Il latte di giumenta

Promiseland -

Ovvero: non si uccidono così anche i cavalli. Da qualche tempo sono personalmente assillato dall’argomento “sottoprodotti”: quali sono? Da dove vengono e… dove vanno? Non tutti sanno che alcune rare prelibatezze, d’utilità insostituibile, sono in verità dei “resti” che vengono propinati a caro prezzo al consumatore, uno di questi è il lac equui. Non abbiate […]


Ovvero: non si uccidono così anche i cavalli.
Da qualche tempo sono personalmente assillato dall’argomento “sottoprodotti”: quali sono? Da dove vengono e… dove vanno? Non tutti sanno che alcune rare prelibatezze, d’utilità insostituibile, sono in verità dei “resti” che vengono propinati a caro prezzo al consumatore, uno di questi è il lac equui. Non abbiate paura cari veg’amici, visto il prezzo a cui è venduto questo ingrediente miracoloso, il suo nome è chiaramente strombazzato sull’etichetta: latte di giumenta, a volte anche cavalla e, per i più arditi, cavallo!
Ma perché commercializzare un latte così raro? Un equino produce un litro, un litro e mezzo di latte al giorno… dunque, se alla mamma gli prendiamo il latte cosa rimane al puledro? Puledro, quale puledro? Ecco che siamo arrivati al dunque (forse), il puledro ha una vita di circa 6 mesi dopo di che finisce semplicemente in bistecche. L’intelligenza umana quando è applicata al profitto ci stupisce sempre: dopo un certo oscurantismo culinario una campagna di consumo “alla rovescia” sembra invadere il mercato, percorre strade originali e strategie meravigliose… appunto il consumo di prodotti contenenti latte di giumenta ed il latte stesso da consumare al posto di quello di vacca. La commercializzazione è effettuata principalmente nei negozi bio, erboristerie, insomma quelli che frequentano i consumatori accorti come noi. E la carne? Dal 1999 è possibile acquistare carne equina e derivati anche nelle macellerie classiche in quanto alcune impasse sanitarie sono state abilmente sormontate dalle tecnologie di allevamento e soprattutto dal divieto posto sulla macellazione di animali d’età troppo avanzata in quanto, nei loro tessuti, è possibile un accumulo di cadmio (cancerogeno) di molto superiore alle dosi consentite dalla legislazione, di fatto nessun cavallo diventa vecchio ed in commercio troviamo così solo carne di puledro. In Italia il consumo è marginale ma in altri paesi sono addirittura costretti ad importare carne di cavallo per tentare di soddisfare la domanda interna. Il consumo di questa carne è promosso e consigliato da più parti in quanto ricco di proprietà uniche: l’assenza di colesterolo ad esempio. Se una fettina al sangue può comunque impressionare molti, gli stessi apprezzano gli “sfilacci di cavallo” senza alcuna remora, come anche i salami ed i salamini che invadono gli scaffali dei supermercati decantando cardiache virtù miracolose ed ingolosendo grandi e piccini. Ma, torniamo al latte, dunque ci troviamo di fronte ad un paradosso: poco latte eppure tanti animali abbattuti, tanti da doverne promuovere il consumo oppure da esportarli, non mi sembra redditizio, anzi, se così fosse sarebbe veramente un suicidio economico ma, allora, qual è il vero prodotto principale dell’allevamento equino oltre ai cavalli da corsa, da “divertimento” e militari che finiscono comunque nel piatto? Apro qui una parentesi: sì! Tutti finiscono nel piatto, da Furia cavallo del west al campione dell’Arc de triomphe ed anche il dolce pony del maneggio come quello da passeggiata… nessuno di loro invecchierà placido né morirà naturalmente, una volta considerato “inadatto al lavoro” prenderà la via del mattatoio… a questi attualmente si aggiungono nuovi allevamenti di razze tradizionalmente utilizzate per il “tiro”, dunque molto grandi e muscolose, esclusivamente per la carne e… ormoni, per l’esattezza “estrogeni coniugati”, un prodotto farmaceutico appunto, ma, a cosa servono? A chi sono destinati? E perché i cavalli?
Perché, dopo le prime esperienze di “estrazione” di ormoni femminili dalla placenta umana nel 1939, si è riusciti ad estrarre il prodotto ormonale, somministrabile, dall’orina della giumenta gravida.
Il principale prodotto si chiama commercialmente Prémarine ed é sul mercato dal 1941, viene usato per trattare i disturbi della menopausa e per curare l’osteoporosi femminile, pare inoltre che protegga la popolazione femminile da ictus e malattie cardiovascolari.
La sempre crescente domanda di ormoni promuove l’allevamento d’innumerevoli giumente gravide dalle quali stillare il prezioso liquido dorato. La maggior parte di queste strutture si trova in Canada dove il Prémarine è prodotto, così come molti macelli in quanto la produzione di orina da giumenta gravida dà come sottoprodotti le cavalle stesse considerate presto “inadatte”, i loro puledri oramai inutili perché nati ed, appunto, il prezioso latte. Solamente il “Canada Francofono” consuma carne di cavallo, il resto viene esportato, grosse quantità di carne di cavallo e puledro vanno da qui in tutto il mondo invece, il latte di giumenta, viene fatto consumare a tutti indistintamente sia come bevanda ma soprattutto come cosmetico, di fatto anche chi non mangia carne di cavallo viene a sua insaputa coinvolto in questa filiera produttiva e la richiesta di mercato, da un lato di ormoni e dall’altro di latte non fa che aumentare il numero di animali allevati, munti e… abbattuti.
Ad illustrazione un disegno umoristico di Honoré Daumier la didascalia recita così: La carne di cavallo è altamente digeribile ed è buona per la salute. Con evidente sarcasmo, già nella metà dell’ottocento, gli avversi al consumo di questa carne, non la consideravano per niente consona all’alimentazione umana.
 


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18 commenti su “Il latte di giumenta”

  • Dante

    dice:

    Sono contento di comunicare ai lettori di Promiseland che i miei cavalli, ex maneggio, corsa , pony, da tiro, asina, non vengono e non verranno macellati, quando arrivano alla fine, con fatica e tristezza, chiamiamo la “loro ” dottoressa che se concorda sulla impossibilità di altre soluzioni, li mette prima a dormire e poi procede con l’ eutanasia… certo, qualcuno torcerà il naso, ma credetemi, non è bello vedere un amico soffrire fino alla fine…
    Nessuno mangerà i miei cavalli !!!

    • Grazie Dante per il tuo impegno, spero veramente che molti altri “esseri sensibili” seguano il tuo esempio, ti sono vicino ed ho molta compassione per te nei momenti decisivi del distacco dai tuoi amici zoccoluti.
      Grazie, sinceramente.
      Lorenzo

  • frankie

    dice:

    molto interessante questo articolo…io non avevo mai sentito parlare di questa cosa degli ormoni estratti dalle giumente…ma li usano anche in Italia? la mia mamma usa dei farmaci per l’osteoporosi…voglio provare a leggere i componenti ( ma dubito che ci capirò qualcosa!!!).
    ma quando la finiranno di inventare “sottoprodotti” e farli passare x miracolosi nascondendo un mondo di sofferenza e di ingiustizia ?
    una mia amica esempio , mangia delle orrende capsule gelatinose di olio di pesce….per cosa??? omega 3 per le rughe…mi pare di avere letto qui che questa cosa non conta a nulla , scientificamente provato…
    Dante che meraviglia quello che fai….mi sono un po’ commossa
    ti capisco benissimo riguardo l’eutanasia , come dicevo in un altro commento ( staro’ invadendo promiseland forse?!?!), poco tempo fa assieme alla mia famiglia abbiamo dato l’addio al nostro Tommy ( cagnolone dolcissimo di 14 anni), era straziante vederlo così, da qualche giorno non mangiava più, non si muoveva e non poteva nemmeno alzarsi a bere acqua, è stato difficile prendere la decisione…ma era l’unica cosa da fare…
    che stupendi i tuoi cavalli!!! sai cosa pensavo…il tuo “maneggio” (scusa il nome inappropriato!!!) dovrebbe essere un posto da far visitare ai bimbi delle scuole, questo è quello che devono vedere non le fattorie didattiche cn i dolci coniglietti che poi finiscono nel forno della razdora…

    • Ciao Frankie,
      non so se esistono prodotti analoghi ricavati da una diversa fonte, magari vegetale, ne dubito ma facci sapere cosa prende la mamma: scaveremo anche lì.
      La tua amica può prendere olio o semi meno disgustosi dell’ olio di “fegato” (giàgià) di pesce, come lino, canapa, oppure 4 noci al dì e va tranquilla di Ω3… per le rughe non so, forse è meglio che smetta di fumare, beva molta acqua e diventi vegan 😉

      • frankie

        dice:

        ciao Lorenzo ! grazie della tua risposta sei molto gentile !
        diro’ subito alla mia amica delle noci e degli oli vegetali., faro’ breccia sul fatto che sono meno disgustosi, perchè a lei di uccidere i pesci non so quanto le interessi purtroppo
        ..sul fatto di farla diventare vegan…ecco behhh la vedo dura, sul fatto invece di smettere di fumare hai super ragione e oltre alla mia amica …………lo diro’ anche A ME STESSA !!!

  • rosaria

    dice:

    Sono sdegnata e sconcertata

  • Dante

    dice:

    Anche noi abbiamo avuto Tommy…un piccolo baffuto allevato a bottiglia, la mamma era morta dopo aver partorito cuccioli morti…lui unico sopravvissuto è stato trovato coperto sotto la coscia della mamma morente che tentava di proteggersi dalla pioggia…era lungo 6 cm, codino compreso, figlio di una meticcia York… è vissuto con noi fino a 14 anni e quasi fino all’ ultimo, succhiava ancora il dito (nostro).
    A vedere i nostri animali, non viene nessuno… forse perchè qui non si cavalca; al massimo bisogna dare una mano a pulire i box, tagliare l’ erba e fare il fieno per loro…non trovo nessuno che voglia venire, almeno per portarli a fare un giro al passo a mano…Insomma un cavallo o lo usi o non è degno di interesse.
    Comunque se a qualcuno gli scappa la voglia…posto per mettere una tenda, c’è di sicuro (mi sono allargato troppo ??? Se non era possibile…censuratemi pure )
    Saluti a tutti..Dante.

    • Beh Dante allargati pure, anzi! contatta Promisland.it (vedi qui sotto negli spazi grigi “contattaci”) non si sa mai 😉

    • Devis Dani

      dice:

      Salve Dante, ti sei allargato il giusto, solo una domanda :
      Dove siete ?
      A presto, cordialmente, D. Devis – – – –

      • mozzie

        dice:

        esatto! Dove siete?? 🙂

    • frankie

      dice:

      ciao Dante!
      davvero che tristezza se non è un po’ tutto da villaggio vacanze …sembra non interessi …
      dai anche voi avete avuto Tommy ??? che bello!
      anche io mi accodo a chi chiede dove siete…vorrei passare a trovarvi, chissà sarebbe bello ( ma tra il mio dire il mio fare talvolta purtroppo non c’è coerenza…)
      un abbraccio grande a te , cavalli , cani e a tutti i Tommy e loro padroni!!!

  • Grazie Lorenzo…
    Un Abbraccio
    Renata

    • Grazie a voi Promislandini 😀
      ci sono tante cose da scoprire ancora, e Promiseland.it è il pozzo delle meraviglie!
      Lorenzo

      • Grazie a tutti coloro che collaborano… !

  • Aleks

    dice:

    Felice di essere vegetariano e soprattutto di scoprire che esistono al mondo molte persone come Dante….
    Personalmente considero l’uomo un ingranaggio estremamente piccolo (e molto spesso dannoso) tra i tanti che regolano quel meraviglioso sistema naturale……….quindi lo ripeterò fino a morire…….giù le mani dagli animali!

  • ivana

    dice:

    una domanda: si dice che con l’avvento dell’anagrafe equina i cavalli hanno fin dalla nascita un destino certo. Quelli iscritti per finalità diverse dalla produzione di carne non possono finire in macello e poi nella filiera alimentare. Voi sostenete invece che tutti vengono macellati e inviati al consumo. Poichè è importante poter chiarire alla gente come si svolge la misera vita dei tanti cavalli: prima cavalcati e poi…mangiati, ci spiegate come stanno davvero le cose? grazie

    • Barbara Primo

      dice:

      Buongiorno Ivana,
      ogni stato approva ed applica le leggi che ritiene opportuno, il fatto che in Italia ci possa essere o meno un’anagrafe equidi non cambia quello che succede all’estero. Bisognerebbe allargare la propria visione delle cose e rendersi conto che tutti gli stati esportano ed importano grandi quantità di merci ed alimenti da Paesi esteri. Che io sappia anche gli ormoni della crescita sono vietati in Italia, ma come ci diceva il dott. Merciadri alla sua conferenza durante il VeganFest, basta interrompere la somministrazione una settimana prima del macello e le carni del manzo non ne presenteranno traccia ad un eventuale controllo. Questo significa che si può comprare carne bio ma di vitelli “pompati”… e calcolando la quantità di carne estera che vendono in Italia tu capisci che “fatta la legge trovato l’inganno”. Questo articolo vuole essere uno spunto di riflessione. A noi non interessa andare a cercare la fettina di cavallo più o meno sana, più o meno legale, perché riteniamo non ci sia differenza tra mangiare una fettina di cavallo da maneggio, di cavallo allevato per l’alimentazione o allevare le cavalle per gli ormoni, si tratta comunque di pratiche che vanno contro la nostra filosofia di vita e la nostra etica. Questo indipendentemente da quello che dice la legge, se poi le persone che leggono gli articoli vogliono approfondire l’argomento hanno ragione e fanno bene! 🙂

    • Grazie per questo spunto Ivana,
      mi sono andato a leggere la normativa istigato dai tuoi dubbi ed ora condivido questa ricerca con gli amici di Promiseland.it.
      La normativa non “salva” o “condanna” i cavalli dal macello, pretende dall’allevatore/proprietario la registrazione e la dichiarazione dell’eventuale destinazione dell’animale “all’alimentazione umana” e di conseguenza il rispetto del regolamento sanitario relativo durante la vita del cavallo. In effetti qualcosa fanno di questi cadaveri: un po’ di colla, un po’ di sapone, tappeti, scarpe, abat-jour, concime, mangime… per fare tutto ciò il macello è la via obbligata. Facendo una battuta di dubbio gusto, non ho mai visto un cimitero di cavalli…
      Lo so che non dovrei… ma te lo spiego comunque: mi sembra, Ivana, che non hai veramente colto il fine di questo articolo, che è stato scritto non per informare chi consuma carne di cavallo, bensì per chi contribuisce, SENZA VOLERLO, all’allevamento ed alla macellazione di questo, o quell’altro, animale utilizzandone i “sottoprodotti”.
      Per conoscenza, le informazioni che vi ho trasmesso in sintesi nell’articolo sono facilmente verificabili su internet e “non” sono ricavate da siti animalisti o vegan 😉
      Questo articolo è la sintesi di molte fonti, più o meno dettagliate, ed è stato scritto per informarvi dandovi nuovi materiali da una prospettiva fino ad ora nascosta a molti.
      Buona riflessione a tutti
      Lorenzo

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