Il territorio della Campania aggredito

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Terra Nostra denuncia ancora una volta il grave scempio che subisce il nostro ambiente e l’associazione casertana continua a pungolare i pachidermi del potere convinti di essere inattaccabili. Il territorio della Campania sta subendo in questo momento l’acme di un aggressione che si protrae ininterrotta dagli anni Cinquanta. Oggi assistiamo al picco di una vera […]

Terra Nostra denuncia ancora una volta il grave scempio che subisce il nostro ambiente e l’associazione casertana continua a pungolare i pachidermi del potere convinti di essere inattaccabili.
Il territorio della Campania sta subendo in questo momento l’acme di un aggressione che si protrae ininterrotta dagli anni Cinquanta. Oggi assistiamo al picco di una vera e propria distruzione sistematica dell’ecosistema nell’area posta tra Caserta e Napoli. Condizioni simili alla nostra ecotragedia sono riscontrabili solo nei paesi del terzo mondo o nell’ex blocco sovietico. Bisogna recarsi in Brasile, Indonesia, India oppure in Ucraina e Romania per assistere a situazioni di degrado e di sviluppo insostenibile pari a quelle della Campania.
Malgrado l’Italia abbia aderito all’accordo di Kioto i roghi continui che si levano dal territorio campano smentiscono ogni impegno nazionale.
La raccolta dei rifiuti avviene con sistemi primitivi tali da determinare l’inquinamento delle falde e dei campi con la diossina. Le cave hanno devastato le nostre alture e producono inquinamento pericoloso per i nostri polmoni. Le emergenze si susseguono senza peraltro scalfire l’inettitudine e l’imbroglio al potere.
Due commissari governativi sono stati nominati inutilmente dal governo centrale, uno per i rifiuti riguardante l’intera area regionale e l’altro per le cave riguardo alla provincia di Caserta. I risultati li abbiamo davanti agli occhi, con uno scenario apocalittico a metà tra le profezie di Nostradamus e Blade Runner. Quale futuro attenderà i nostri figli con il viatico che stiamo loro lasciando.
Alcuni anni fa il grande attore Eduardo De Filippo disse: “fuitevenne ‘a Napule”. Parole amare per un uomo intimamente legato alla sua terra e tuttavia deluso dalla piega degli avvenimenti. Oggi questa frase sembra riecheggiare come una parola d’ordine tra tanti conterranei spaventati dagli eventi che si prospettano.
E così mentre la nave affonda il bel mondo casertano ha trovato una botta di mondanità con la mostra dedicata al pittore Modigliani. Il jet set nostrano ha fatto passerella nel Belvedere di S. Leucio facendo ala alle dichiarazioni dei vip che parlano con tanta enfasi di cultura, arte e territorio. Così si mostrano strane, ma neanche tanto in fondo, sinergie tra destra e sinistra all’insegna dell’evento prima di tutto.
L’immondizia agli angoli della strada è un piccolo dettaglio che non tocca i magnati. E le cave? Chi le ha mai viste con i tanti impegni in campo, tra una mostra di macchine d’epoca ed un vernissage non c’è tempo per queste quisquilie, anche se i miliardi di vecchie lire per progettare il piano cave qualcuno se li è pappati alla faccia del popolo bue che respira silicio e diossina.
E’ possibile che al di là dei facili proclami e delle passerelle politicomondane non si intenda la necessità di un intervento drastico sul territorio? Occorrono uomini e mezzi per salvare i difficili e precari equilibri dell’ambiente casertano, in città ed in provincia con una sinergia di forze vere non di collusioni tra inefficienze di destra e di sinistra che ballano nella sala del Titanic brindando con champagne.

Fonte: Associazione Terra Nostra


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