
Da poco ho scoperto questo cereale antichissimo, di tradizione africana, coltivato già 5000 anni a.C. Lo trovo da agricoltura biologica in un negozio in centro a Parigi, dove vado a fare la spesa quotidianamente.
Il fonio è molto diffuso nella parte orientale del continente africano ed è uno dei più consumati in Sudan ed Etiopia. Leggende e mitologia sono legate a questi preziosi chicchi, piccoli, più piccoli di quelli del cous-cous. Nonostante il dilagare di mais ed altri cereali il fonio non è mai stato abbandonato come coltivazione e ben a ragione: le sue qualità organolettiche e gustative sono eccezionali, tanto da far pensare ad una sua rivalorizzazione pe promuovere lo sviluppo agricolo.
Un altro aspetto eccezionale di questa pianta è che giunge a maturazione in sole otto settimane, molto resistente anche in suoli poveri o contenenti molto alluminio, dove altre coltivazioni non sarebbero possibili, anche nella savana, arida e con scarsa pioggia. In Africa occidentale è coltivato, trattato e cucinato dalle donne e per le occasioni importanti, in totale in Africa, se ne producono tra le 250.000 e le 350.000 tonnellate.
I chicchi di questa pianta si prestano ad essere utilizzati per molte preparazioni: porridge, pane, birra, cous-cous, non contiene glutine ma molte proteine, è leggero, digesto e versatile, interessante anche da inserire nella dieta dei neonati.
Il processo produttivo è lungo e laborioso per via delle dimensioni dei chicchi, la trasformazione era perciò un compito affidato alle donne che lo eseguivano alla mano con mortaio e pestello. La federazione degli agricoltori senegalesi Yakaar Niani Wulli (YNW) ha deciso di far coltivare il cereale solo in appezzamenti di ridotte dimensioni (meno di 0,1 ha), sapendo che la resa normalmente varia da 100 a 500 kg/ha. L’incremento della produzione non è quindi possibile per i produttori senza i finanziamenti.
In Senegal i produttori di fonio si stanno organizzando per aumentare la presenza del prodotto sia sul mercato locale, sia all’esportazione. Questo anche in un’ottica di politica economica mirante a non impoverire l’offerta di alimentazione nei Paesi produttori, cioè l’obiettivo è di non favorire l’esportazione a discapito del benessere interno.
Per maggiori informazioni sul FONIO vi invito a leggere questo articolo molto interessante.
Troverete un esempio di ricetta della nostra amica Chef Loira QUI.

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Loira
dice:Provato per la prima volta e rimasta molto molto colpita dalla bontà di questo cereale di cui non avevo mai sentito parlare.
Sicuramente versatile, si adatta, secondo me, a numerose preparazioni e diversi tipi di cottura. Può anche essere usato come un semplice cous-cous.
Barbara Primo
dice:Mi piace scoprire prodotti nuovi… pensa che qui non conoscono la farina manitoba, nonostante sia di origine canadese e la Francia abbia molti scambi con questo Paese…
Fabio Cerboni
dice:sapete se contiene glutine?
Barbara Primo
dice:Sì Fabio, il fonio è senza glutine. Ho fatto una ricerca in Internet e non ho trovato un sito “medico-scientifico” dhe lo dicesse, ma tutte le pagine, anche quelle dei negozi che lo vendono specificano che è senza glutine.
Per chi legge il francese:
http://fonio.cirad.fr/content/search?SearchText=fonio&SearchButton=Recherche
e
http://www.fonio-bio.com/fonio.html