Garibaldi eroe (anche) del mondo animale

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Giuseppe Garibaldi, fu tra i promotori e i fondatori dell’Enpa, l’Ente Nazionale Protezione Animali. Nei giorni trascorsi di grandi festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità Nazionale, di rievocazioni, di celebrazioni dei personaggi del Risorgimento, anche gli animalisti hanno qualcosa da festeggiare. Qualcosa di molto significativo anche se poco noto ai più. Giuseppe Garibaldi, certamente più […]

Giuseppe Garibaldi, fu tra i promotori e i fondatori dell’Enpa, l’Ente Nazionale Protezione Animali.

Nei giorni trascorsi di grandi festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità Nazionale, di rievocazioni, di celebrazioni dei personaggi del Risorgimento, anche gli animalisti hanno qualcosa da festeggiare.
Qualcosa di molto significativo anche se poco noto ai più. Giuseppe Garibaldi, certamente più noto per le sue gesta patriottiche e per le sue imprese militari, fu tra i promotori e i fondatori dell’Enpa, l’Ente Nazionale Protezione Animali.
Sollecitato da una cara amica irlandese, Anna Winter, che durante un viaggio in Italia era rimasta fortemente impressionata dal modo in cui venivano trattati gli animali nel Bel Paese, Garibaldi dispose nel 1876 la nascita, a Torino, della prima società protettrice degli animali, della quale fu per alcuni anni presidente, dando mandato al suo fidato amico, nonché medico personale, Timoteo Riboldi, di fondare quella che oggi è appunto conosciuta come Enpa.
Pochi lo sanno, ma Garibaldi era piuttosto sensibile alle sofferenze del mondo animale. Certo erano anni in cui la pietà (parlare di giustizia è difficile ancora oggi) verso le bestie era cosa rarissima. Nelle campagne gli animali erano usati, fino allo sfinimento, per il lavoro nei campi, per la produzione di latte, carne, uova, lana e quant’altro.
Tutti gli animali considerati inutili o nocivi erano sterminati con ogni mezzo. Cani accusati di portare la rabbia e altre malattie, volpi e lupi per la loro attività predatoria, tutti venivano sistematicamente eliminati senza tanti complimenti.
I nobili invece si dilettavano, senza alcuna necessità, con le battute di caccia tappezzando le loro residenze di trofei d’ogni genere o, nella migliore delle ipotesi, si dedicavano al collezionismo di animali esotici.
Dal 1500 in avanti, infatti, fu un gran fiorire di serragli e giardini zoologici in tutta Europa, per realizzare i quali milioni di animali furono strappati alle “terre selvagge” e trasportati nella civilizzata Europa. Di questi, inevitabilmente ben più della metà morivano a causa dello stress del viaggio o per l’ignoranza circa le condizioni del loro mantenimento. Orsi, cervi, tigri, pantere, aquile, scimmie, elefanti e giraffe. Una vera ecatombe.
Nelle città gli animali più diffusi erano i cavalli e nemmeno loro se la passavano tanto bene, come ricorda l’episodio che ebbe come protagonista Nietzsche il quale, proprio a Torino e proprio in quegli stessi anni, abbracciò piangendo un cavallo che aveva visto frustare e prendere a calci dal suo proprietario. Episodi del genere però non erano certo un’eccezione… L’eccezione era Nietzsche.
E in un contesto del genere l’attenzione di Giuseppe Garibaldi per il mondo animale costituisce certamente qualcosa di prezioso, da celebrare al pari delle gesta più note. Si ricorda, nella sua biografia, l’amore di Garibaldi per la sua cavalla (il famoso cavallo bianco), un amore che lo spinse a dedicarle addirittura una tomba e una lapide.
Ma tra i suoi scritti si trovano anche espressioni di amore per il mondo animale molto più universali: «Proteggere gli animali contro la crudeltà degli uomini, dar loro da mangiare se hanno fame, da bere se hanno sete, correre in loro aiuto se estenuati dalle fatiche; questa è la virtù più bella del forte verso il debole». Questo scrive il Generale negli ultimi anni della sua vita. Ecco perché ricordare di lui anche questo aspetto.
Anche per gli animalisti Garibaldi fu l’eroe dei due mondi: di quello umano, ma anche di quello animale.
di Viviana Ribezzo
Liberazione Animale  –  28/03/2011
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News Inserita da Daria Mazzali
Redazione Promiseland.it


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