costo e l’assenza di norme restrittive per il benessere rendono la vita più facile ed i margini di guadagno più ampi. Qui gli animali vengono scuoiati vivi. Un giornalista del quotidiano Beijing News, (tiratura 500,000 copie) descrive l’orrore che avviene negli allevamenti di procione, dove animali vengono scuoiati vivi, solo perché: Scuoiare l’animale da vivo o da morto è lo stesso, ma è più conveniente e pulito in questo modo. E’ sempre stato fatto così da tutti; spiega il giornalista.
(Foto di Campagna AIP – Attacca l’Industria della Pelliccia)

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Silvia
dice:Tralascio il mio pensiero sulla Cina… perchè non avrei NULLA di buono da dire ( a parte dei pochi cinesi che amano gli animali, ma sono come la famosa particella di sodio nella pubblicità dell’acqua!).
Dico invece, che se per vivere dovessi commettere atrocità simili (mi basta solo vedere la fotografia in alto e quello schifoso attrezzo macchiato di sangue), posso dire con assoluta certezza che MI LASCEREI MORIRE DI FAME.
In merito alle informazioni scorrette date dai venditori, mi permetto di dire che secondo me non è così difficile individuare una pelliccia vera da quella finta e in qualche occasione ho dato discrete steccate a commercianti che ci hanno provato anche con me: comprendendo che proprio fessa non ero, allora l’attenuante diventava “ma è SOLO di coniglio…quelli li uccidono comunque per mangiarli”….oltre a ribattere all’ennesima fesseria, l’avrei capottata!
Speriamo che l’esempio di uno stilista tanto famoso venga seguito anche da altri come lui!
susy
dice:Nonostante le campagne mediatiche sempre accompagnate da foto o video come questa immagine, che è una delle meno cruente che io abbia visionato in merito,ho notato con sconcerto che la maggioranza degli stilisti italiani che dettano legge in fatto di moda, per l’inverno scorso hanno propinato pelliccia vera non solo come indumento ma anche per l’accessorio più inutile.Lo sterminio e l’atroce sofferenza che accompagna la vita di questi poveri animali lo si deve anche a loro.E’ veramente intollerabile che nel 21mo secolo ed in una società civile come la nostra si debba assistere ad atrocità del genere in nome della moda e quant’altro!La razza umana che domina questa pianeta dovrebbe oggigiorno rispettare al meglio l’ecosistema dove vive e tutti gli esseri viventi, che lo popolano ne va della propria sopravvivenza.Ma per il dio denaro stiamo retrocedendo peggio che agli albori del mondo.Io urlo basta sofferenza inutile per questi esseri viventi che come noi soffrono boicottando tutto ciò che deriva dalla sofferenza animale! Per cui dedico un grazie a questo stilista che con la sua fama sta dando un esempio notevole!!
Salvatore Messina
dice:Fino a quando l’ultimo verme si dibatte per la vita io coi vermi non mi reputerò mai completamente morto.
(Salvatore Messina)
sanne wellen
dice:Cosa ci hanno fatto gli animali per meritarsi questo