Food: gli italiani sempre più attenti all’alimentazione, tra cibi “ricchi di” e “senza”

I dati forniti dalla nona edizione dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy evidenziano l'interesse dei consumatori per alimenti che riportano in etichetta claim sulla presenza o l'assenza di un determinato ingrediente: "ricco di" e "senza" trainano gli acquisti.

Rich in” e “free from“: indicano rispettivamente l’abbondanza e l’assenza di determinati ingredienti in un prodotto e sono claim in etichetta che guidano gli acquisti degli italiani. A segnalare questa tendenza sono i dati forniti dalla nona edizione dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy, che racconta il mondo del largo consumo italiano incrociando le informazioni riportate sulle etichette di oltre 120 mila prodotti. Secondo i dati, relativi al 2020, a dicembre si contavano 8645 referenze alimentari sulla cui etichetta compariva almeno uno dei 12 claim legati alla presenza “positiva” di un ingrediente.

Nel corso di tutto il 2020, questi prodotti hanno sviluppato un giro d’affari di quasi 3,4 miliardi di euro, in crescita del 4,6% rispetto al 2019. A incentivare questa crescita ha contribuito certamente l’aumento della domanda, con il +5,9% rispetto ai 12 mesi precedenti. Ma quali sono i claim del “rich in” che piacciono di più ai consumatori? Al primo posto c’è “fibre“, che ha raggiunto una quota del 3,7% sulle vendite totali del food; l’aumento delle vendite dei prodotti con questo claim in etichetta ha toccato +4,3% su base annua, con un incremento dell’interesse dei consumatori pari al 4,7%. Segue il claim “proteine“, che ha visto aumentare le vendite dei prodotti del 9,4% su base annua, complice l’aumento dell’offerta (+3%) e l’incremento della domanda (+6,3%).

L’altro claim best performer nel 2020 nell’ambito del “rich in” è stato “Omega 3“, che in 12 mesi ha visto un aumento delle vendite del 10,1%. Un risultato dovuto esclusivamente all’incremento della domanda, che ha registrato un +14,7%, mentre l’offerta è diminuita del 4,6%.

“Free from”: il valore dei prodotti “senza”

Grande attenzione nel settore food anche per i prodotti “senza”, caratterizzati dall’assenza di un ingrediente, un additivo o un nutriente. Nel 2020 il settore del “free from” ha generato un mercato del valore di 7 miliardi di euro, con una crescita di oltre il 3% rispetto all’anno precedente. Il paniere contiene quasi 13.700 referenze, che rappresentano ben il 18% di quelle monitorate dall’Osservatorio Immagino. I dati parlano di una crescita dell’interesse dei consumatori per questa tipologia di prodotti, e a farla da padrone sono state le etichette in cui si segnala l’assenza di antibiotici, additivi e glutammato, ma anche il “non fritto”.

Buona la performance anche per i prodotti senza zuccheri aggiunti e senza grassi idrogenati, il che sottolinea una propensione sempre maggiore per un’alimentazione sana e quanto più possibile naturale. In generale, il 2020 è stato caratterizzato da una maggiore consapevolezza della connessione tra cibo e salute, e dal conseguente shift dei consumi in chiave vegetale. I dati segnalano infatti anche l’ascesa dei prodotti a plant-based, il cui paniere ha raggiunto un valore di 3,2 miliardi di euro di sell-out, e che rappresentano il 10% del largo consumo alimentare in Italia.

Per saperne di più: Spesa: è boom dei prodotti “veg”, 3,2 miliardi di euro di sell-out nel 2020

A livello globale, la pandemia ha rimodellato le abitudini di consumo, incoraggiando scelte alimentari sempre più sostenibili da parte di un’ampia fetta di consumatori. Tra questi soprattutto il consumatore flexitarian, che consuma solo sporadicamente carne e derivati e che può rappresentare il vero game changer del settore.

Leggi anche:

Packaging: per gli italiani, il futuro post-Covid tra sostenibilità e trasparenza

Scegli i prodotti certificati VEGANOK e sostieni così la libera informazione!


Solo con la partecipazione di tutti potremo fare la differenza per la salvaguardia del pianeta.

Scarica il nostro RAPPORTO DI IMPATTO ETICO 2021

Sauro Martella
Fondatore VEGANOK

Leggi anche: