Folco Terzani, tra Natura e ricerca d’infinito: il suo nuovo libro al VeganFest

Promiseland -

Tra filosofia, ecologismo e narrativa: Folco Terzani racconta il suo ultimo libro "Il Cane, il Lupo e Dio" dal palco del Lucca VeganFest.

È sempre un piacere ospitare al Vegan Fest Folco Terzani, scrittore e documentarista, figlio del noto giornalista e scrittore Tiziano, già ospite nel 2012 a Serravezza. Renata Balducci, presidente di AssoVegan, in veste di “padrona di casa” invita lo scrittore ad aprirsi, a raccontarsi: ne nasce un dialogo ricco di spunti di riflessione che partono dalle cime dell’Himalaya, in India, dove ha trascorso molto tempo sia da piccolo seguendo il padre sia poi lavorando come regista, alle montagne dell’appennino toscano, dove ha deciso di tornare a vivere negli ultimi anni.  

Dopo aver curato La fine è il mio inizio (Longanesi, 2006), dove ha raccolto le sue ultime conversazioni con il padre Tiziano (da cui ha poi tratto la sceneggiatura dell’omonimo film con Bruno Ganz ed Elio Germano), racconta la sua ultima opera, Il cane, il lupo e Dio, illustrata da Nicola Magrin, edita da Longanesi: una storia sulla Natura, l’amicizia tra diversi eppure uguali, e il senso del divino.

“È innegabile l’anelito verso l’alto dell’uomo” spiega l’autore “per questo si cercano le montagne, l’Himalaya…Si cerca qualcosa che non si sa spiegare; negli anni ’70 la beat generation andava in India, adesso questo paese in pochi anni ha raggiunto un livello di sviluppo industriale incredibile, ed ha perso ciò che la caratterizzava e per la quale era diventata un faro: il rispetto per la mucca, per la natura, per chi non ha nulla. Nel frattempo in Occidente ci si ciba di animali allevati in gabbia, e si passano vite sempre più in gabbia, proprio come loro.”

“Mi sento di assomigliare sempre di più a mio padre”, racconta mentre si parla del “ritorno all’essenza della vita” ovvero le cose semplici, la Natura nella sua semplice complessità: e così che nasce la storia narrata su Il Cane, il Lupo e Dio. Con il simbolismo animale tipico di Esopo e delle favole filosofiche, ci introduce alla figura del Cane, da sempre abituato alle comodità e sicurezze della vita da animale domestico, che viene improvvisamente abbandonato dal suo padrone, e disperato teme non riuscirà a sopravvivere. Finché non appare la figura misteriosa e salvifica del Lupo che lo inizierà a tutto ciò che la Natura e la vita allo stato brado significa. Comincia così un viaggio dell’anima e dei corpi in compagnia del branco di lupi verso l’altissima Montagna della Luna, attraverso foreste, cascate, boschi, monti e tempeste, dove per sopravvivere, il Cane imparerà suo malgrado a cacciare e sarà costretto ad affrontare moltissimi pericoli.

Nella nostra cultura il lupo è l’impersonificazione del cattivo. Il lupo qui invece rappresenta la nostra anima primigenia dentro di noi, la natura selvaggia che abbiamo ancora dentro ma che non sappiamo tirare fuori, assopita dalle comodità e dalle bugie del consumismo. Il cane rappresenta l’ignavia del consumatore di carne occidentale: mangia perchè gli viene offerto dagli umani, ma non riuscirebbe mai a cacciare lui stesso e al suo primo incontro con i lupi, rimane scioccato dalla loro ferocia. Poi decide di ritrovare il branco e di unirsi a loro nel viaggio verso la Montagna, per scoprire un nuovo modo di vedere il mondo e di vivere. Quel genere di percorso che, ci si auspica, tutti dovremmo fare.   

Questo e molto altro ancora, raccontato nella interessante presentazione di Folco Terzani al Lucca VeganFest, in versione integrale in questo video di Veganok.tv.

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Un commento “Folco Terzani, tra Natura e ricerca d’infinito: il suo nuovo libro al VeganFest”

  • Renata Balducci

    dice:

    È stato come sempre coinvolgente !
    La capacità di Folco di portarti dentro a ciò che racconta e straordinaria
    Testimone del tempo di suo padre Tiziano Terzani , ha i suoi geni, così forti e nello stesso tempo dolcì , per spiegarti ciò che sembra così difficile , e portarti accanto a verità elementari ma che non riusciamo a vedere , tanto che siamo accecati da una realtà frettolosa, impegnata in una corsa contro il tempo e non “ incontro “alla felicità tanto poi grande quanto più è legata alla semplicità …

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